Vorrei comprare un ortopanoramico: cosa succede con lo studio di settore?

Quando desiderano investire in un nuovo bene strumentale, molti odontoiatri paventano di veder aumentare molto il “compenso minimo” che viene loro richiesto dal famigerato studio di settore. In realtà, il valore dei beni strumentali non incide, come per le altre spese, con un fattore di moltiplicazione superiore a uno. Quindi, si può stare abbastanza tranquilli da questo lato. Precisamente, tutti gli studi di settore dei dentisti fino all’ultimo VK21U, vedremo per il prossimo, prendono per il calcolo non il valore dei beni strumentali come viene dichiarato, ma la sua radice quadrata. Insomma, si verifica questo fenomeno: più beni strumentali si hanno, quando se ne aggiunge uno ….  per saperlo, vedere la tabella esplicativa allegata, con degli esempi per i due cluster principali di VK21U.

Studi di settore 2012, per il Fisco niente crisi per i dentisti. In VK21U il correttivo individuale anticrisi è stato azzerato

L’Agenzia delle Entrate azzera il correttivo individuale anticrisi (uno “sconto” sul compenso minimo che il Fisco si aspetta venga dichiarato), e precisamente quello “individuale”, dovuto alla presenza di minori uscite nel 2011 rispetto agli anni precedenti per le “spese variabili” (quelle date dalla somma dei righi G7, G8 e G9 di GERICO). Il contribuente-dentista che avesse diritto all’applicazione del correttivo, perchè nel 2011 ha sostenuto minori spese variabili rispetto ai due anni precedenti, non ne avrà però, a seguito di questa “novità”, alcun beneficio in termini di maggiore facilità nel raggiungere la congruità, perchè, come si vede nell’immagine allegata, immagini presi dai provvedimenti del Governo in materia, i coefficienti di riduzione collegati a questo correttivo, che l’anno scorso risultavano belli cospicui, per il 2011 sono stati portati a 0. L’unica spiegazione è che per il Fisco nel 2011 i dentisti non hanno sofferto, per fortuna, la crisi!

GERICO 2012: in VK21U le spese per il tecnico Rx e il perito elettrico vanno in G7 o in G9?

Sul forum di Odontoiatria Fiscale di Odontoline.it, di cui sono moderatore, un Odontoiatra utente mi ha sottoposto in modo diretto e personale la seguente domanda: “Le spese per il tecnico rx  e per il perito elettrico  vanno indicate nel rigo G7 (“Compensi corrisposti a Terzi per servizi direttamente afferenti all’attività professionale o artistica”) o G9 (“Altre spese”)? Io le metterei nel G7.”.

Sono quesiti all’ordine del giorno, sui quali moltissimi Odontoiatri si stanno ora cimentando per esaudire l’annuale “Comunicazione dei dati rilevanti per lo studio di settore” al Fisco. Occorrono risposte che diano sicurezze in caso di controllo, vuoi per evitare possa essere rilevata una “errata compilazione” del modello VK21U, con le relative conseguenze sanzionatorie, vuoi per avere i giusti argomenti per battere questo eventuale rilievo. Il commercialista non può sapere tutto, perchè certi dettagli così tipici della professione non emergono dalle  scritture contabili ma vanno a lui indicati da chi è veramente “informato sui fatti”: l’Odontoiatra stesso.

Ebbene, tenendo conto degli obiettivi “difensivi” di cui ho detto, e comunque come per tutte le cose fiscali, la risposta non può essere “secca”: “Stai sbagliando, mettile nel G9!”; ma va argomentata tenendo conto innanzitutto delle istruzioni ministeriali alla compilazione dello studio di settore VK21U e, in caso di dubbio, dell’esame delle parole usate dal Ministero, con l’uso di un vocabolario cartaceo o virtuale che sia e, se non si dipana l’arcano, chiedendo aiuto, come ha giustamente fatto il “nostro” utente del Forum .

La risposta che ho fornito è questa: “Premesso che mettere una spesa in un rigo piuttosto che in un altro potrebbe, in caso di controllo, portare alla contestazione di “errata compilazione” e relativa sanzione, dico che la parola “afferente” va letta insieme con il suo aggettivo “direttamente”. Si tratta di quelle spese che nella loro interezza entrano a far parte del costo di produzione di una specifica prestazione. Il laboratorio sì, la percentuale al collega che esegue una prestazione su un paziente del titolare sì, le spese per i servizi di poliambulatori o società di servizi sì perchè lo dice il Fisco nelle istruzioni per la compilazione del Quadro G. Il commercialista e gli altri periti e consulenti no, perchè manca il requisito della afferenza come definito (entrano a far parte del costo di produzione di tutte le prestazioni, manca quindi il requisito della “direttitudine”). Tali spese si deducono, e quindi vanno indicate nel calcolo dello SDS, in quanto inerenti all’attività, ancorchè non, per quanto scritto, “direttamente afferenti”. Quindi, dove metterai le spese che ti interessano (tecnico rx e perito elettrico)? Ma nel G9! E quella del commercialista dove va?

Redditi dei dentisti, i dati del MEF 2008-2009

Il MEF pubblica dei fogli Excel con i dati delle dichiarazioni dei redditi dei dentisti, meglio, di quelli che inviano oltre al Modello Unico anche lo studio di settore. In pratica la quasi totalità.

Inoltre, fa una cosa molto utile: divide questi dati fra le Persone Fisiche,  le società di persone (studi associati) e le società di capitali. Insomma, osservando questi dati si possono fare interessanti considerazioni, specie se si fa un confronto fra diverse annualità. Pubblico una mia elaborazione di questi dati, arricchita da un conteggio che rieplioga, per categoria di contribuenti, i dati analizzati e relativa al confronto delle annualità d’imposta 2008 (dichiarazione Unico 2009) e 2009 (dichiarazione Unico 2010).

Nel 2009, l’imponibile complessivo risulta diminuito, ergo lo Stato ha meno gettito dai dentisti: colpa degli studi di settore “troppo buoni” o della crisi?

Dati fiscali dentisti

GE.RI.CO. 2010 è fra noi (provvisoriamente)

Da pochissime ore è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione Beta (provvisoria) del programma per il calcolo degli “studi di settore” e le bozze delle istruzioni per la sua compilazione.

Ho esplorato in particolare VK21U, il nuovo “studio” per gli odontoiatri italiani al suo debutto (si vedano i precedenti post). Le novità sono importanti.

Per la maggioranza dei dentisti, il compenso da dichiarare per essere “congrui” è più alto rispetto all’anno scorso. La “stangata” è però mitigata dall’applicazione di ben tre “correttivi anticrisi” contro l’unico in funzione l’anno scorso; purtroppo uno solo riguarda la totalità degli odontoiatri mentre gli altri due ricorreranno solo in presenza di particolari condizioni. Bisognerà vedere nei singoli casi se l’aumento di fondo sarà compensato, e quanto, dai “correttivi”.

Nei prossimi giorni, dopo l’uscita della versione definitiva di GE.RI.CO. 2010, pubblicherò la “prova su strada” del programma e confronti puntuali con il “vecchio” UK21U.
Chi “freme” dalla voglia di avere maggiori informazioni, nell’attesa, mi può liberamente contattare al telefono o su Skype.

La “prevenzione fiscale” comincia dal cluster: tabella di conversione da UK21U a VK21U

Da quando ci sono gli “studi di settore”, i contribuenti hanno acquisito familiarità, o almeno ne hanno sentito parlare, con il “cluster”, che in italiano si può tradurre “gruppo”. Il noto programma GE.RI.CO. (dicono “scaricabile” gratuitamente dal sito Agenzia Entrate dal 10 Maggio), per fare il suo lavoro, ahimè non sempre gradito, ha bisogno come prima cosa che gli si diano circa una decina di dati che assegneranno il contribuente ad uno dei quattordici gruppi, appunto i cluster, con cui il Fisco ha “fotografato” i dentisti italiani. Solo dopo aver assegnato il cluster è possibile procedere con gli altri calcoli dello “studio”. Ma è importante, ai fini pratici, essere stati assegnati dal GE.RI.CO. ad un cluster piùttosto che a un altro?

Ebbene si, è molto importante. Basti pensare che il calcolo finale del GE.RI.CO., cioè il compenso minimo che il Fisco si aspetta venga dichiarato per assegnare la patente di “congruità”, può essere molto diverso. Si pensi che la gran parte del calcolo finale (il compenso da dichiarare per essere congrui) è ottenuto dal GE.RI.CO. moltiplicando l’importo annuale di  alcune spese sostenute e delle ore lavorate per un coefficiente diverso per ogni cluster (per dare un’idea, nel nuovo VK21U “si pagano”, in termini di compensi da dichiarare:  per 100.000 €. di valore dei beni strumentali, da un minimo di 7.420 €. a un massimo di 27.500 €.; per 30.000 €. di spese per l’assistente da un minimo di 32.765 €. a un massimo di 48.830 €.; per 10.000 €. di laboratorio da un minimo di 10.370 €. a un massimo di 15.670 €.; per 1000 €. di bolletta elettrica o telefonica da un minimo di 1.220 €. a un massimo di 3.361 €.; per per un’ora di lavoro del Dentista da un minimo di 7,8 €. a un massimo di 31 €). Insomma, fra i 14 cluster ce ne sono di più o meno “cari” per il conto finale.

Far parte di un cluster o di un altro cambia le cose anche per quanto riguarda il rispetto degli indici di “coerenza” e “normalità”. Per quest’ultima, che da quest’anno è entrata a pieno titolo nel calcolo penalizzando chi dovesse superare delle “soglie massime”, relative a ben TRE indici (erano due in UK21U) il più “pestifero” dei quali calcola addirittura un numero minimo di ore lavorate da dichiarare, e un altro, chiamato “Incidenza delle altre componenti negative sui compensi” potrebbe far entrare nel calcolo dello “studio” delle spese finora mai considerate: spese per gli immobili, i leasing e gli interessi passivi. Ebbene, per il primo dei due, che si chiama “Rendimento orario del professionista”,  la “soglia massima” a seconda del cluster varia da un minimo di 40,43 €. a un massimo di 102,75 €., per il secondo, si va da 22 a 42.

Per concludere, rimane da porre la questione delle “cento pistole” (domanda difficile la cui risposta esatta meriterebbe una ricompensa di cento monete d’oro, tali erano le “pistole” di un tempo): è possibile “strappare” al GE.RI.CO. l’assegnazione al cluster migliore? Possibile è possibile, ma ovviamente non si possono raccontare bugie al Fisco che potrebbe sempre presentarsi alla porta per fare qualche domanda sui dati inseriti. Ci sono però delle strade virtuose da seguire per evitare di essere penalizzati ingiustamente (cioè “caricati” di un compenso da dichiarare eccessivo rispetto alla reale capacità economica dell’attività), e tutte partono da uno sforzo iniziale di conoscenza che il Professionista ha convenienza a fare personalmente, perchè solo lui conosce tutti i dettagli della sua attività.

Si tratterà di partire leggendo con attenzione le “specifiche” dei quattordici cluster, pubblicate nella “nota metodologica”, le quali indicano con dovizia di dettagli i dati medi dimensionali, organizzativi e di spesa degli appartenenti ad ogni cluster. Sarà così più facile riconoscersi nel “ritratto” che farà il GE.RI.CO., e se questo fosse poco fedele si tenga presente che in caso di mancata congruità ciò può essere valida causa di giustificazione al rifiuto di “adeguarsi”. Fatto questo, si dovrà imparare a usare il GE.RI.CO. e lavorarci fino a che il suo responso sia soddisfacente, cioè un cluster che ci rappresenti bene, guidati in questo sempre dalle indicazioni reperibili nella “nota metodologica”.

Nella mia esperienza sullo “studio di settore” dei dentisti, ho incontrato molti professionisti che hanno seguito questo percorso. Ad alcuni ho dato la mia consulenza e fornito dei programmi Excel capaci di guidare giorno per giorno questa ricerca di maggiore convenienza  per la fine d’anno. Con loro sono riuscito a condividere le mie conoscenze e ad avere incoraggiamento per continuare questa attività di supporto alla “prevenzione fiscale” che, nella legalità, cerca di evitare ingiuste distorsioni statistiche nell’applicazione dello “studio di settore”.

Per facilitare questa ricerca, desidero qui offrire un utile strumento che sarà sicuramente apprezzato: una “Tabella di conversione” della numerazione e della descrizione dei cluster di UK21U in quelli di VK21U. Per rendere più “frizzante” questo strumento, ho anche indicato la variazione percentuale del numero dei dentisti che fanno parte del singolo cluster dal vecchio al nuovo “studio di settore”. Vedi la tabella

Le “pressioni” del Fisco, un bell’articolo

Suggerisco la lettura di questo articolo, Sole 24 Ore del 20/4/2010, che spiega bene e semplicemente alcuni punti molto importanti: che non essere congrui non significa subire automaticamente una richiesta di maggiori imposte; l’importanza di conoscere bene e personalmente lo “studio” per sostenere meglio un eventuale “colloquio” con l’Agenzia delle Entrate.

Leggi l’articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: