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In questa pagina si trova una selezione degli articoli più “datati” del Dott. Bortolini, ma non per questo meno interessanti!

INFORMATICA GESTIONALE IN ODONTOIATRIA

Il computer negli studi odontoiatrici è da tempo una cosa normale: ho provato a ricordare quanti degli studi che ho frequentato negli ultimi anni ne sono privi: nessuno. Ma cosa c’è nei computer, come si usa, che risultati da? Volendo fare un’illustrazione semplificata della situazione, possiamo dire che nei computer degli studi si possono trovare: programmi di uso generale, per scrivere o fare di calcolo (i “fogli elettronici” come Excel); programmi per la connessione con Internet; programmi specializzati per facilitare il lavoro dello studio, i cosiddetti “gestionali”. E’ di questi ultimi che questo articolo si occupa, proponendo alcune riflessioni, anche critiche, riguardo alle loro elaborazioni dei dati a fini di controllo economico. Alla fine dell’articolo è pubblicato un glossario di termini tecnici.

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GESTIRE LO STUDIO: BUONE INFORMAZIONI, OTTIMI RISULTATI

La conduzione di un’attività ha bisogno di informazioni come l’uomo ha bisogno di cibarsi per sopravvivere. Certamente, come quantità e qualità del cibo determinano la qualità del vivere, cosi avviene per i risultati della gestione: più le informazioni sono accurate, fedeli, complete e chiare migliori saranno gli esiti del proprio agire. Il motivo di questa affermazione risiede nella stessa sostanza del concetto di gestione, espresso con grande acutezza da Pasquale Saraceno (1972) con queste parole: “La gestione dunque, a un processo di identificazione da un lato degli obiettivi possibili, dall’altro degli obiettivi conseguibili con le decisioni già prese e nell’adozione, mediante nuove decisioni, delle misure necessarie per raggiungere gli obiettivi possibili.”.
Dalle parole del grande economista, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente, si apprende la strettissima connessione fra informazioni e decisioni. Di mio vorrei aggiungere una considerazione che ho maturato studiando le questioni aziendali per trent’anni: l’esercizio della gestione, per qualsiasi attività, si sostanzia, al di là di ogni teoria manageriale più o meno sofisticata o di moda, nel fissare dei traguardi e nel verificare successivamente se si sono raggiunti. Dunque, …

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ACQUISTARE BENI STRUMENTALI

Il Professionista si trova spesso a considerare varie forme alternative di pagamento per l’acquisto dei suoi beni strumentali. Spesso la decisione viene presa più per sollecitazione del venditore del bene, o per “credenze” e “sentito dire”, che conoscendo la totalità degli elementi in gioco. Purtroppo, fare scelte inadatte alle caratteristiche del bene acquistato può condurre a risultati contrari a quanto si sperava: esborsi eccessivi, minori rendimenti del bene, minori risparmi fiscali magari a causa di una mancata analisi dell’operazione alla luce degli “studi di settore”. Il breve articolo, corredato da tabelle e un disegno esplicativo, mira a dare velocemente gli elementi necessari.

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INCASSARE DAI CLIENTI: COME ANALIZZARE LA SITUAZIONE

Una delle caratteristiche dell’esercizio privato della medicina è la presenza di un rapporto monetario diretto con il paziente, definito dall’alternarsi di addebiti per prestazioni eseguite e incassi. Questo fatto sta aII’origine di una buona parte delle attività extra¬cliniche, prelevando numerose risorse di tempo e di organizzazione fra quelle disponibili in studio. Una buona informazione a certamente alla base delle azioni rivolte al miglioramento di questo rapporto, va quindi curata ed ampliata in ordine ad una sempre maggiore comprensione di quanto accade e, naturalmente, per avere la massima efficacia possibile nel realizzo di quanto eseguito. In questo articolo presento tre semplici ma efficaci modi di elaborazione di dati che, normalmente, sono sempre aggiornati e disponibili in ogni studio. II primo a chiamato “Analisi del credito globale”, il secondo “Analisi della esigibilità del credito” e I’ultimo a detto “Indice di attivismo nella gestione del credito”.

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I CONTI “AMMALATI” DELLA LIBERA PROFESSIONE: COME CURARLI

Esistono diffusi pregiudizi secondo i quali a un libero professionista, non gioverebbe più di tanto dotarsi di maggiori capacità di amministrare le dinamiche monetarie delta sua attività. Tali pensieri di solito originano o si rinforzano sulla scorta di considerazioni come quella che “fare i conti sia una perdita di tempo, è più importante avere tanto lavoro”, oppure quella che siano in fondo sufficienti “pochi numeri” per capire come vanno le cose, perchè si ritiene, erroneamente, che il controllo economico di queste attività sia cosa semplice.Qui, invece, diremo che quando si fronteggiano crisi economica e complessità questo modo di pensare a inadeguato. Non solo, …

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PROFESSIONISTI: DAI FACCIAMO SOCIETA’!

L’esercizio associato di una professione è una conosciuta alternativa alla tradizionale solo-practice. Naturalmente, come in quasi tutte le cose che uomini e donne si mettono in testa di fare, oltre alla promessa di magnifiche sorti e progressive chi si cimenta nella costituzione e gestione di una società dovrebbe anche mettere in conto la triste eventualità di pentirsene. E in certi casi sarebbe un peccato. Se per costituire la società basta firmare una carta, per avere maggiori probabilità di farla durare e ottenere risultati coerenti con le aspettative iniziali a molto meglio, prima di farlo, compiere una buona analisi: questo sarà l’argomento dell’articolo.

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IL NUOVO MANAGEMENT ODONTOIATRICO

Sono nell’ambiente odontoiatrico da quasi vent’anni e ricordo che i primi discorsi che sentivo fare dicevano piu o meno cosi: “Caro mio, sono finiti i tempi delle vacche grasse, oggi per guadagnare bisogna saperci fare, non basta piu nemmeno lavorare bene”. Io prendevo atto e devo dire che se non ci fosse stato più che un fondo di verità in questi discorsi, non avrei certo potuto fare il mio mestiere di consulente gestionale, nessuno in altre parole mi avrebbe pagato per facilitargli il compito di raggiungere e mantenere nel tempo più redditività e qualità di vita. Probabilmente, nessuno avrebbe pensato di parlare di management dello studio odontoiatrico come una competenza da aggiungere a quelle già usate dal dentista.
In questo lasso di tempo le risposte concrete a questa esigenza di nuova competenza proposte ai medici sono state ricavate da esperienze di tipo aziendale in uso in settori di attività molto diversi da quello medico, industria e commercio, forzando, a mio avviso, lo studio medico ad equipararsi ad una di queste aziende per poterne adottare mutatis mutandis gli strumenti, quali il marketing, la programmazione operativa del lavoro, il controllo contabile dei costi e quant’altro…

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LA CLIENTELA: COME CONOSCERLA MEGLIO

Nei modi di agire che coinvolgono il cliente, è sempre presente l’incertezza sul segno positivo o negativo della sua reazione, la quale determinerà il successo o l’insuccesso delle azioni intraprese dal Professionista e dai suoi Collaboratori. Tentare di ridurre preventivamente questa incertezza è un atteggiamento evoluto e razionale, nel quale i risultati non vengono affidati al caso. Si tratta di delineare delle ipotesi sulle attese e le percezioni della clientela, per esaminare poi in quale modo il Professionista possa opportunamente soddisfarle. A tal scopo si possono seguire più strade, dall’espressione delle proprie personali impressioni e inferenze all’indagine direttamente rivolta, magari con domande specifiche, alla clientela. L’articolo esemplifica un metodo pratico, tratto dale esperienze realizzate in uno studio odontoiatrico e comunque esportabile ad ogni situazione, per svolgere in proprio e in tempi brevi una ricerca sulle caratteristiche demografiche e socio-economiche dei propri clienti, senza per questo avere la necessità di coinvolgerli in alcun modo con domande personali o questionari.

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GESTIRE UNA PROFESSIONE: QUATTRO QUESTIONI PRATICHE

L’articolo prende spunto da una piccola storia dell’evoluzione nel tempo del concetto di “gestione”, per suggerire l’esistenza di due diverse filosofie in materia: una che individua il successo gestionale nella crescita quantitativa dell’attività, l’altra che considera il miglioramento del rapporto fra risultati e sforzo per ottenerli il suo obiettivo principale. Quale delle due è più adatta ad un’attività professionale? Sulla scorta delle questioni sollevate, l’articolo propone approcci e suggerimenti su quattro aspetti fondamentali dell’agire gestionale: come migliorare le decisioni; come ottenere di più dai collaboratori; come qualificarsi nei confronti della clientela e quale strada seguire per apprendere a controllare l’economia della propria attività.

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