Agevolazione per sanificazione e DPI, scadenza 7/9. Consigli pratici

Lunedì sette settembre 2020 è l’ultimo giorno utile per presentare per via telematica all’Agenzia delle entrate la domanda per il “bonus” sulle spese, già sostenute e da sostenere nel 2020, per “sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.”. L’agevolazione è data nel limite di spesa di €. 200 milioni.

Si sta parlando delle previsioni disposte dall’art. 125 del Decreto legge 19/5/2020 nr. 34, il c.d. “decreto rilancio”.

A domanda accolta, si avrà il diritto a un “credito d’imposta”, un contributo a fondo perduto realizzato con la diminuzione dell’importo delle imposte da versare allo Stato. L’agevolazione in esame inoltre, a differenza di altre, non va ad aumentare l’imponibile ai fini delle imposte sul reddito e dell’Irap, ed è cumulabile con altre eventuali agevolazioni spettanti. Ha diritto all’agevolazione una vasta gamma di soggetti, fra cui i liberi professionisti.

La domanda va inviata entro la scadenza per via telematica, direttamente dall’interessato o tramite un intermediario. Nella domanda si deve indicare:

·         l’importo delle spese agevolate che si sono già sostenute fino al mese precedente la data di sottoscrizione della domanda, che non è detto corrisponda a quella dell’invio;

·         l’importo delle spese da sostenere dal mese della sottoscrizione della domanda e fino al 31 dicembre 2020.

Ad esempio, se si sottoscrive la domanda in agosto, pur inviandola a settembre, le spese già sostenute da indicare sono quelle da gennaio a luglio, mentre quelle da sostenere fino a fine anno quelle da agosto.

In alternativa, ci si può limitare ad indicare o solo le spese già sostenute, e in tal caso si manifesta il disinteresse per l’agevolazione per quanto riguarda le spese ancora da sostenere. Oppure solo le spese ancora da sostenere.

Fatta la somma delle due voci di spesa, nella domanda si deve indicare anche l’importo del credito d’imposta previsto dalla norma, il 60% di quella somma, che come vedremo non corrisponde però con certezza a quello spettante. Esso è infatti definito dalla stessa Agenzia delle entrate un “credito teorico”, in ogni caso non dovrà essere superiore a 60.000 €.

Le incertezze sul “quantum”

Il credito effettivo che spetterà infatti, in forza del limite dei 200 milioni di euro, sarà pari al credito inserito nella domanda però moltiplicato per una percentuale che l’Agenzia calcolerà rapportando il limite dei 200 milioni di euro alla somma del credito richiesto in tutte le domande pervenutele. Solo nel caso in cui l’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti risulterà inferiore al limite di spesa, la percentuale sarà pari al 100 per cento. Altrimenti, se il volume dei crediti richiesti sarà maggiore di 200 milioni di euro, la percentuale sarà minore, e il credito spettante sarà alla fine una frazione di quel 60% “teorico”.

La cosa ovviamente non è di poco conto, in quanto se l’importo finale del “bonus” dovesse ridursi di molto, considerando che l’utilizzo del credito d’imposta esporrà a controlli fiscali, per qualcuno il gioco potrebbe “non valere più la candela”. Ma fino all’undici settembre, a domande ormai presentate, non si potrà conoscere l’importo effettivo cui si avrà diritto: un’agevolazione con la suspence. Si può comunque presentare la domanda magari sulla base di preventivi dei fornitori di beni e servizi agevolabili, una specie di “quaderno dei desideri”, e vedere poi se ne varrà la pena e magari eventualmente farne nulla, cioè non utilizzare il credito d’imposta.

E’ vero però che quanti più saranno gli aventi diritto che, per cercare di “approfittare” di questa agevolazione, inseriranno nella domanda alti volumi di spesa, e magari i loro “desideri”, tanto minore sarà il credito effettivo che sarà concesso. Una cosa forse un po’ strana

Consigli pratici

Indipendentemente dalle incerte prospettive sopradescritte, in attesa di sapere, il giorno 11 settembre, a quanto effettivamente ammonterà il contributo statale, nulla osta ad inoltrare la domanda, sia per DPI vari che per attrezzature, queste ultime purché necessarie ai processi di sanificazione, ma non si deve indicare una cifra a caso. Il consiglio è perciò quello di costruirsi una lista degli acquisti che si ritiene si debbano fare, considerando anche che si può fare scorta di DPI plausibilmente senza temere conseguenze del tipo “guantometro”, basandola però su appositi preventivi scritti ricevuti dai fornitori, su prezzi desunti da precedenti fatture o da cataloghi aggiornati. Documentazione da conservare in vista di eventuali futuri controlli. Qualora poi non si ritenesse, alla fine, di accedere al beneficio, vuoi per scarsa convenienza, vuoi perché si rinunciasse ad effettuare gli acquisti previsti come sopra, si è liberi di farlo.

Si ricorda infine che per quanto riguarda le spese per le attività di di sanificazione, l’agevolazione è subordinata alla presenza di una (auto)certificazione con la quale si dichiara che dette spese sono finalizzate ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus Covid-19. Tale documento dovrà attestare la conformità delle azioni intraprese ai “protocolli di regolamentazione vigenti” (es. protocollo condiviso fra le parti sociali del 24/4/2020, pubblicato in G.U. nr. 198 del 8/8/2020; “indicazioni operative” per l’odontoiatria Min. salute; altri). Per le attrezzature, l’agevolazione è subordinata alla presenza delle dichiarazione di conformità delle stesse ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea.

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“Effetto Covid” nello studio dentistico. Misuralo con Excel!

L’effetto della riduzione delle attività per i noti motivi, si è fatto ovviamente sentire anche presso gli studi dentistici. Si comincia ora a “fare la conta dei danni”.

Si va a guardare quanto si era “prodotto” nel 2019 e lo si confronta con il 2020. Molti dentisti, ed è logico, misurano le variazioni in percentuale. Fa sempre effetto ed è una valida spiegazione dei fatti. Però non guasta di sicuro trasformare la percentuale in giorni e mesi.

Mi spiego. Un conto è dirsi (e magari dire ai colleghi nei social) che: “quest’anno, per il Covid, ho prodotto il 25% in meno”. Altro è invece formulare la stessa misurazione ma in termini di tempo: “quest’anno, per il Covid è come se avessi lavorato un mese e mezzo di meno”. Il linguaggio, le stesse parole, come si sa, hanno effetto sui pensieri, sulle sensazioni. Perfino sulle emozioni! E magari per qualcuno ragionare in mesi, o giorni, invece che in percentuale, risulta più chiaro e chissà che non saltino fuori dei migliori pensieri per affrontare le cose.

Da adesso in poi, questo articolo si rivolge ai “precisi”, a quelli che non hanno timore dei numeri, e dunque utilizzano Excel, o altro “foglio elettronico”, per gestire la loro vita economica e non solo. Si può infatti, con poco sforzo, creare un foglio di calcolo che a partire dai dati dello studio faccia capire com’è la situazione. Vediamo come.

Dati necessari

“Fatturato”: gli incassi degli stessi periodi del 2019 e del 2020;

“Produzione”: il valore delle prestazioni eseguite negli stessi periodi del 2019 e del 2020.

Domanda: perché Bortolini ci dice di guardare anche alla produzione e non solo agli incassi? Risposta: ma perché, cari dentisti, se non la si smette di guardare solo agli incassi e non al valore prodotto, la vostra analisi sarebbe, parafrasando il Vate, “mutilata”. Infatti, parte degli incassi del 2020 potrebbero essere riferiti a periodi “pre-Covid”, quindi non rispecchiare del tutto la reale situazione. Invece la “produzione”, nel giudicare la situazione economica presente e dell’attuale futuro, non mente mai.

Il foglio Excel (o di altro foglio elettronico, ma Excel è meglio)

Passo 1: Procurarsi i dati necessari, dai sistemi in uso in studio. Con un minimo di pratica si tratta di dati che si possono prelevare direttamente, come foglio Excel, dai vostri gestionali, aggiornati in tempo reale;

Passo 2: Creare in un foglio Excel vuoto il seguente schema (o simile, dipende dai gusti):

La data del giorno dell’analisi “post-lockdown” ovviamente sarà quella del giorno, o altra a vostro piacere.

Passo 3: Riportare nello schema da voi creato i dati necessari (N.B.: per vedere bene le immagini, clicca sul titolo di questo articolo):

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Passo 4: inserire nelle altre celle del foglio elettronico le necessarie formule:

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(tutti sanno che le lettere e i numeri corrispondono a celle del foglio di lavoro, Ça va sans dire);

Passo 5: contemplare il risultato:

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Allora. Uno può dire: “a fine lockdown avevo perso ben il 40% della produzione. Un po’ meglio è andata con gli incassi.”. Ma anche:”Dal punto di vista della produzione, è stato come se avessi lavorato quasi due mesi in meno, da quello degli incassi un mese e mezzo”.

Continuando a far parlare il dentista appassionato di Excel: “Per fortuna a oggi sono in pieno recupero, infatti dal punto di vista della produzione ho recuperato mezzo mese di lavoro, e spero entro fine anno di avere recuperato tutto!”.

Evviva Excel. Buona estate

Già che ci sei, vedi anche:

I rapidi conti del dentista forfetario

Odontoiatria Riparte: le Decisioni sui Prezzi Da Chiedere. Corso Online

Costo orario dello studio dentistico (5^ e ultima puntata): la trasformazione “magica” del denaro in tempo

ISA COMPILAZIONE QUADRO C DENTISTI: UN REBUS DA RISOLVERE

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Molti dentisti, come tanti contribuenti, sono alle prese con la compilazione del quadro C dell’ISA, nel caso dei dentisti il BK21U. Molti hanno però dei dubbi, ed è meglio eliminarli, in quanto una errata compilazione può avere effetti negativi sul punteggio. Ad esempio assegnando il contribuente ad un MOB (il vecchio cluster) penalizzante.

Per chi fosse interessato ad una consulenza, possiamo dare aiuto nella elaborazione dei dati, anche in diretta Zoom operando sul computer del cliente, a partire da €. 190 inclusivi di imposte e oneri previdenziali.

I rapidi conti del dentista forfetario

Ho realizzato un foglio di calcolo Excel, con cui un soggetto forfetario, anche non dentista perché si può applicare a qualsiasi attività in quanto gestisce tutte le principali casse previdenziali, ma qui ci interessa ovviamente il dentista, può sapere quanto deve mettere in fattura, e dunque incassare, per avere in tasca un determinato importo netto da imposte e contributi.

La cosa molto interessante, è che con questo foglio si viene a scoprire che esistono dei “moltiplicatori” fissi, per cui se:

1) voglio in tasca per me 1000 €., li moltiplico per il “Moltiplicatore rapido” e trovo l’importo da fatturare;

2) voglio sapere di quanto incasso qual’è l’importo che dovrò versare (e quindi mettere via) per contributi e imposte, basta moltiplicare appunto l’incassato per i rispettivi moltiplicatori.

Pratico no? Allego un esempio un po’ particolare, in quanto fa vedere qual’è il massimo ottenibile “in tasca” al netto di imposte e contributi rispettando la soglia annuale, fatidica, dei 65K per stare dentro al “forfetario”, i moltiplicatori sono quelli giusti da usare, come ho spiegato:

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Nuovo Corso Online in diretta: La fatturazione al paziente odontoiatrico al tempo di Covid-19 e oltre. Domande e risposte

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La fattura è ben di più che un mero adempimento tributario. Essa è il punto terminale della filiera produttiva odontoiatrica, che comprende anche, e in ogni sua fase, importanti aspetti di relazione: si inizia con la visita, si passa per il preventivo, da tempo obbligatorio per legge, si arriva alla conclusione del rapporto contrattuale con il paziente di cui, appunto, la fattura è il suggello. Gestire bene quei passaggi, aiuta certamente lo studio a differenziarsi, a migliorare l’immagine e, in definitiva, a lavorare meglio.

Dal punto di vista dello studio, occorre avere ben presente che la fattura, non appena emessa, diventa la base della contabilità interna, dunque del controllo della gestione, ed esterna, quella tenuta dal commercialista ai fini dichiarativi e adempimentali. Conviene allora saperla fare precisa, senza errori.

Questo corso, che offre quanto serve per la gestione della fatturazione verso il paziente persona fisica, va allora frequentato sia perché consente di avere le risposte alla più dibattute domande sulla questione “fatturazione odontoiatrica”, e così acquisire maggiore sicurezza nelle procedure amministrative dello studio, e ridurre il rischio di sanzioni, sia perché l’argomento è presentato in modo da consentire, a chi ne coglierà anche questo aspetto, di utilizzarlo per migliorare la competitività dello studio.

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Odontoiatria Riparte: le Decisioni sui Prezzi Da Chiedere. Corso Online

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La Ripresa Delle Attività In Odontoiatria, Le Decisioni Sui Costi E Sui Prezzi Da Chiedere. Corso online in diretta di economia per dentisti

Relatore: Dottor Paolo Bortolini

DESCRIZIONE CORSO

Formazione online in diretta

Molti dentisti auspicano a breve la ripresa delle loro attività, la “Fase 2”, e si stanno preparando. Dovranno però tenere conto di un insieme di fattori economici, che non dipendono da loro: dalla prevedibile ridotta disponibilità di denaro da parte del pubblico ai probabili minori ricavi a causa della messa in atto delle precauzioni a difesa dal contagio. Fenomeni che congiurano per rendere meno facile la ripartenza. Tutto ciò metterà al centro dell’attenzione il “problema economico”, a seguire quello finanziario per il quale ora si sta correndo ai ripari contraendo prestiti e spostando le scadenze di pagamento di beni e servizi.

Infatti, se verrà a mancare l’economia, cioè un almeno accettabile margine di guadagno sulle prestazioni che si eseguiranno, sarà difficile onorare le rate dei prestiti e rispettare gli impegni presi con i fornitori di beni e servizi. Rimanere perciò senza una chiara ed esatta conoscenza di quanto rende ogni prestazione, è cosa da nemmeno considerare.

Questo corso offre un metodo immediato, alla portata di tutti ed eseguibile con la massima semplicità e un ridotto numero di informazioni. Viene consegnato un “foglio elettronico” con il quale operare per eseguire i necessari conteggi sui propri concreti casi.

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Offre esattamente strumenti, informazioni e supporto, al fine di consentire al partecipante di sviluppare le necessarie competenze e i mezzi per attuare le necessarie azioni.

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CORSO ONLINE: Gestire i Pagamenti nell’Emergenza

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LA GESTIONE DEI PAGAMENTI NELL’EMERGENZA: CORSO ONLINE IN DIRETTA DI FINANZA PERSONALE PER DENTISTI

Relatore: Dott. Paolo Bortolini

 

La situazione che si è creata con l’emergenza sanitaria, richiede nuovi strumenti, e soprattutto la capacità di impostare e attuare un

 

PIANO D’AZIONE:

 

Le uscite non indispensabili andranno tagliate. I pagamenti a scadenza fissa andranno suddivisi fra non procrastinabili e invece rinviabili. In tutte le situazioni ove questo è possibile, importi e scadenze andrebbero rinegoziati con chi li avanza. Occorre da subito predisporre “piani B”, colloquiare con le controparti per sondarne la disponibilità a dette rinegoziazioni, predisporre gli accordi in tal senso e tenerli pronti. Occorre imparare a fare dei veri e propri piani finanziari personali, e imporsi e imporre a dipendenti e familiari il loro rispetto.

Occorre ben comprendere come distinguere fra motivi necessari e non, per eseguire tagli e rinvii in modo preciso, chirurgico, serio, fattibile, organizzato. Tale fondamentale obiettivo si consegue solamente se si dispone di un adeguato strumento per amministrare incassi, pagamenti e scadenze: un software. E saperlo sfruttare sia per l’attività che per la vita privata, dunque servono anche delle specifiche informazioni.

 

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Sospendere le rate di mutui e leasing? Fermi tutti! Anche i dentisti

Nel decreto legge 17 marzo 2020 nr. 18, una disposizione di cui molto si è parlato, anche nell’ambito dell’odontoiatria, è quella dell’art. 56, dove prevede per le “attività imprenditoriali danneggiate”, e sarà infatti chiesto di attestare questo danno, delle tutele rispetto ai rapporti in essere con le banche e gli intermediari finanziari. Fra cui la sospensione delle rate di mutui e leasing in scadenza entro il 30 settembre incluso.

Il tutto è da farsi presentando una comunicazione alla banca o all’intermediario, corredata da una “dichiarazione sostitutiva di atto notorio” nella quale il richiedente deve attestare: “di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da Covid 19”.

Da molte parti sono venuti improvvidi incitamenti a presentare immediatamente, “senza se e senza ma”, questa comunicazione, considerando cosa meramente formale il rilascio dell’attestazione di cui si è detto. Circolano numerosi fac-simile dell’attestazione, alcuni talmente mal fatti da essere forieri di per se stessi di una denuncia per falsità ideologica.

In realtà occorre stare più che attenti. Infatti, rilasciare la dichiarazione sostitutiva di atto notorio richiesta dal comma 3, senza che sia già in atto, e la cosa sia dimostrabile a posteriori, la “temporanea carenza”, è cosa da evitare in via assoluta. Le conseguenze di una eventuale futura contestazione di aver rilasciato una falsa dichiarazione sono di tipo penale e assai pesanti. Segui il link sotto per leggere l’articolo completo.

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Dentisti + coronavirus: come va a finire? La parabola dell’asso di briscola

ASSI BRISCOLA

Di Paolo Bortolini

Prime riflessioni. Ogni tanto mi trovo con qualche ex compagno di classe, per giocare una briscola a coppie. In quel gioco, al giro finale ogni coppia sa che carte ha in mano l’altra, ma non sa chi dei due avversari ha la carta “pesante”, di solito l’asso. La giocata della coppia con le carte peggiori, si decide allora sulla base di un’ipotesi concordata fra i due sodali, relativa a quale dei due avversari ha, appunto, in mano l’asso. L’ipotesi si fonda, come spesso accade e non solo nella briscola, sulla memoria, sulle interpretazioni di quanto è accaduto nella partita, sulle facce degli avversari, o sul caso.

La situazione determinata oggi dal “coronavirus” mi ricorda quella dell’ultimo scarto della briscola: dove sta l’asso? Meglio: cosa succederà alla fine dell’emergenza? Perché è su questa ipotesi, da farsi presto, al più entro un po’ di giorni, che si potrà decidere come “giocarsi” le carte che si hanno per cercare intanto di resistere, e poi di riprendersi.

Ebbene, al momento io, giocatore amatoriale di briscola, non sono ancora in grado di fare una sola ipotesi. Ne ho tre. Anzi, due, di cui una con due varianti. Sono ovviamente aperto ad ascoltare ogni altra opinione e a cambiare idea.

Ipotesi numero 1: TUTTO COME PRIMA

Questa ipotesi è, a mio avviso, quella più probabile. Prima o poi, uscirà un vaccino o comunque una cura efficace. Gli ospedali si svuoteranno e, come è accaduto alla fine delle guerre, in poco tempo, qualche settimana, la gente si sarà dimenticata tutto. Prevale la voglia di tornare a vivere, a spendere, a godere. Con questo spirito nel tempo ci sono stati i grandi boom economici, a seguire le catastrofi. La dimenticanza riguarderà anche gli usi e i costumi, inclusi quelli delle cure odontoiatriche “proibite”: negli studi si riprenderà a lavorare a pienissimo ritmo, anzi di più vista la stasi forzata, esattamente come prima e senza modificare abitudini e procedure.
Qualcuno potrebbe obiettare che, forse, sconfitto il COVID 19 arriverà un altro poco simpatico e non invitato inquilino del nostro organismo, venendo magari invece che da un pipistrello da un pesce. Ma a questa obiezione, si può efficacemente rispondere “alla Tex Willer”: mai fasciarsi la testa prima di avercela rotta.

Ipotesi numero 2: MAI PIU’ COME PRIMA

Invece, alla fine della briscola si potrebbe pensare che le cose non saranno mai più identiche a prima, che le abitudini saranno del tutto abbandonate, in favore di nuove procedure, di nuove attenzioni. In tal caso, pensando ai dentisti, non mi viene altro in mente (per ora) che una totale revisione dell’organizzazione del lavoro e anche degli spazi fisici degli studi. Si pensi ad obblighi, espliciti o impliciti, perché anche se non ci fosse una legge in merito è prevedibile che saranno gli stessi pazienti a pretenderne il rispetto, di avere in studio un paziente alla volta, di arieggiare i locali dopo ogni seduta, di adottare nuove tecnologie di purificazione dell’aria, di decontaminare superfici e oggetti con più cura e in più tempo di oggi, di “bardarsi” con adeguati DPI, di mantenere le distanze di sicurezza e quant’altro. Il risultato sarebbe che gli studi vedrebbero meno pazienti, a causa dei maggiori tempi necessari per eseguire le sedute, vedendo con ciò ridursi le possibilità di realizzare ricavi, e con maggiori costi, a causa delle ulteriori procedure collegate alla sicurezza e al contenimento della diffusione di agenti virali. Tale risultato, già di suo preoccupante, andrebbe ad intrecciarsi con una plausibilmente ridotta disponibilità di spesa del pubblico che frequenta gli studi, cosa che renderebbe assai difficile “scaricare” sulla clientela il peso di quei minori ricavi e maggiori costi. Un bel rebus, di difficile se non impossibile soluzione. Che tipo di studi sarà in grado di reggere in questa ipotetica situazione?

Ipotesi numero 2 con variante: ADDIO AL PRIVATO

Per rispondere all’ultima domanda, si potrebbe ulteriormente ipotizzare che quella difficile, forse impossibile, sostenibilità della odontoiatria nel caso di paura permanente di contagio, possa essere gestita solo da strutture particolarmente concepite e attrezzate, talmente costose che dovranno essere sovvenzionate, magari dall’Ente pubblico. In sostanza, la fine dell’odontoiatria privata come la conosciamo. L’alternativa delle aggregazioni fra dentisti, fare delle società, potrebbe aiutare, ma la miscela “maggiori costi operativi+meno soldi in tasca alla gente” potrebbe rendere inutile anche questa soluzione. A mio avviso, come minimo si dovrebbe pensare a modificare i contratti con cui si assumono i dipendenti, perché i costi del lavoro connessi agli attuali contratti ordinari di lavoro sono, e sia chiaro lo sono sempre stati, insostenibili per attività come la medicina, soggette alla famosa “febbre da costi” descritta dall’economista William Baumol. Magari cooperative di lavoro, dove le ASO  potranno lavorare per i dentisti a condizioni inferiori rispetto agli attuali contratti. Dal lato dei dentisti, si potrebbe pensare di agevolare la creazione di strutture di capitale le quali investissero in strutture, dunque delle pure società di mezzi, da affittare agli odontoiatri, a tanti odontoiatri, che così non dovrebbero addossarsi i costi dei leasing e dei mutui ma disporrebbero dei mezzi per operare, anche se di proprietà altrui. L’alternativa, come detto, è l’odontoiatria sovvenzionata da terzi, privati o pubblici che siano. Con i dentisti, di diritto o di fatto, come dipendenti. Io stesso sono venuto a conoscenza di operazioni gestite da grandi gruppi della cooperazione che, viste con il “senno del poi”, potrebbero perfino essere già state pensate politicamente per sostituire il modello privatistico attuale con dell’altro.

Io per ora continuo a ragionare, insieme con i dentisti e gli operatori economici del settore con i quali, mai come ora, mi confronto giornalmente. Per perfezionare l’ipotesi sul “dove sta l’asso della briscola”. Sono a disposizione di chiunque voglia consigli o conforto allo 0498962688.

Coronavirus e dentisti: salvare, subito, la cassa!

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di Paolo Bortolini

Oggi, davanti al Coronavirus viene il sospetto che stia arrivando la crisi peggiore. Non si può escludere che, in questo “maledetto” 2020, l’unico business che può guardare ai prossimi mesi con un certo ottimismo è quello delle onoranze funebri. Non solo delle persone, ma anche delle attività. Già infatti circolano statistiche (es. Cerved), secondo le quali una certa percentuale di attività chiuderà i battenti. A chi toccherà?

 

Minori incassi

Cosa concretamente ci si può attendere? A seguito di una reazione a catena, i flussi di cassa in entrata si ridurranno, finanche a cessare del tutto. Malauguratamente, non si seccherà invece il flusso in uscita: i pagamenti da farsi ai nostri fornitori di beni e servizi, ai dipendenti, alle banche e alle finanziarie che ci hanno concesso prestiti e leasing, e naturalmente allo Stato per le tasse e i contributi previdenziali. E infine, i pagamenti necessari per sostenere il nostro tenore di vita familiare.

Nessuna attività dunque sarà immune dal virus della contrazione degli incassi nei prossimi mesi, ed è bene non farsi molte illusioni né pensare che basti lavarsi le mani e fare finta di niente, magari pensando che toccherà agli altri. Si vedrà presto se saranno messi in campo, da parte delle Autorità, sussidi e aiuti. Ma è probabile che, se arriveranno, in massima parte andranno in soccorso delle attività di più grande dimensione, vedi la soglia dei tre dipendenti per poter usufruire degli “ammortizzatori sociali” negli studi professionali. In ogni caso, non è il momento di assumere posizioni attendiste, anche perché si può bene pensare che gli aiuti, se arrivano, ci metteranno un po’ di tempo. Mentre arriveranno senza ritardo le scadenze di pagamento.

Per non cadere nel più nero pessimismo, si può plausibilmente prevedere che, per certe attività fra cui senza dubbio quella del dentista, la domanda di prestazioni che si sta perdendo ora potrà essere recuperata in futuro, quando tornerà la serenità, con il lavoro straordinario. Ma quando ciò si verificherà al momento non si può prevedere. Ma se ai prezzi attuali o al ribasso dipenderà da come finirà questa storia. Ma se alla fine la clientela che uno ha oggi gli rimarrà anche domani, dipenderà dalle azioni della concorrenza più agguerrita e pronta a sfruttare la situazione. Stare fermi ora, detto tutto ciò, equivale a un immediato suicidio economico.

 

Il piano d’azione

Le uscite non indispensabili andranno tagliate. I pagamenti a scadenza fissa andranno suddivisi fra non procrastinabili e invece rinviabili. In tutte le situazioni ove questo è possibile, importi e scadenze andrebbero rinegoziati con chi li avanza. Occorre da subito predisporre “piani B”, colloquiare con le controparti per sondarne la disponibilità a dette rinegoziazioni, predisporre gli accordi in tal senso e tenerli pronti. Occorre imparare a fare dei veri e propri piani finanziari personali, e imporsi e imporre a dipendenti e familiari il loro rispetto. Fare queste mosse sarà più facile per chi, negli anni, è riuscito a muoversi in situazioni finanziarie difficili, ed è dunque abituato a stringere la cinghia e a negoziare con i creditori. Sarà invece più difficile per quelli cui finora il denaro non è mai mancato. Vuoi perché sono stati bravi a non spenderlo, vuoi perché ce l’hanno e basta. Per i primi sarà molto di aiuto il commercialista, per i secondi servirà, in qualche caso, anche lo psicologo.

Più in dettaglio, è altamente consigliato mettere immediatamente in atto dei piani di finanza straordinaria: per chi ha patrimonio, può essere il momento di attingervi, per chi non l’ha, sarà meglio iniziare a contrattare dei finanziamenti con chi di dovere, in modo da poter sostenere le spese almeno per qualche mese.

 

Serve un valido software

Una cosa però non può mancare, assolutamente, pena la morte finanziaria: avere la capacità di controllare in modo totale e al centesimo la propria situazione finanziaria, Attuale e per l’immediato futuro. Si tratta di conoscere esattamente i motivi per cui si tirano fuori i soldi. Per poter così distinguere fra motivi necessari e non. Per saper eseguire quei tagli e quei rinvii di cui si è detto in modo preciso, chirurgico, serio, fattibile, organizzato. Tale fondamentale obiettivo si consegue solamente se si dispone di un adeguato strumento per amministrare incassi, pagamenti e scadenze: un software. E saperlo sfruttare sia per l’attività che per la vita privata.

Solo con questi accurati strumenti personali, si potrà avere una perfetta immagine di quanto sta accadendo e dove si sta andando. Soprattutto si potranno dare le giuste risposte alle domande relative alla scelta di quali pagamenti si possono rinviare e quali no, quali invece pagare, quanto e quando. Ed è meglio cominciare immediatamente perché, come già detto, meglio non farsi illusioni. Per il dentista serve un software tagliato su misura, funzionale e collaudato, di facile impiego e comprensione, come quelli del  corso teorico-pratico online sulla contabilità dell’odontoiatra.

 

Sempre a fianco del dentista

Il sottoscritto, con i suoi collaboratori e partner, sarà ancora  con gli odontoiatri italiani, per consigli, fornitura di utili servizi, aiuto nella gestione delle emergenze, anche nel difficile frangente che si sta profilando. Per ogni esigenza, rispondiamo al nr. 0498962688 ore ufficio. Altrimenti inviare email. Grazie per l’attenzione.