L’analisi economica della prestazione

Per dare spunti di riflessione su un argomento molto importante, cioè quanto rende davvero, economicamente, una prestazione, propongo l’immagine di una delle analisi di un software di mia creazione, che è in uso da tempo presso alcuni studi dentistici.

Pubblico perché ho appena aggiornato l’analisi in questione, aggiungendovi alcuni calcoli che mi sembrano utili e molto comprensibili. L’analisi riguarda tre tipi di prestazione della stessa categoria, eseguite quest’anno in uno studio monoprofessionale .

Osservando bene l’immagine (cliccarci sopra per ingrandire) si capiranno i calcoli fatti dal software, cosa che di certo più agevole, e mi auguro particolarmente stimolante, per chi, ha già partecipato ai miei corsi.

Analisi_economica_prestazione

Inflazione e otturazioni

Il tasso di “inflazione” è una percentuale con cui si indica l’aumento medio dei prezzi da un periodo ad un altro, ad esempio l’anno, per i vari beni e servizi acquistati da una popolazione. L’ISTAT lo calcola facendo continue rilevazioni dei prezzi al consumo per un insieme di beni che, come se l’intera popolazione fosse una unica grande famiglia, rappresentano gli acquisti degli italiani: il “paniere”.

L’effetto dell’inflazione è del tutto reale, si tratta di una diminuzione, misurata quasi sempre in percentuale, della quantità di beni o servizi che una stessa quantità nominale di moneta riesce ad acquistare oggi rispetto al passato. L’importanza del tasso di inflazione la si capisce dallo spazio che stampa e televisione dedicano alle sue variazioni, perchè si tratta di un’informazione che contribuisce ampiamente alla formazione delle aspettative di cittadini e istituzioni, influenzando dunque i comportamenti di consumo e la politica economica.

Nel “paniere” ci sono anche alcune prestazioni odontoiatriche – otturazioni, estrazioni e ablazioni del tartaro – rappresentative della voce “Dentisti” perchè si ritiene che l’osservazione dei prezzi di queste prestazioni possa rispecchiare l’intera gamma di cure offerte dai dentisti.

Esiste quindi un contributo dei dentisti all’inflazione, dato dall’aumento medio dei prezzi di queste prestazioni. Si può dunque sapere, ad esempio, se i prezzi di queste prestazioni variano più o meno dell’indice generale, di quello di altri beni e servizi, dei prezzi praticati nel singolo studio:

INFLAZIONEDENTISTI

Lavorando con i dati della tabella, si arriverà a concludere che nel 2009 la moneta compra circa il 20% in meno di beni e servizi in generale, e circa il 28% in meno di otturazioni, estrazioni e ablazioni che nel 2000. Ciò significa che in questo periodo l’economia dei dentisti come categoria, ma è uguale per il singolo professionista, sarà realmente cresciuta solo se l’aumento percentuale degli incassi 2009 su quelli 2000 superasse di parecchio il 28%, altrimenti ha ristagnato: come è andata veramente? In una prossima pubblicazione sarà esposto anche questo dato.

Per aumentare il grado di significatività dei dati della tabella li propongo graficamente, aggiungendo anche l’andamento percentuale del PIL degli stessi anni (2009 primi due trimestri):

 GRAFICOINFLAZIONE

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