Fatturare è tutto. Anche in odontoiatria

Il corso online sulla “Fatturazione odontoiatrica”, è l’unica occasione per apprendere in un tempo ridottissimo regole e segreti di questa fondamentale procedura amministrativa.

Nella prossima edizione del corso, saranno date delucidazioni sulle ultimissime prese di posizione dell’Agenzia delle entrate su: aggiunta di spese amministrative in fattura oltre al corrispettivo per le cure prestate; marca da bollo; diversità fra intestatario fattura e chi materialmente paga.

In fondo a questo testo, il link per l’iscrizione.

Ecco il programma:

LA FATTURAZIONE AL PAZIENTE ODONTOIATRICO.

DOMANDE E RISPOSTE

Il contenuto della fattura odontoiatrica

  • Le parti ideali della fattura, conoscerle per non sbagliare
  • Se gli importi fatturati sono diversi da quelli preventivati, è un problema?
  • E’ sempre necessario dettagliare le prestazioni in fattura?
  • Si può fatturare altro oltre alle prestazioni mediche?
  • Con quale dicitura inserire in fattura dei “costi Covid”?
  • Ciò che si può mettere in fattura, è sempre esente dall’Iva?
  • Le contestazioni del Fisco in punto di descrizione delle operazioni in fattura (cenni)

La fatturazione e il recupero della spesa per il bollo

  • Chi, e quando, è obbligato ad apporre la marca in fattura?
  • E’ legale chiedere il rimborso della marca al cliente?
  • Come redigere la fattura per chiedere il rimborso del bollo
  • Evitare gravi rischi causati da errori nella fatturazione della marca da bollo
  • Come comportarsi se le fatture sono spedite per email?

A chi intestare la fattura: al paziente o a chi paga?

  • La “rivoluzione” causata dall’obbligo di pagare tracciato per la detrazione
  • I rischi fiscali e penali degli errori di intestazione (cenni)
  • Le precauzioni da prendere per evitare i rischi
  • Quali rischi se il paziente paga con una carta di credito non sua e non lo dice?
  • Se paga il fidanzato, o il nonno, a chi intestare?
  • E se il paziente è minorenne?

La fattura si deve emettere sempre al momento dell’incasso?

  • Incassare oggi, fatturare entro 12 giorni o…il mese dopo
  • Cosa fare quando si superano i termini di legge per l’emissione

Domande e risposte

Il Relatore risponderà a quesiti specifici posti dai partecipanti durante il corso.

MATERIALI

1^ dispensa con le diapositive del corso con esempi di script per la comunicazione con i pazienti. 2^ dispensa con testi illustrativi dei seguenti argomenti: marca da bollo; descrizione delle operazioni; prestazioni gratuite.

DURATA

Due ore e mezza più trenta minuti per le domande e risposte

ABSTRACT

La fattura è ben di più che un mero adempimento tributario. Essa è il punto terminale della filiera produttiva odontoiatrica, che comprende anche, e in ogni sua fase, importanti aspetti di relazione: si inizia con la visita, si passa per il preventivo, da tempo obbligatorio per legge, si arriva alla conclusione del rapporto contrattuale con il paziente di cui, appunto, la fattura è il suggello. Gestire bene quei passaggi, aiuta certamente lo studio a differenziarsi, a migliorare l’immagine e, in definitiva, a lavorare meglio.

Dal punto di vista dello studio, occorre avere ben presente che la fattura, non appena emessa, diventa la base della contabilità interna, dunque del controllo della gestione, ed esterna, quella tenuta dal commercialista ai fini dichiarativi e adempimentali. Conviene allora saperla fare precisa, senza errori.

Questo corso, che offre quanto serve per la gestione della fatturazione verso il paziente persona fisica, va allora frequentato sia perché consente di avere le risposte alla più dibattute domande sulla questione “fatturazione odontoiatrica”, e così acquisire maggiore sicurezza nelle procedure amministrative dello studio, e ridurre il rischio di sanzioni, sia perché l’argomento è presentato in modo da consentire, a chi ne coglierà anche questo aspetto, di utilizzarlo per migliorare la competitività dello studio.

La completa conoscenza delle regole della fatturazione, va infatti vista come una “marcia in più”, l’occasione per differenziarsi e rinforzare la qualità della relazione con il cliente. Si pensi ad esempio a quanto gradito può risultare al paziente, sentirsi assistito, nei momenti del pagamento al fine di evitare errori che gli precluderebbero la detrazione fiscale.

Il corso in programma, il cui Relatore si può considerare a pieno titolo un vero esperto della materia, offre apprendimento e chiarimenti su ciò che deve essere ben presente nelle competenze del dottore e degli ASO, offrendone una visione profonda e in grado di aiutare a trasformare queste conoscenze in maggiore sicurezza, migliore immagine e minori rischi. In definitiva a dare, allo studio, più autorevolezza.

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI

Nuovo Corso Online in diretta: La fatturazione al paziente odontoiatrico al tempo di Covid-19 e oltre. Domande e risposte

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La fattura è ben di più che un mero adempimento tributario. Essa è il punto terminale della filiera produttiva odontoiatrica, che comprende anche, e in ogni sua fase, importanti aspetti di relazione: si inizia con la visita, si passa per il preventivo, da tempo obbligatorio per legge, si arriva alla conclusione del rapporto contrattuale con il paziente di cui, appunto, la fattura è il suggello. Gestire bene quei passaggi, aiuta certamente lo studio a differenziarsi, a migliorare l’immagine e, in definitiva, a lavorare meglio.

Dal punto di vista dello studio, occorre avere ben presente che la fattura, non appena emessa, diventa la base della contabilità interna, dunque del controllo della gestione, ed esterna, quella tenuta dal commercialista ai fini dichiarativi e adempimentali. Conviene allora saperla fare precisa, senza errori.

Questo corso, che offre quanto serve per la gestione della fatturazione verso il paziente persona fisica, va allora frequentato sia perché consente di avere le risposte alla più dibattute domande sulla questione “fatturazione odontoiatrica”, e così acquisire maggiore sicurezza nelle procedure amministrative dello studio, e ridurre il rischio di sanzioni, sia perché l’argomento è presentato in modo da consentire, a chi ne coglierà anche questo aspetto, di utilizzarlo per migliorare la competitività dello studio.

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Odontoiatria Riparte: le Decisioni sui Prezzi Da Chiedere. Corso Online

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La Ripresa Delle Attività In Odontoiatria, Le Decisioni Sui Costi E Sui Prezzi Da Chiedere. Corso online in diretta di economia per dentisti

Relatore: Dottor Paolo Bortolini

 

DESCRIZIONE CORSO

Formazione online in diretta

Molti dentisti auspicano a breve la ripresa delle loro attività, la “Fase 2”, e si stanno preparando. Dovranno però tenere conto di un insieme di fattori economici, che non dipendono da loro: dalla prevedibile ridotta disponibilità di denaro da parte del pubblico ai probabili minori ricavi a causa della messa in atto delle precauzioni a difesa dal contagio. Fenomeni che congiurano per rendere meno facile la ripartenza. Tutto ciò metterà al centro dell’attenzione il “problema economico”, a seguire quello finanziario per il quale ora si sta correndo ai ripari contraendo prestiti e spostando le scadenze di pagamento di beni e servizi.

Infatti, se verrà a mancare l’economia, cioè un almeno accettabile margine di guadagno sulle prestazioni che si eseguiranno, sarà difficile onorare le rate dei prestiti e rispettare gli impegni presi con i fornitori di beni e servizi. Rimanere perciò senza una chiara ed esatta conoscenza di quanto rende ogni prestazione, è cosa da nemmeno considerare.

Questo corso offre un metodo immediato, alla portata di tutti ed eseguibile con la massima semplicità e un ridotto numero di informazioni. Viene consegnato un “foglio elettronico” con il quale operare per eseguire i necessari conteggi sui propri concreti casi.

QUESTO NUOVISSIMO CORSO ONLINE IN DIRETTA

Offre esattamente strumenti, informazioni e supporto, al fine di consentire al partecipante di sviluppare le necessarie competenze e i mezzi per attuare le necessarie azioni.

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CORSO ONLINE: Gestire i Pagamenti nell’Emergenza

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LA GESTIONE DEI PAGAMENTI NELL’EMERGENZA: CORSO ONLINE IN DIRETTA DI FINANZA PERSONALE PER DENTISTI

Relatore: Dott. Paolo Bortolini

 

La situazione che si è creata con l’emergenza sanitaria, richiede nuovi strumenti, e soprattutto la capacità di impostare e attuare un

 

PIANO D’AZIONE:

 

Le uscite non indispensabili andranno tagliate. I pagamenti a scadenza fissa andranno suddivisi fra non procrastinabili e invece rinviabili. In tutte le situazioni ove questo è possibile, importi e scadenze andrebbero rinegoziati con chi li avanza. Occorre da subito predisporre “piani B”, colloquiare con le controparti per sondarne la disponibilità a dette rinegoziazioni, predisporre gli accordi in tal senso e tenerli pronti. Occorre imparare a fare dei veri e propri piani finanziari personali, e imporsi e imporre a dipendenti e familiari il loro rispetto.

Occorre ben comprendere come distinguere fra motivi necessari e non, per eseguire tagli e rinvii in modo preciso, chirurgico, serio, fattibile, organizzato. Tale fondamentale obiettivo si consegue solamente se si dispone di un adeguato strumento per amministrare incassi, pagamenti e scadenze: un software. E saperlo sfruttare sia per l’attività che per la vita privata, dunque servono anche delle specifiche informazioni.

 

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Coronavirus e dentisti: salvare, subito, la cassa!

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di Paolo Bortolini

Chi, come il sottoscritto, ha raggiunto una certa età, già ha attraversato (evidentemente indenne) gravi crisi. Ricordo la crisi petrolifera primi anni settanta e la seguente inflazione a due cifre, il “siamo sull’orlo del baratro” evocato ai tempi del Governo Amato nei primissimi anni novanta (cui seguì l’unico prelievo forzoso – 6 per mille dei depositi attivi – dai conti correnti dei cittadini della storia repubblicana, almeno fino ad oggi…). L’ultima, la “grande crisi” del 2008, cui seguì la tuttora in atto generalizzata diminuzione del reddito disponibile per la maggioranza della popolazione, rimpiazzata però da un’orda di telefonini. Per il momento siamo ancora qui.

Oggi, davanti al Coronavirus viene il sospetto che stia arrivando la crisi peggiore. Non si può escludere che, in questo “maledetto” 2020, l’unico business che può guardare ai prossimi mesi con un certo ottimismo è quello delle onoranze funebri. Non solo delle persone, ma anche delle attività. Già infatti circolano statistiche (es. Cerved), secondo le quali una certa percentuale di attività chiuderà i battenti. A chi toccherà?

 

Minori incassi

Cosa concretamente ci si può attendere? A seguito di una reazione a catena, i flussi di cassa in entrata si ridurranno, finanche a cessare del tutto. Malauguratamente, non si seccherà invece il flusso in uscita: i pagamenti da farsi ai nostri fornitori di beni e servizi, ai dipendenti, alle banche e alle finanziarie che ci hanno concesso prestiti e leasing, e naturalmente allo Stato per le tasse e i contributi previdenziali. E infine, i pagamenti necessari per sostenere il nostro tenore di vita familiare.

Nessuna attività dunque sarà immune dal virus della contrazione degli incassi nei prossimi mesi, ed è bene non farsi molte illusioni né pensare che basti lavarsi le mani e fare finta di niente, magari pensando che toccherà agli altri. Si vedrà presto se saranno messi in campo, da parte delle Autorità, sussidi e aiuti. Ma è probabile che, se arriveranno, in massima parte andranno in soccorso delle attività di più grande dimensione, vedi la soglia dei tre dipendenti per poter usufruire degli “ammortizzatori sociali” negli studi professionali. In ogni caso, non è il momento di assumere posizioni attendiste, anche perché si può bene pensare che gli aiuti, se arrivano, ci metteranno un po’ di tempo. Mentre arriveranno senza ritardo le scadenze di pagamento.

Per non cadere nel più nero pessimismo, si può plausibilmente prevedere che, per certe attività fra cui senza dubbio quella del dentista, la domanda di prestazioni che si sta perdendo ora potrà essere recuperata in futuro, quando tornerà la serenità, con il lavoro straordinario. Ma quando ciò si verificherà al momento non si può prevedere. Ma se ai prezzi attuali o al ribasso dipenderà da come finirà questa storia. Ma se alla fine la clientela che uno ha oggi gli rimarrà anche domani, dipenderà dalle azioni della concorrenza più agguerrita e pronta a sfruttare la situazione. Stare fermi ora, detto tutto ciò, equivale a un immediato suicidio economico.

 

Il piano d’azione

Le uscite non indispensabili andranno tagliate. I pagamenti a scadenza fissa andranno suddivisi fra non procrastinabili e invece rinviabili. In tutte le situazioni ove questo è possibile, importi e scadenze andrebbero rinegoziati con chi li avanza. Occorre da subito predisporre “piani B”, colloquiare con le controparti per sondarne la disponibilità a dette rinegoziazioni, predisporre gli accordi in tal senso e tenerli pronti. Occorre imparare a fare dei veri e propri piani finanziari personali, e imporsi e imporre a dipendenti e familiari il loro rispetto. Fare queste mosse sarà più facile per chi, negli anni, è riuscito a muoversi in situazioni finanziarie difficili, ed è dunque abituato a stringere la cinghia e a negoziare con i creditori. Sarà invece più difficile per quelli cui finora il denaro non è mai mancato. Vuoi perché sono stati bravi a non spenderlo, vuoi perché ce l’hanno e basta. Per i primi sarà molto di aiuto il commercialista, per i secondi servirà, in qualche caso, anche lo psicologo.

Più in dettaglio, è altamente consigliato mettere immediatamente in atto dei piani di finanza straordinaria: per chi ha patrimonio, può essere il momento di attingervi, per chi non l’ha, sarà meglio iniziare a contrattare dei finanziamenti con chi di dovere, in modo da poter sostenere le spese almeno per qualche mese.

 

Serve un valido software

Una cosa però non può mancare, assolutamente, pena la morte finanziaria: avere la capacità di controllare in modo totale e al centesimo la propria situazione finanziaria, Attuale e per l’immediato futuro. Si tratta di conoscere esattamente i motivi per cui si tirano fuori i soldi. Per poter così distinguere fra motivi necessari e non. Per saper eseguire quei tagli e quei rinvii di cui si è detto in modo preciso, chirurgico, serio, fattibile, organizzato. Tale fondamentale obiettivo si consegue solamente se si dispone di un adeguato strumento per amministrare incassi, pagamenti e scadenze: un software. E saperlo sfruttare sia per l’attività che per la vita privata.

Solo con questi accurati strumenti personali, si potrà avere una perfetta immagine di quanto sta accadendo e dove si sta andando. Soprattutto si potranno dare le giuste risposte alle domande relative alla scelta di quali pagamenti si possono rinviare e quali no, quali invece pagare, quanto e quando. Ed è meglio cominciare immediatamente perché, come già detto, meglio non farsi illusioni. Per il dentista serve un software tagliato su misura, funzionale e collaudato, di facile impiego e comprensione, come quelli del  corso teorico-pratico online sulla gestione dei pagamenti in emergenza.

 

Sempre a fianco del dentista

Il sottoscritto, con i suoi collaboratori e partner, sarà ancora  con gli odontoiatri italiani, per consigli, fornitura di utili servizi, aiuto nella gestione delle emergenze, anche nel difficile frangente che si sta profilando. Per ogni esigenza, rispondiamo al nr. 0498962688 ore ufficio. Altrimenti inviare email. Grazie per l’attenzione.

FATTURAZIONE IN ODONTOIATRIA: IL CORSO

Dal primo gennaio del 2020 per detrarre dall’Irpef il 19% della spesa per il dentista, le persone sono obbligate a pagare le prestazioni ricevute con mezzi diversi dal contante.

Fin da inizio anno, nei Forum frequentati dai dentisti c’è stato acceso dibattito, sul quale si è innestato quello “la fattura si intesta a chi paga o a chi riceve le cure?”, per domandarsi alla fine cosa succederà qualora si emettesse una fattura intestata a Caio ma pagata da Tizio, cosa più frequente di quanto si pensi, basti pensare ai tanti casi di familiari a carico e di liberalità da parte di parenti o amici del paziente. Si dovrà dire qualcosa al paziente o a chi paga? Si dovranno adottare particolari accorgimenti? Il paziente, se si vedesse un domani negare la detrazione perché non ha pagato lui la fattura, potrà pretendere qualcosa dallo studio?

Le risposte a queste domande e molto altro nel prossimo corso INTENSIVO SULLA FATTURAZIONE ODONTOIATRICA, MILANO VENERDI’ 27/3/2020

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PER VEDERE IL PROGRAMMA

FATTURA THUMB

ID MARCA DA BOLLO SULLE FATTURE DEL DENTISTA? MI DICONO CHE NON E’ VERO…

Da qualche tempo ha preso a circolare, anche nel mondo dei dentisti, una sorta di “leggenda metropolitana”, secondo la quale chi emette una fattura cartacea soggetta a imposta di bollo, “deve” da quest’anno annotare sull’esemplare che resta a lui o a lei il numero di identificazione (“ID”) che appare sulla “marca da bollo” (rectius contrassegno telematico) apposta sull’esemplare consegnato o spedito al cliente. Per molti una “fatica” in più. Sulla questione, ho ricevuto numerose richieste di chiarimenti, sia da dentisti che da commercialisti.

A seguito di attente verifiche, considero tali proposizioni destituite da ogni fondamento: non esiste alcun obbligo di annotazione dell’ID del contrassegno telematico sulle fatture. E ciò vale per i “regimi fiscali” ordinari, semplificati e speciali (“di vantaggio” o dei “minimi”).

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Ci sarebbe da interrogarsi sull’origine di questa “leggenda” (ancora non me la sento di chiamarla “bufala”, ma ci siamo vicini), ma proprio perché tale non è facile rinvenirla. Pare però che qualcuno, avvezzo a copia-incolla “selvaggio” da Internet, ha pensato di far circolare dei disinformatissimi documenti sull’argomento marca da bollo, dei patchwork le cui “pezze” però erano irrimediabilmente “fallate”, cioè infondate. Infatti, si noti che nei siti nei quali si afferma questa cosa, mai si vede un riferimento a estremi di legislazione o di prassi. Per il futuro, consiglio a chi volesse cimentarsi nella preparazione di documenti sull’argomento “marca”, di frequentare i miei corsi o almeno di farsi revisionare il testo da un commercialista, prima di divulgarlo.

Se proprio si volesse fare uno sforzo per cercare giustificazioni purchessia alla fatica di annotare l’ID del contrassegno telematico sull’esemplare che resta presso l’emittente della fattura, la si potrebbe pensare come creazione della prova dell’avvenuta apposizione della marca sull’esemplare consegnato o spedito al cliente. Purtroppo è soluzione inefficace, in quanto dall’ID si può solo risalire (tramite un servizio online dell’Agenzia) alla regolarità del contrassegno (autenticità e data di emissione), ma non dimostrare che questo sia poi stato effettivamente apposto sull’esemplare consegnato al cliente. Inefficaci in tal senso, e comunque non richieste dalle disposizioni, si devono considerare anche annotazioni sulla fattura quali “Bollo assolto sull’originale” o similari. Tra l’altro, le locuzioni “originale” e “copia” sono del tutto improprie quando si tratta l’aspetto tributario della fatturazione, e chi le usa dimostra scarsa precisione. La “prova regina” dell’assolvimento dell’imposta di bollo, è unicamente la conservazione della fotocopia dell’esemplare consegnato o spedito al cliente recante il contrassegno.

Corso a Roma 30 Aprile 2016: dalla clinica allo sviluppo del reddito

Il nuovissimo corso, tutti i particolari qui: http://www.odontoline.it/bortolini.html

 

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Rendimento dello studio dentistico: un caso di successo grazie ad una vera informatica gestionale

Presento un’elaborazione dei dati di uno studio dentistico mio cliente (è l’immagine visibile al fondo dell’articolo). Per “mio cliente”, s’intenda questo: i titolari dello studio, dottore e moglie, quarantenni, hanno partecipato ai corsi organizzati da Odontoline.it, prima quello di una giornata, poi i due pratici nei quali hanno ricevuto i software Excel da me programmati per la gestione quotidiana della contabilità interna, della fiscalità e dei ricavi e costi delle operazioni cliniche. Finito il periodo di assistenza compreso nelle quote dei due corsi pratici, i titolari hanno continuato con me un rapporto a pagamento, che include un’attività di revisione dei loro dati. Tutto questo ha avuto inizio nel novembre 2013. Lo studio è un monoprofessionale con due poltrone sito nel Nord Ovest Italia. Il dottore esegue tutte le prestazioni, incluse quelle di igiene e profilassi, mentre per l’ortodonzia si avvale di un collega consulente.

Come è noto a chi ha un po’ di preparazione informatica e ha un po’ riflettuto sulla gestione del suo studio, la maggior parte dei gestionali odontoiatrici “del commercio” è da ritenersi parecchio carente sul piano amministrativo e del controllo di gestione. Ad avviso di chi scrive, non si può comunque pretendere più di tanto da questi programmi “universalistici”, i quali riescono in ogni caso a fornire validi e necessari supporti al dentista, quali la documentazione clinica, la scrittura automatizzata di testi, la contabilità del singolo paziente e, cosa assai importante e complessa da gestire con l’informatica, la fatturazione delle prestazioni. Per amministrare lo studio, cioè per sapere come davvero stanno andando le cose, e come stanno per andare, servono dei programmi specialistici, da inserirsi fra il “gestionale” e l’opera del commercialista, che ne rimangano però del tutto indipendenti e ulteriori. Uscire da questo schema facendo delle commistioni, da ritenersi innaturali, fra le funzioni e le procedure dei tre sistemi amministrativi appena menzionati, porterà inevitabilmente a non avere il necessario controllo della situazione, a non sapere bene cosa fare per i prezzi, gli acquisti, le spese, le tasse.

Tornando al nostro “caso”, questo studio ha recepito il messaggio che da tempo sto inviando ai dentisti: occuparsi in prima persona del controllo economico e dell’amministrazione. E con il necessario impegno. Ogni tentativo di negazione o ridimensionamento di questo principio, si è dimostrato fallimentare. Certo che se un dentista, come nel caso che sto presentando, ha la fortuna di avere il coniuge disponibile, o comunque può affidare queste attività a un alter ego, allora può continuare a pensare solo all’odontoiatria. Altrimenti no. Ho visto dentisti che, venuti ai miei corsi e ricevuti i programmi, hanno pensato di delegare a un normale dipendente la gestione del sistema. Non hanno ottenuto risultati. Al più, si può delegare qualche parte dell’inserimento dati negli studi grandi, ma ricontrollandone l’esecuzione, perché, si ricordi, nessun dipendente può (e nemmeno deve!) essere tanto interessato ai conti dello studio quanto lo è il titolare. Torniamo adesso davvero al “caso”. La prima “mossa” è stata quella di assumere in capo ai titolari ogni responsabilità di gestione e rendicontazione dei dati amministrativi, e di rapporto con i fornitori, revocandola all’assistente da tempo delegata, che la svolgeva usando la “prima nota” del gestionale, passando ai software specialistici. L’anno dopo, il 2014, gli incassi sono aumentati di circa 70 mila Euro a parità di produzione eseguita. Perché è successo? Al di la delle spiegazioni puntuali, che comunque i software ben mostrano, è proprio “l’occhio del padrone” che, in questo caso, ingrassa non il cavallo ma la borsa. L’imponibile fiscale del 2014 è ovviamente aumentato, di circa 30 mila Euro, e quello del 2015 in formazione sarà dell’ordine dei 110 mila Euro. Nel 2012 era meno di 50 mila. Al 1/1/14 lo studio aveva nei suoi conti circa 40 mila Euro, oggi, mentre scrivo, ne ha 127 mila.

E cosa ne avranno fatto, questi titolari, dei miei software per la misura del “Rendimento”? Li hanno usati con scrupolo e continuità, ottenendo le informazioni utili per prendere decisioni in sicurezza: riorganizzare il lavoro, chiedere di più per le prestazioni, eliminare le attività in perdita, rivedere i rapporti con il consulente, iniziare un nuovo leasing e tante altre meno appariscenti ma certamente, come si vedrà, portatrici di guadagni. Oggi, con il software da me programmato e in uso in questo studio, è stata generata, in qualche minuto, questa tabella Pivot, che meglio di ogni parola spiega perché questo studio ha ora più soldi in banca. Ricordo che: il rendimento è il guadagno, e non dipende da entrate e uscite; l’imponibile fiscale non mostra quanto guadagni, ma al più approssima il flusso di cassa; il guadagno dell’attività dipende dalla somma algebrica dei guadagni e delle inevitabili perdite di tutte le prestazioni che si eseguono. Faccio infine presente che, se uno studio non ha un margine di guadagno sulle pure operazioni (cioè al lordo di prelievi personali e imposte) di almeno il 40%, si indebita. La tabella mostra il risultato economico dei primi cinque mesi dell’anno, distinto per categoria di prestazioni (la Pivot può far vedere, solo “toccando” i quadratini con il +, i risultati delle singole prestazioni delle varie categorie), che include le imposte (per il 2015 sono “caricati” 40 mila Euro di tasse annuali). Gli importi del rendimento alla riga “Totale”, sono quindi quelli utilizzabili per se stessi. Cliccare sulla seguente immagine per osservare la tabella Pivot:

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“Embezzlement” a Milano, 8 Novembre

Sabato 08/11/2014 a Milano, si terrà la nuova edizione del mio corso di un giorno, con lavoro pratico e consegna di software, come sempre organizzato da Odontoline.it, le iscrizioni saranno ancora aperte per pochi giorni. L’applicazione dei contenuti e degli strumenti software del corso è in grado di produrre rapidi miglioramenti in relazione agli aspetti della professione collegati al denaro.

Oltre a quanto si potrà desumere dal programma, consultabile qui, (programma completo del corso), il Relatore informa che sarà trattato:

 

– Prevenzione delle appropriazioni indebite. Negli Stati Uniti è consolidata opinione che un dentista abbia, nella sua carriera, 60% di probabilità di cadere vittima di appropriazione indebita degli incassi da parte di collaboratori disonesti (“embezzlement”). Il valore medio di queste frodi si ritiene pari a 100.000 $. Non si vede perché da noi debba essere diverso. Si consideri che, con la crisi, sempre più persone saranno spinte a cercare immediate e facili soluzioni ai loro problemi. Il Relatore concorda con i suoi colleghi americani sui dati della diffusione del fenomeno, avendola rilevata di persona in numerose occasioni. Gli importi annuali degli ammanchi fraudolenti possono essere clamorosi, anche in studi “piccoli”, e quando la liquidità scarseggia pur in presenza di un normale flusso di pazienti, la prima domanda in ordine logico da porsi dovrebbe essere: qualcuno sta approfittando della fiducia concessagli? Esistono alcuni sintomi che possono far rilevare queste situazioni, e delle azioni pratiche e immediate che le possono far cessare: per la prima volta in questo corso sarà discusso l’argomento e presentato uno strumento d’uso quotidiano per la prevenzione del problema, unitamente all’indicazione dei “requisiti minimi” di attenzione che il dentista dovrebbe possedere.

 

– Fisco. Verrà riproposto “il decalogo”, aggiornato, un dettagliato elenco di comportamenti da mettere in pratica per evitare errori, certamente sanzionati in caso ci controlli della contabilità o con le “indagini finanziarie”, nel coordinamento di incassi, data di emissione e intestazione delle fatture, versamenti in banca, anche in relazione al probabile incremento degli incassi con POS e bonifico. Sarà dato particolare spazio alle precauzioni da adottare per le “spese di fine anno”.

 

– Rendimento delle prestazioni. Consegna della seconda edizione del software per l’analisi economica (costi e resa effettiva) di 200 prestazioni effettivamente eseguite, e da cui, con più facilità di prima, potersi poi ricavare un programma di uso quotidiano. Nella precedente edizione del corso, nel quale questo programma è stato per la prima volta presentato, il gradimento è stato oltre ogni aspettativa. Cliccando sul link seguente si accede al Programma completo del corso.

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