Un rapporto molto interessante, la cui lettura sarà molto utile:
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Un rapporto molto interessante, la cui lettura sarà molto utile:
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Pubblico una tabella che ho elaborato dai dati Istat, che riguarda la spesa delle famiglie italiane per il dentista. La nota sulla tabella da ulteriori indicazioni.

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Apro una email delle tante che mi arrivano da siti Internet degli USA che si occupano degli aspetti gestionali di interesse per il dentista, insomma cose che riguardano il mio lavoro. Nel caso in questione questa comunicazione arriva da due blasonati siti commerciali specializzati, i quali prendono soldi per fare pubblicità, agli iscritti alle loro mailing list, di vari prodotti e servizi offerti da altri. Leggendo l’oggetto della email ho un lieve sobbalzo: sto traducendo bene? Infatti, il senso è, in sintesi: “Ma tu (dentista, ndr), cosa aspetti a fare concorrenza sleale (unfair advantage, ndr) ai tuoi colleghi?”. Ohibò, questa è nuova, vabbè che l’etica degli affari ormai è quella che è, ma incentivarne il degrado mi pare eccessivo. Bene mi dico, andiamo a vedere cosa c’è dentro questa email, magari è anche una cosa interessante. Niente da fare, si tratta dell’ennesimo “filtro magico” che promette al dentista orde di nuovi pazienti e strabilianti aumenti di incassi in pochissimo tempo e lavorando meno giorni alla settimana. Sarà un corso, un CD o una pubblicazione. Anche in Italia c’è qualche furbone che offre simili meraviglie. Devo qui precisare il mio pensiero, comunque opinabile come tutte le idee: nessuno può essere preso sul serio se dice di avere “il sistema” per raddoppiare stabilmente gli incassi in pochi mesi. Ed è ovvio che per convincere qualcuno a crederci, e prendere i suoi soldi, occorre tradire la sua buona fede con una pubblicità ingannevole.
La cosa nuova, che mi ha spinto a scrivere questo articolo, sono le parole usate per questa comunicazione pubblicitaria via email le quali, nella ormai codificata tecnica pubblicitaria su Internet, dovrebbero spingerti a cliccare un link presente nel corpo della email, e farti arrivare alla landing page, dove altre e più accattivanti lusinghe ti attendono per farti fare un ulteriore passo verso le fauci del venditore.
Mai infatti avevo letto nella pubblicità di queste, strane, proposte, che l’odontoiatria è “on the verge of commoditization”, da “commodity”. Dire questo, significa voler far pensare che l’odontoiatria sta diventando una “merce” con precise caratteristiche: disponibile in grandissime quantità e di basso valore intrinseco. Non solo, che è anche una merce indifferenziata, cioè il pubblico percepirebbe i dentisti come meri “produttori”, tutti uguali, scegliendo invariabilmente quello che fa il prezzo più basso perchè non c’è differenza fra le prestazioni. La pubblicità in questione allora cosa propone? Di “tirarsi fuori” da questa massa indistinta di competitors con un qualcosa di unfair, di poco corretto e segreto (ma se lo possono comprare tutti!). Insomma, prima si cerca di spaventare il lettore e poi gli si strizza l’occhio facendogli credere che può acquistare un trucco efficace, purchè sia disposto in qualche modo a “fregare” i colleghi. Uno potrebbe anche pensare: “Vabbè, si sa che la pubblicità esagera”. Ma allora è una proposta seria? Che rispetto dimostra per i suoi potenziali clienti chi comunica in tal modo? Che tipo di ambiente professionale prefigurano queste parole?
Ora, io studio economia e mai e poi mai penserei che l’odontoiatria sta diventando una commodity. Non potrà mai esserlo perchè è un atto medico e non una merce, e se non è una merce, non può esistere un mercato. Certo, diventerebbe merce negando la sua natura medica. Si considerino le parole di uno dei più grandi economisti moderni, Paolo Sylos Labini: “…il mercato va bene per le scarpe, per i mobili, per i vestiti e, in generale, per i beni relativamente omogenei: nel campo sanitario funziona male perchè parecchi servizi sono molto differenziati…nella sanità non esistono, se non limitatamente, condizioni che, lasciate a se stesse, consentano l’operare dei mercati in concorrenza: gli ostacoli sono dati, infatti, dalla grande differenziazione (delle prestazioni, ndr) e dalla impossibilità di standardizzazione dei servizi più importanti.” (Un Paese a civiltà limitata, pagg. 125-126, Editori Laterza, Bari, 2002). Penso sia dunque un errore concettuale, che induce a errori di valutazione della situazione, riferirsi a quanto fanno i dentisti parlando di merce e mercato.
Si possono vedere qui sotto le immagini del corpo della email che ho ricevuto e un particolare della landing page. Cliccare per ingrandire. Che voto dare a questa pubblicità?
Filed under: Marketing | Tagged: Concorrenza sleale, marketing odontoiatrico, Mercato odontoiatrico, Pubblicità ingannevole | Leave a comment »
Nel Blog di DDV, ospitato dal sito del Corriere della Sera, e che si chiama “Generazione pro-pro” , si parla ancora di dentisti e dei loro problemi. Questa volta, lo si fa pubblicando una lettera che racconta una triste esperienza di contatto con l’Agenzia delle Entrate. la lettera è lunga ma alcuni pezzi sono di lettura velocissima.
Filed under: Fisco | Tagged: accertamenti, agenzia delle entrate, contenzioso, fatture, fisco, studi di settore | Leave a comment »
Un interessante occasione per approfondire questioni di grande interesse. Organizza Odontoline
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Quello dei fondi è un “tormentone” che ricorre da anni nel dibattito professionale e che, mi pare, ancora non trova scenari definiti e risposte chiare. Perchè? I FSI sono stati istituiti nel 1992 e hanno avuto una storia legislativa travagliata e ondivaga, piena di ripensamenti. Quando si tenta di definire uno scenario futuro, ci si accorge che gli elementi del ragionamento sono davvero tanti e complessi: i bisogni sanitari della popolazione, il controllo della spesa pubblica, la fiscalità, la politica del SSN, i contratti di lavoro e l’occupazione, l’approccio al welfare dei vari governi e perfino la Costituzione. Insomma, credo sia ben difficile che un singolo individuo possa dominare tutti gli elementi in gioco e fornire risposte.
Personalmente, mi sono interessato nel tempo all’argomento, che a me interessa per capire quale impatto potrà avere nella gestione degli studi e quali approcci si possono sviluppare, e ho trovato un notevolissimo aiuto per capire in un testo, che definisco “aureo”, visibile qui: http://www.pensiero.it/ecomm/pc/viewPrd.as…14&idproduct=44. Lo consiglio vivamente, ha delle parti davvero molto brillanti e si fa leggere d’un fiato.
Allego un mio documento, che mi ero preparato prima di partecipare ad un interessante convegno sui Fondi, organizzato da AIO Veneto, tenuto ad Abano Terme a Maggio quest’anno: il documento si intitola “FONDI SANITARI INTEGRATIVI (FSI) – STORIA LEGISLATIVA”, e da conto di tutto il faticoso iter percorso, che ancora non è finito visto che i vantaggi fiscali per i lavoratori, su cui si fonda la speranza di espansione dei FSI, inizierà dall’anno d’imposta 2012, come si legge fra le righe del seguente articolo: http://www.nuovofiscooggi.it/attualita/art…egole-ufficiali
Leggi l’allegato “Storia legislativa dei Fondi sanitari integrativi
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Interessante il documento del NENS, che critica un recente provvedimento del Governo che stabilisce tariffe minime e massime per i commercialisti, domandandosi se tale provvedimento non possa essere esteso alle altre professioni nonostante l’abrogazione dei limiti tariffari fatta dal famoso “Decreto bersani” del 2006, che tanti cambiamenti ha portato anche alla professione odontoiatrica.
Filed under: Prezzi | Tagged: Decreto Bersani, prezzi dentisti, tariffe professionali | Leave a comment »
Annuncio ai lettori del Blog https://managementodontoiatria.wordpress.com/ che sono stati raggiunti i 10.000 visitatori dal suo primo giorno di vita, il 24 settembre del 2009 . Il Blog contiene vari articoli e link a risorse utili per condurre con migliori risultati la gestione finanziaria, fiscale ed economica della professione odontoiatrica nella bonaccia della crisi. Ringrazio chi è arrivato al Blog e mi impegno a renderlo sempre più interessante e utile nei prossimi mesi. Paolo Bortolini
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Da pochissime ore è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione Beta (provvisoria) del programma per il calcolo degli “studi di settore” e le bozze delle istruzioni per la sua compilazione.
Ho esplorato in particolare VK21U, il nuovo “studio” per gli odontoiatri italiani al suo debutto (si vedano i precedenti post). Le novità sono importanti.
Per la maggioranza dei dentisti, il compenso da dichiarare per essere “congrui” è più alto rispetto all’anno scorso. La “stangata” è però mitigata dall’applicazione di ben tre “correttivi anticrisi” contro l’unico in funzione l’anno scorso; purtroppo uno solo riguarda la totalità degli odontoiatri mentre gli altri due ricorreranno solo in presenza di particolari condizioni. Bisognerà vedere nei singoli casi se l’aumento di fondo sarà compensato, e quanto, dai “correttivi”.
Nei prossimi giorni, dopo l’uscita della versione definitiva di GE.RI.CO. 2010, pubblicherò la “prova su strada” del programma e confronti puntuali con il “vecchio” UK21U.
Chi “freme” dalla voglia di avere maggiori informazioni, nell’attesa, mi può liberamente contattare al telefono o su Skype.
Filed under: Fisco | Tagged: correttivi anticrisi, GE.RI.CO 2010, Studio di settore dentisti, VK21U | Leave a comment »