Nuovo Corso: Gestire i Pagamenti nell’Emergenza

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LA GESTIONE DEI PAGAMENTI NELL’EMERGENZA: CORSO ONLINE IN DIRETTA DI FINANZA PERSONALE PER DENTISTI

Relatore: Dott. Paolo Bortolini

La situazione che si è creata con l’emergenza sanitaria, richiede nuovi strumenti, e soprattutto la capacità di impostare e attuare un

 

PIANO D’AZIONE:

 

Le uscite non indispensabili andranno tagliate. I pagamenti a scadenza fissa andranno suddivisi fra non procrastinabili e invece rinviabili. In tutte le situazioni ove questo è possibile, importi e scadenze andrebbero rinegoziati con chi li avanza. Occorre da subito predisporre “piani B”, colloquiare con le controparti per sondarne la disponibilità a dette rinegoziazioni, predisporre gli accordi in tal senso e tenerli pronti. Occorre imparare a fare dei veri e propri piani finanziari personali, e imporsi e imporre a dipendenti e familiari il loro rispetto.

Occorre ben comprendere come distinguere fra motivi necessari e non, per eseguire tagli e rinvii in modo preciso, chirurgico, serio, fattibile, organizzato. Tale fondamentale obiettivo si consegue solamente se si dispone di un adeguato strumento per amministrare incassi, pagamenti e scadenze: un software. E saperlo sfruttare sia per l’attività che per la vita privata, dunque servono anche delle specifiche informazioni.

 

QUESTO NUOVISSIMO CORSO ONLINE IN DIRETTA

Offre esattamente strumenti, informazioni e supporto, al fine di consentire al partecipante di sviluppare le necessarie competenze e dargli gli strumenti per attuare le necessarie azioni concrete.

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Coronavirus e dentisti: salvare, subito, la cassa!

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di Paolo Bortolini

Chi, come il sottoscritto, ha raggiunto una certa età, già ha attraversato (evidentemente indenne) gravi crisi. Ricordo la crisi petrolifera primi anni settanta e la seguente inflazione a due cifre, il “siamo sull’orlo del baratro” evocato ai tempi del Governo Amato nei primissimi anni novanta (cui seguì l’unico prelievo forzoso – 6 per mille dei depositi attivi – dai conti correnti dei cittadini della storia repubblicana, almeno fino ad oggi…). L’ultima, la “grande crisi” del 2008, cui seguì la tuttora in atto generalizzata diminuzione del reddito disponibile per la maggioranza della popolazione, rimpiazzata però da un’orda di telefonini. Per il momento siamo ancora qui.

Oggi, davanti al Coronavirus viene il sospetto che stia arrivando la crisi peggiore. Non si può escludere che, in questo “maledetto” 2020, l’unico business che può guardare ai prossimi mesi con un certo ottimismo è quello delle onoranze funebri. Non solo delle persone, ma anche delle attività. Già infatti circolano statistiche (es. Cerved), secondo le quali una certa percentuale di attività chiuderà i battenti. A chi toccherà?

 

Minori incassi

Cosa concretamente ci si può attendere? A seguito di una reazione a catena, i flussi di cassa in entrata si ridurranno, finanche a cessare del tutto. Malauguratamente, non si seccherà invece il flusso in uscita: i pagamenti da farsi ai nostri fornitori di beni e servizi, ai dipendenti, alle banche e alle finanziarie che ci hanno concesso prestiti e leasing, e naturalmente allo Stato per le tasse e i contributi previdenziali. E infine, i pagamenti necessari per sostenere il nostro tenore di vita familiare.

Nessuna attività dunque sarà immune dal virus della contrazione degli incassi nei prossimi mesi, ed è bene non farsi molte illusioni né pensare che basti lavarsi le mani e fare finta di niente, magari pensando che toccherà agli altri. Si vedrà presto se saranno messi in campo, da parte delle Autorità, sussidi e aiuti. Ma è probabile che, se arriveranno, in massima parte andranno in soccorso delle attività di più grande dimensione, vedi la soglia dei tre dipendenti per poter usufruire degli “ammortizzatori sociali” negli studi professionali. In ogni caso, non è il momento di assumere posizioni attendiste, anche perché si può bene pensare che gli aiuti, se arrivano, ci metteranno un po’ di tempo. Mentre arriveranno senza ritardo le scadenze di pagamento.

Per non cadere nel più nero pessimismo, si può plausibilmente prevedere che, per certe attività fra cui senza dubbio quella del dentista, la domanda di prestazioni che si sta perdendo ora potrà essere recuperata in futuro, quando tornerà la serenità, con il lavoro straordinario. Ma quando ciò si verificherà al momento non si può prevedere. Ma se ai prezzi attuali o al ribasso dipenderà da come finirà questa storia. Ma se alla fine la clientela che uno ha oggi gli rimarrà anche domani, dipenderà dalle azioni della concorrenza più agguerrita e pronta a sfruttare la situazione. Stare fermi ora, detto tutto ciò, equivale a un immediato suicidio economico.

 

Il piano d’azione

Le uscite non indispensabili andranno tagliate. I pagamenti a scadenza fissa andranno suddivisi fra non procrastinabili e invece rinviabili. In tutte le situazioni ove questo è possibile, importi e scadenze andrebbero rinegoziati con chi li avanza. Occorre da subito predisporre “piani B”, colloquiare con le controparti per sondarne la disponibilità a dette rinegoziazioni, predisporre gli accordi in tal senso e tenerli pronti. Occorre imparare a fare dei veri e propri piani finanziari personali, e imporsi e imporre a dipendenti e familiari il loro rispetto. Fare queste mosse sarà più facile per chi, negli anni, è riuscito a muoversi in situazioni finanziarie difficili, ed è dunque abituato a stringere la cinghia e a negoziare con i creditori. Sarà invece più difficile per quelli cui finora il denaro non è mai mancato. Vuoi perché sono stati bravi a non spenderlo, vuoi perché ce l’hanno e basta. Per i primi sarà molto di aiuto il commercialista, per i secondi servirà, in qualche caso, anche lo psicologo.

Più in dettaglio, è altamente consigliato mettere immediatamente in atto dei piani di finanza straordinaria: per chi ha patrimonio, può essere il momento di attingervi, per chi non l’ha, sarà meglio iniziare a contrattare dei finanziamenti con chi di dovere, in modo da poter sostenere le spese almeno per qualche mese.

 

Serve un valido software

Una cosa però non può mancare, assolutamente, pena la morte finanziaria: avere la capacità di controllare in modo totale e al centesimo la propria situazione finanziaria, Attuale e per l’immediato futuro. Si tratta di conoscere esattamente i motivi per cui si tirano fuori i soldi. Per poter così distinguere fra motivi necessari e non. Per saper eseguire quei tagli e quei rinvii di cui si è detto in modo preciso, chirurgico, serio, fattibile, organizzato. Tale fondamentale obiettivo si consegue solamente se si dispone di un adeguato strumento per amministrare incassi, pagamenti e scadenze: un software. E saperlo sfruttare sia per l’attività che per la vita privata.

Solo con questi accurati strumenti personali, si potrà avere una perfetta immagine di quanto sta accadendo e dove si sta andando. Soprattutto si potranno dare le giuste risposte alle domande relative alla scelta di quali pagamenti si possono rinviare e quali no, quali invece pagare, quanto e quando. Ed è meglio cominciare immediatamente perché, come già detto, meglio non farsi illusioni. Per il dentista serve un software tagliato su misura, funzionale e collaudato, di facile impiego e comprensione, come quelli del corso pratico online di contabilità e amministrazione odontoiatrica.

 

Sempre a fianco del dentista

Il sottoscritto, con i suoi collaboratori e partner, sarà ancora  con gli odontoiatri italiani, per consigli, fornitura di utili servizi, aiuto nella gestione delle emergenze, anche nel difficile frangente che si sta profilando. Per ogni esigenza, rispondiamo al nr. 0498962688 ore ufficio. Altrimenti inviare email. Grazie per l’attenzione.

FATTURAZIONE IN ODONTOIATRIA: IL CORSO

Dal primo gennaio del 2020 per detrarre dall’Irpef il 19% della spesa per il dentista, le persone sono obbligate a pagare le prestazioni ricevute con mezzi diversi dal contante.

Fin da inizio anno, nei Forum frequentati dai dentisti c’è stato acceso dibattito, sul quale si è innestato quello “la fattura si intesta a chi paga o a chi riceve le cure?”, per domandarsi alla fine cosa succederà qualora si emettesse una fattura intestata a Caio ma pagata da Tizio, cosa più frequente di quanto si pensi, basti pensare ai tanti casi di familiari a carico e di liberalità da parte di parenti o amici del paziente. Si dovrà dire qualcosa al paziente o a chi paga? Si dovranno adottare particolari accorgimenti? Il paziente, se si vedesse un domani negare la detrazione perché non ha pagato lui la fattura, potrà pretendere qualcosa dallo studio?

Le risposte a queste domande e molto altro nel prossimo corso INTENSIVO SULLA FATTURAZIONE ODONTOIATRICA, MILANO VENERDI’ 27/3/2020

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FATTURA THUMB

 

ID MARCA DA BOLLO SULLE FATTURE DEL DENTISTA? MI DICONO CHE NON E’ VERO…

Da qualche tempo ha preso a circolare, anche nel mondo dei dentisti, una sorta di “leggenda metropolitana”, secondo la quale chi emette una fattura cartacea soggetta a imposta di bollo, “deve” da quest’anno annotare sull’esemplare che resta a lui o a lei il numero di identificazione (“ID”) che appare sulla “marca da bollo” (rectius contrassegno telematico) apposta sull’esemplare consegnato o spedito al cliente. Per molti una “fatica” in più. Sulla questione, ho ricevuto numerose richieste di chiarimenti, sia da dentisti che da commercialisti.

A seguito di attente verifiche, considero tali proposizioni destituite da ogni fondamento: non esiste alcun obbligo di annotazione dell’ID del contrassegno telematico sulle fatture. E ciò vale per i “regimi fiscali” ordinari, semplificati e speciali (“di vantaggio” o dei “minimi”).

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Ci sarebbe da interrogarsi sull’origine di questa “leggenda” (ancora non me la sento di chiamarla “bufala”, ma ci siamo vicini), ma proprio perché tale non è facile rinvenirla. Pare però che qualcuno, avvezzo a copia-incolla “selvaggio” da Internet, ha pensato di far circolare dei disinformatissimi documenti sull’argomento marca da bollo, dei patchwork le cui “pezze” però erano irrimediabilmente “fallate”, cioè infondate. Infatti, si noti che nei siti nei quali si afferma questa cosa, mai si vede un riferimento a estremi di legislazione o di prassi. Per il futuro, consiglio a chi volesse cimentarsi nella preparazione di documenti sull’argomento “marca”, di frequentare i miei corsi o almeno di farsi revisionare il testo da un commercialista, prima di divulgarlo.

Se proprio si volesse fare uno sforzo per cercare giustificazioni purchessia alla fatica di annotare l’ID del contrassegno telematico sull’esemplare che resta presso l’emittente della fattura, la si potrebbe pensare come creazione della prova dell’avvenuta apposizione della marca sull’esemplare consegnato o spedito al cliente. Purtroppo è soluzione inefficace, in quanto dall’ID si può solo risalire (tramite un servizio online dell’Agenzia) alla regolarità del contrassegno (autenticità e data di emissione), ma non dimostrare che questo sia poi stato effettivamente apposto sull’esemplare consegnato al cliente. Inefficaci in tal senso, e comunque non richieste dalle disposizioni, si devono considerare anche annotazioni sulla fattura quali “Bollo assolto sull’originale” o similari. Tra l’altro, le locuzioni “originale” e “copia” sono del tutto improprie quando si tratta l’aspetto tributario della fatturazione, e chi le usa dimostra scarsa precisione. La “prova regina” dell’assolvimento dell’imposta di bollo, è unicamente la conservazione della fotocopia dell’esemplare consegnato o spedito al cliente recante il contrassegno.

Corso a Roma 30 Aprile 2016: dalla clinica allo sviluppo del reddito

Il nuovissimo corso, tutti i particolari qui: http://www.odontoline.it/bortolini.html

 

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Dalla Clinica al Reddito. Nuovissimo corso a Milano!

(the newer one-day course of mine: “From the clinic to improving of income”, Milan, Italy, 2/27/2015)

Con grandissima soddisfazione, insieme a Odontoline.it, organizzatore dell’iniziativa, presentiamo il programma di un corso “Nuovissimo” pur avendo oltre vent’anni alle spalle. L’edizione in programma a Milano il 27 febbraio 2015, mantiene l’impostazione didattica del precedente “Tecniche pratiche per migliorare liquidità, rendimento e fiscalità”, quindi lezioni attive con numerose esercitazioni pratiche, ricco materiale stampato, il file Excel per applicarsi subito, l’assistenza Interne dopo il corso. Con trenta minuti in più nella durata, si vuole anche dare ancora più spazio alle domande e ai casi dei partecipanti. Unica “pecca”, il limitato numero di posti a causa della capienza della sala.

Consulta la presentazione: Corso di un giorno Dott. Bortolini

Scarica la: brochure del corso

Le novità del corso di management per dentisti del 17 ottobre a Milano

Desidero far sapere che a Milano, il giorno 17 ottobre prossimo, sabato, si terrà il corso di una giornata intitolato “Tecniche pratiche per migliorare liquidità, rendimento delle prestazioni e fiscalità”. Si tratta di un’iniziativa ampiamente collaudata e frequentata con soddisfazione da numerosi partecipanti, organizzata da Odontoline. Oltre a quanto si può leggere sul programma, consultabile qui vedi programma, come di consueto in ogni nuova edizione ci sono alcune addizioni, e in questa:

Le novità del corso 17 Ottobre

Per l’analisi dei costi delle operazioni, un nuovo schema di calcolo si aggiunge quello che consente di determinare il tempo massimo dedicabile ad una seduta per non rimetterci. Il nuovo schema consente di calcolare il prezzo di una prestazione o piano di cura in base a una percentuale di guadagno da raggiungere, il guadagno previsto ed infine calcola di quante volte sono stati moltiplicati i costi per ottenere quel prezzo. Il tutto inserendo tre informazioni.

Verrà consegnato e illustrato un interessantissimo nuovo foglio di calcolo, che con sole cinque informazioni, disponibili in tutti gli studi, consente di sapere quale dovrebbe essere l’incasso minimo mensile per il singolo paziente in cura, anche in funzione dell’organizzazione dell’agenda. Tale nuovo schema si abbina al concetto di gestione globale del credito verso clienti, e permette di controllare in modo preciso la copertura del fabbisogno mensile di liquidità anche in presenza di pazienti che non pagano o pagano meno degli altri.

Per il fisco, oltre al consueto importante argomento della fatturazione delle prestazioni, il Relatore esporrà per la prima volta delle considerazioni personali sulla questione delle operazioni “al nero”. Inoltre, mostrerà il conteggio con cui il Fisco può ricostruire incassi non dichiarati a partire dai materiali acquistati.

Per quanto riguarda il programma già pubblicato, sarà affrontata in modo più specifico la questione degli incassi per contanti e dei versamenti in banca e sul come si organizzano e si fanno le attività di controllo amministrativo in studi di ogni dimensione.

Per le iscrizioni, fare riferimento a quanto indicato nel programma.

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La “scena” dell’ultima edizione a Milano, maggio 2015

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