Coronavirus e dentisti: salvare, subito, la cassa!

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di Paolo Bortolini

Chi, come il sottoscritto, ha raggiunto una certa età, già ha attraversato (evidentemente indenne) gravi crisi. Ricordo la crisi petrolifera primi anni settanta e la seguente inflazione a due cifre, il “siamo sull’orlo del baratro” evocato ai tempi del Governo Amato nei primissimi anni novanta (cui seguì l’unico prelievo forzoso – 6 per mille dei depositi attivi – dai conti correnti dei cittadini della storia repubblicana, almeno fino ad oggi…). L’ultima, la “grande crisi” del 2008, cui seguì la tuttora in atto generalizzata diminuzione del reddito disponibile per la maggioranza della popolazione, rimpiazzata però da un’orda di telefonini. Per il momento siamo ancora qui.

Oggi, davanti al Coronavirus viene il sospetto che stia arrivando la crisi peggiore. Non si può escludere che, in questo “maledetto” 2020, l’unico business che può guardare ai prossimi mesi con un certo ottimismo è quello delle onoranze funebri. Non solo delle persone, ma anche delle attività. Già infatti circolano statistiche (es. Cerved), secondo le quali una certa percentuale di attività chiuderà i battenti. A chi toccherà?

 

Minori incassi

Cosa concretamente ci si può attendere? A seguito di una reazione a catena, i flussi di cassa in entrata si ridurranno, finanche a cessare del tutto. Malauguratamente, non si seccherà invece il flusso in uscita: i pagamenti da farsi ai nostri fornitori di beni e servizi, ai dipendenti, alle banche e alle finanziarie che ci hanno concesso prestiti e leasing, e naturalmente allo Stato per le tasse e i contributi previdenziali. E infine, i pagamenti necessari per sostenere il nostro tenore di vita familiare.

Nessuna attività dunque sarà immune dal virus della contrazione degli incassi nei prossimi mesi, ed è bene non farsi molte illusioni né pensare che basti lavarsi le mani e fare finta di niente, magari pensando che toccherà agli altri. Si vedrà presto se saranno messi in campo, da parte delle Autorità, sussidi e aiuti. Ma è probabile che, se arriveranno, in massima parte andranno in soccorso delle attività di più grande dimensione, vedi la soglia dei tre dipendenti per poter usufruire degli “ammortizzatori sociali” negli studi professionali. In ogni caso, non è il momento di assumere posizioni attendiste, anche perché si può bene pensare che gli aiuti, se arrivano, ci metteranno un po’ di tempo. Mentre arriveranno senza ritardo le scadenze di pagamento.

Per non cadere nel più nero pessimismo, si può plausibilmente prevedere che, per certe attività fra cui senza dubbio quella del dentista, la domanda di prestazioni che si sta perdendo ora potrà essere recuperata in futuro, quando tornerà la serenità, con il lavoro straordinario. Ma quando ciò si verificherà al momento non si può prevedere. Ma se ai prezzi attuali o al ribasso dipenderà da come finirà questa storia. Ma se alla fine la clientela che uno ha oggi gli rimarrà anche domani, dipenderà dalle azioni della concorrenza più agguerrita e pronta a sfruttare la situazione. Stare fermi ora, detto tutto ciò, equivale a un immediato suicidio economico.

 

Il piano d’azione

Le uscite non indispensabili andranno tagliate. I pagamenti a scadenza fissa andranno suddivisi fra non procrastinabili e invece rinviabili. In tutte le situazioni ove questo è possibile, importi e scadenze andrebbero rinegoziati con chi li avanza. Occorre da subito predisporre “piani B”, colloquiare con le controparti per sondarne la disponibilità a dette rinegoziazioni, predisporre gli accordi in tal senso e tenerli pronti. Occorre imparare a fare dei veri e propri piani finanziari personali, e imporsi e imporre a dipendenti e familiari il loro rispetto. Fare queste mosse sarà più facile per chi, negli anni, è riuscito a muoversi in situazioni finanziarie difficili, ed è dunque abituato a stringere la cinghia e a negoziare con i creditori. Sarà invece più difficile per quelli cui finora il denaro non è mai mancato. Vuoi perché sono stati bravi a non spenderlo, vuoi perché ce l’hanno e basta. Per i primi sarà molto di aiuto il commercialista, per i secondi servirà, in qualche caso, anche lo psicologo.

Più in dettaglio, è altamente consigliato mettere immediatamente in atto dei piani di finanza straordinaria: per chi ha patrimonio, può essere il momento di attingervi, per chi non l’ha, sarà meglio iniziare a contrattare dei finanziamenti con chi di dovere, in modo da poter sostenere le spese almeno per qualche mese.

 

Serve un valido software

Una cosa però non può mancare, assolutamente, pena la morte finanziaria: avere la capacità di controllare in modo totale e al centesimo la propria situazione finanziaria, Attuale e per l’immediato futuro. Si tratta di conoscere esattamente i motivi per cui si tirano fuori i soldi. Per poter così distinguere fra motivi necessari e non. Per saper eseguire quei tagli e quei rinvii di cui si è detto in modo preciso, chirurgico, serio, fattibile, organizzato. Tale fondamentale obiettivo si consegue solamente se si dispone di un adeguato strumento per amministrare incassi, pagamenti e scadenze: un software. E saperlo sfruttare sia per l’attività che per la vita privata.

Solo con questi accurati strumenti personali, si potrà avere una perfetta immagine di quanto sta accadendo e dove si sta andando. Soprattutto si potranno dare le giuste risposte alle domande relative alla scelta di quali pagamenti si possono rinviare e quali no, quali invece pagare, quanto e quando. Ed è meglio cominciare immediatamente perché, come già detto, meglio non farsi illusioni. Per il dentista serve un software tagliato su misura, funzionale e collaudato, di facile impiego e comprensione, come quelli del  corso teorico-pratico online sulla gestione dei pagamenti in emergenza.

 

Sempre a fianco del dentista

Il sottoscritto, con i suoi collaboratori e partner, sarà ancora  con gli odontoiatri italiani, per consigli, fornitura di utili servizi, aiuto nella gestione delle emergenze, anche nel difficile frangente che si sta profilando. Per ogni esigenza, rispondiamo al nr. 0498962688 ore ufficio. Altrimenti inviare email. Grazie per l’attenzione.

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