Finalmente le nuove Società Professionali

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo anni e anni di “turbamenti” vari, il Regolamento delle nuove società tra professionisti. Dal 21/4/2013 sarà quindi possibile recarsi da un Notaio e costituirne una. La caratteristica fondamentale, che le differenzia, di queste nuove società rispetto alle “vecchie”, è che possono fare domanda di iscrizione all’Ordine di riferimento dei soci professionisti.

Si dovrebbero aprire ora scenari del tutto nuovi. In primis: cosa ne sarà delle società esistenti (inclusi gli studi associati)? Dovranno trasformarsi in un tipo delle nuove?

E ancora non è stato chiarito se le nuove società professionali saranno tassate come imprese o come lavoro autonomo.

In allegato, il Regolamento:

Regolamento STP

Appunti di filosofia della crisi

Riporto all’attenzione dei lettori un articolo che scrissi nel 2009. Mi sembra sempre attuale.

La crisi sarà lunga e passeranno alcuni anni, affermano gli esperti dicendo chi quattro, chi sei e chi nove, purtroppo non per ricominciare a crescere ma per tornare ai livelli di consumo del 2007. Anno che peraltro ha visto, secondo l’ISTAT, il record assoluto nella spesa degli italiani per il dentista da quando è entrato in vigore l’Euro. Un dato che induce ottimismo.

Nonostante la grave crisi che investe la maggioranza delle attività produttive, l’Odontoiatria continuerà a raccogliere domanda, perchè è un servizio essenziale per la popolazione, a cui non si può rinunciare. Anzi, i fenomeni demografici andranno probabilmente a determinarne l’aumento. Pur vedendo i propri redditi restringersi, il pubblico potrà al più rinviare nel tempo le cure, allungare i tempi del loro pagamento, valutare le proposte di più dentisti alla ricerca di quella che gli sembrerà migliore nel rapporto qualità/prezzo/servizio, ma non potrà ridurre per sempre il suo bisogno di prestazioni come invece è possibile per altri beni e servizi.

E’ vero che ci sono dentisti che vedono una anomala diminuzione di clientela, ma è vero anche che non pochi, perfino in questo 2009, l’hanno vista aumentare, unitamente alla produzione, ai preventivi accettati e agli incassi, come diversi miei clienti mi confermano. Cosa certa è che gli studi che vedono crescere i loro numeri lo fanno a scapito di quelli che si contraggono, acquisendone la clientela “in fuga”; questo fenomeno è sempre esistito, ma adesso sembra più intenso e questo fa pensare che, alla fine della crisi, le posizioni economiche relative dei professionisti di una zona potranno essere, anche radicalmente, diverse da quelle attuali. E’ assai probabile assistere, abbastanza velocemente, ad una diminuzione dovuta a chiusure e accorpamenti, sia del numero di esercenti la professione che degli studi presenti sul territorio: un futuro nel quale ci saranno sconfitti e vincenti, e le sentenze saranno senza appello.

Lo scenario dell’immediato futuro sarà quindi caratterizzato da un buon numero di professionisti che avranno a disposizione un più ampio bacino di clientela, chiamati dunque a lavorare di più, ma che, per ottenere, mantenere e soddisfare questo flusso, dovranno essere capaci di mettere in campo un marketing mix veramente innovativo: alta qualità nella scelta e nell’esecuzione delle cure da proporre ai loro pazienti, prezzi assai contenuti, dilazioni negli incassi più spinte. Il premio per chi saprà ben interpretare questa nuova prospettiva, sarà, al momento della ripresa, il trovarsi più forte e più adatto ad affrontare un futuro nel quale la competizione per la clientela e il reddito sarà, inevitabilmente, sempre in aumento.

Anche per chi lo può fare però, questo camminare richiederà certamente dei sacrifici, relativi per chi ha dei capitali propri da consumare, assai severi per chi è all’inizio della carriera o deve gestire situazioni meno liquide. Infatti, la crisi stessa, ma anche le condizioni per avere e mantenere clientela nella crisi, di cui si è detto, portano con loro margini di profitto bassissimi o nulli e liquidità contatissima, senza eccezioni. Vuol dire che un solo investimento sbagliato, un solo grosso insoluto, il licenziamento di un dipendente, una spesa eccessiva o un imprevisto privato potrebbero significare crisi finanziaria, rallentare i nuovi progetti e vanificare gli sforzi fatti, per non parlare dei riflessi sul tenore di vita. Un’evoluta comprensione dei fatti finanziari, fiscali ed economici della propria attività, unita a validi strumenti gestionali purchè ben sfruttati, sono le sole cose che funzionano per allontanare questi rischi dal professionista. Al contrario, un’amministrazione approssimativa, l’illudersi ancora di poter evitare di affrontare personalmente, e con il necessario impegno, questi aspetti della professione, saranno la garanzia di essere sopraffatti.

Ai professionisti servono ora chiari e semplici concetti per capire senza fatica la propria gestione. Nonchè dei software che rispondono subito, dando indicazioni facili da trasformare in decisioni rapide e produttive per portare al massimo, tutti i giorni, la potenzialità economica e finanziaria della clientela che si ha e per controllare al centesimo la situazione in cui ci si trova e la sua evoluzione, alleviando in tal modo i rischi della crisi perchè si va a recuperare ogni risorsa disponibile per investire nello sviluppo dello studio e per sè stessi, e ad eliminare ogni spreco.

Senza queste nuove facoltà, ogni progetto di crescita clinica, tecnologica o di marketing perde di senso perchè sarebbe intrapreso su basi emotive, non sapendo se lo si poteva sostenere, se era adatto alla situazione, se ha davvero reso. Chi si può, oggi, permettere questo?

Le (giuste) parole del management odontoiatrico

Seguendo un “trafficato” post sul forum “Gestione dello studio” di Odontoline.it, di cui sono moderatore, ho visto che venivano usate in modo non omogeneo e talvolta errato alcune parole “tecniche”. Ad esempio, si usava il termine “Ricavo” per designare il guadagno. Le parole sono estremamente importanti quando si comunica fra più persone, specie in rete, e se non vi è accordo preventivo sul loro significato la discussione è pura perdita di tempo.

Per questo, ho postato quanto segue, un piccolo lessico di economia aziendale:

Ricavo=valore della produzione, nel vostro caso la somma dei prezzi delle prestazioni già eseguite, anche se non ancora incassate;

Costo=valore delle risorse consumate per eseguire le prestazioni;

Risorse=umane, le remunerazioni maturate dagli operatori che hanno eseguito le prestazioni e gli stipendi ai dipendenti; strutturali, il costo delle attrezzature (ammortamento) e le spese per l’immobile; consumi, i materiali impiegati per eseguire le prestazioni e le spese per le protesi consegnate.

Rendimento=differenza fra Ricavo e costo (guadagno se positiva, perdita se negativa);

Incassi=quanto entra a qualsiasi titolo;

Uscite=quanto esce a qualsiasi titolo;

Compensi=la parte imponibile (fiscale) degli incassi

Spese=la parte deducibile (fiscale) delle uscite

Costi fiscali=gli ammortamenti, i leasing

Qualche schemino:

Ricavo –

Costo =

Rendimento (reale)

Incassi –

Uscite =

Flusso di cassa

Incassi fiscali –

Spese –

Costi fiscali =

Reddito imponibile

Personalmente, ragiono così: il rendimento è la misura più importante perchè fa capire come impostare i prezzi, dove agire per ridurre le perdite e sostenere i profitti, ma pochi studi la conoscono; le tasse sono una cosa a sè con regole proprie di tipo legale e non aziendale; la liquidità è la figlia legittima del rendimento ma è influenzata da fattori esterni (es. ritardi nei pagamenti, inefficenze organizzative, scelte personali del titolare) e quindi non dice tutto su come va lo studio e prenderla a riferimento del rendimento è sbagliato e fuorviante.

Tutto quello che i dentisti devono sapere sulla marca da bollo (e che non sempre gli è stato detto)

Un “sempreverde” articolo del dott. Bortolini su di un tributo “minore” solo in apparenza. Le cautele, per il dentista. non sono mai troppe per adempiere correttamente ed evitare spiacevoli, se non spiacevolissime, contestazioni in caso di controllo. Leggi l’articolo

Redditi dei dentisti, i dati del MEF 2008-2009

Il MEF pubblica dei fogli Excel con i dati delle dichiarazioni dei redditi dei dentisti, meglio, di quelli che inviano oltre al Modello Unico anche lo studio di settore. In pratica la quasi totalità.

Inoltre, fa una cosa molto utile: divide questi dati fra le Persone Fisiche,  le società di persone (studi associati) e le società di capitali. Insomma, osservando questi dati si possono fare interessanti considerazioni, specie se si fa un confronto fra diverse annualità. Pubblico una mia elaborazione di questi dati, arricchita da un conteggio che rieplioga, per categoria di contribuenti, i dati analizzati e relativa al confronto delle annualità d’imposta 2008 (dichiarazione Unico 2009) e 2009 (dichiarazione Unico 2010).

Nel 2009, l’imponibile complessivo risulta diminuito, ergo lo Stato ha meno gettito dai dentisti: colpa degli studi di settore “troppo buoni” o della crisi?

Dati fiscali dentisti

E’ d’uso appendere sulle pareti gli attestati dei corsi…

E qui lo si fa virtualmente :)

Aumentate le utenze di telefonia fissa intestate ai “Dentisti medici chirurghi”, lo dice le “Pagine Gialle”

Pubblico una nuova tabella che confronta la variazione delle utenze di telefonia fissa dei dentisti fra il 2009 e il 2011. Aumentano. In altro articolo su questo Blog, avevo rapportato queste utenze alla popolazione residente e alla spesa regionale per la salute, con risultati interessanti.

Saranno graditi tutti i commenti.

Utenze telefoniche dentisti 2011 vs. 2009

Prime proiezioni dell’effetto sui prezzi dell’aumento IVA: cosa dice la Federconsumatori

Cliccando sul link sottostante si vedono le tabelle messe online da Federconsumatori, riguardano prevalentemente le spese per l’abbigliamento: aumenti dal 3 al 7% causati dall’aumento IVA di un solo punto.

Federconsumatori.

Ecco i numeri dei Fondi Integrativi Sanitari

Il Governo ci fa sapere (Allegato C/bis al DL 98 del 6/7/2011 “Decreto sviluppo”) che (nel 2010, è lecito supporre) l’importo complessivo delle deduzioni dal reddito delle persone fisiche di quanto complessivamente versato in Italia nei FIS, è stato pari a €. 17,1 milioni, e che le persone che hanno usufruito della deduzione in parola sono state 168.677, il risparmio di imposta pro-capite è calcolabile quindi in qualche decina di Euro, che corrisponde a una parimenti minima quota di spesa pubblica qui investita. Ricordo che è possibile dedurre dal proprio reddito quanto versato ai FIS fino alla somma di 3.615,20.

Al momento quindi la “questione FIS” riguarda una frazione minima della popolazione e le briciole della spesa pubblica.Va ricordato che il “sistema FIS” è ai suoi inizi, ma la partenza, alla luce di questi dati, pare stia tardando, se mai ci sarà.

E’ interessante confrontare con questi dati quelli dell’importo complessivo delle detrazioni Irpef per spese sanitarie: 2.356 milioni,  14.177.257 le persone fisiche che ne hanno usufruito per un risparmio di imposta pro-capite di 166 Euro circa.

Attenzione alla contabilità di banca!

L’Agenzia delle Entrate ci fa sapere di una sentenza della Cassazione del 27/6/2011, che stabilisce definitivamente (o fino ad altra sentenza di segno opposto) che nelle indagini bancarie fatte per accertare l’evasione, sistema sempre più usato dall’Agenzia, anche per i professionisti quando si trovino nei conti correnti usati per la professione dei movimenti non giustificati, scatta la presunzione che questi rispecchino reddito evaso e quindi accertabile.

L’articolo allegato è abbastanza leggibile, anche se un po’ “tecnico ” come spesso accade alle comunicazioni rivolte al grande pubblico di ADE. In sostanza, per mettersi al sicuro da sorprese servono strumenti di contabilità interna capaci di rendere perfettamente “tracciabili” entrate e sopratutto uscite, inclusi i “passaggi” fra la cassa e i conti bancari e viceversa, quali quelli proposti nel mio corso pratico di management.

Movimenti bancari non giustificati Redditi, anche per i professionisti