Società Odontoiatriche: professione o commercio? Un convegno

Ringraziamo OMCEO Bologna per la messa in rete di questo importante convegno, tenutosi in Bologna il 12 ottobre dello scorso anno.

Chi è interessato al “Fenomeno societario in Odontoiatria” dovrebbe dedicare il tempo che serve alla sua attenta visione.

Interessante l’accenno alle cooperative di lavoro, forse troppo ottimistico per il presunto vantaggio fiscale che ci sarebbe. Ma ci si può lavorare.

Altrettanto interessante l’intervento del notaio sull’oggetto sociale delle società commerciali che operano in odontoiatria e sull’incompatibilità di quello con il codice Ateco 86.23.00. Incompatibilità peraltro appositamente sanata con l’articolo 1 comma 153 secondo periodo della L. 4 agosto 2017 nr. 124, norma che, ben lungi dall’essere una liberalizzazione dell’esercizio dell’odontoiatria come qualcuno ha erroneamente inteso, scaturendo dal “famoso” parere del MISE sulla attribuzione di quel codice alle società diverse dalle stp, va perciò interpretata come esclusivamente rivolta ai Conservatori del Registro delle imprese presso le Camere di commercio, le quali infatti a seguito di quella norma hanno variato il loro regolamento nazionale “aprendo” l’attribuzione di quel codice attività anche alle società commerciali.

Da vedere con altrettanta attenzione la seconda parte, la tavola rotonda.

Altri articoli sul “Fenomeno srl”:

LEGGI: “DA DENTISTA A SOCIETA’: MA QUANTO CONVIENE?”

E’ ora di fare più chiarezza sulla tassazione del dentista socio di s.r.l.

Dentista e socio di SRL: forfetario 15% si, forfetario 15% no….

“Fai la srl e solo per questo pagherai meno tasse”. L’illusione corre sul filo (di Internet). Occhio!

DENTISTI “FORFETARI 2019”, LA CIRCOLARE NR. 9 DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE. IL CASO DEL SOCIO DI SRL

SRL IN ODONTOIATRIA, ILLAZIONI VENDUTE COME VERITA’: “Si paga il 24% di tasse invece del 43% del dentista”

Sono un dentista socio di s.r.l.: se la società “rinunciasse a dedurre” le mie fatture, posso entrare nel “forfetario”?

Tariffe professionali minime e massime

Interessante il documento del NENS, che critica un recente provvedimento del Governo che stabilisce tariffe minime e massime per i commercialisti, domandandosi se tale provvedimento non possa essere esteso alle altre professioni nonostante l’abrogazione dei limiti tariffari fatta dal famoso “Decreto bersani” del 2006, che tanti cambiamenti ha portato anche alla professione odontoiatrica.

Leggi il documento

Vendita dello studio: importante sentenza in applicazione del “Decreto Bersani”

Pubblico il link ad un articolo che illustra, in modo assai “tecnico-giuridico” ma comprensibile leggendo piano piano perchè ben scritto, una sentenza del 9/2/2010 della Corte di Cassazione. In sintesi, la sentenza abilita nella prassi il principio per cui, a seguito di un articolo del tanto vituperato “Decreto Bersani” del 2006, il Professionista può definire il prezzo di cessione della sua attività oltre che in base all’inventario dei beni strumentali e dei materiali, anche dando un valore alla clientela da lui acquisita: il c.d. “avviamento”.

Questa sentenza consentirà un miglioramento delle fasi di valutazione tecnico-economica del valore di uno studio, perchè si potranno usare metodologie economico-aziendale prima di difficile implementazione, nonchè di predisporre contratti più precisi ed efficaci con maggior beneficio delle parti.

Questa nuova possibilità è interessante anche nel caso di valutazione della quota di ingresso da far pagare a un nuovo socio.

Per leggere l’articolo, pubblicato sul quotidiano on-line dell’Agenzia delle Entrate “Fisco Oggi” del 16/2/2010, cliccare qui

 

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