Convegno a Milano sulla Professione odontoiatrica – 29/01/2011

Un interessante occasione per approfondire questioni di grande interesse. Organizza Odontoline

Convegno Odontoline

Fondi sanitari integrativi, per capirne di più

Quello dei fondi è un “tormentone” che ricorre da anni nel dibattito professionale e che, mi pare, ancora non trova scenari definiti e risposte chiare. Perchè? I FSI sono stati istituiti nel 1992 e hanno avuto una storia legislativa travagliata e ondivaga, piena di ripensamenti. Quando si tenta di definire uno scenario futuro, ci si accorge che gli elementi del ragionamento sono davvero tanti e complessi: i bisogni sanitari della popolazione, il controllo della spesa pubblica, la fiscalità, la politica del SSN, i contratti di lavoro e l’occupazione, l’approccio al welfare dei vari governi e perfino la Costituzione. Insomma, credo sia ben difficile che un singolo individuo possa dominare tutti gli elementi in gioco e fornire risposte.

Personalmente, mi sono interessato nel tempo all’argomento, che a me interessa per capire quale impatto potrà avere nella gestione degli studi e quali approcci si possono sviluppare, e ho trovato un notevolissimo aiuto per capire in un testo, che definisco “aureo”, visibile qui: http://www.pensiero.it/ecomm/pc/viewPrd.as…14&idproduct=44. Lo consiglio vivamente, ha delle parti davvero molto brillanti e si fa leggere d’un fiato.

Allego un mio documento, che mi ero preparato prima di partecipare ad un interessante convegno sui Fondi, organizzato da AIO Veneto, tenuto ad Abano Terme a Maggio quest’anno: il documento si intitola “FONDI SANITARI INTEGRATIVI (FSI) – STORIA LEGISLATIVA”, e da conto di tutto il faticoso iter percorso, che ancora non è finito visto che i vantaggi fiscali per i lavoratori, su cui si fonda la speranza di espansione dei FSI, inizierà dall’anno d’imposta 2012, come si legge fra le righe del seguente articolo: http://www.nuovofiscooggi.it/attualita/art…egole-ufficiali

Leggi l’allegato “Storia legislativa dei Fondi sanitari integrativi

Tariffe professionali minime e massime

Interessante il documento del NENS, che critica un recente provvedimento del Governo che stabilisce tariffe minime e massime per i commercialisti, domandandosi se tale provvedimento non possa essere esteso alle altre professioni nonostante l’abrogazione dei limiti tariffari fatta dal famoso “Decreto bersani” del 2006, che tanti cambiamenti ha portato anche alla professione odontoiatrica.

Leggi il documento

10.000 interessati al Management in Odontoiatria

Annuncio ai lettori del Blog https://managementodontoiatria.wordpress.com/ che sono stati raggiunti i 10.000 visitatori dal suo  primo giorno di vita, il 24 settembre del 2009 . Il Blog contiene vari articoli e link a risorse utili per condurre con migliori risultati la gestione finanziaria, fiscale ed economica della professione odontoiatrica nella bonaccia della crisi. Ringrazio chi è arrivato al Blog e mi impegno a renderlo sempre più interessante e utile nei prossimi mesi. Paolo Bortolini

Interessante questo articolo del New York Post che fa capire meglio le logiche che stanno dietro gli investimenti di capitali privati nell’Odontoiatria

Private equity firms investing in dentistry – NYPOST.com.

GE.RI.CO. 2010 è fra noi (provvisoriamente)

Da pochissime ore è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione Beta (provvisoria) del programma per il calcolo degli “studi di settore” e le bozze delle istruzioni per la sua compilazione.

Ho esplorato in particolare VK21U, il nuovo “studio” per gli odontoiatri italiani al suo debutto (si vedano i precedenti post). Le novità sono importanti.

Per la maggioranza dei dentisti, il compenso da dichiarare per essere “congrui” è più alto rispetto all’anno scorso. La “stangata” è però mitigata dall’applicazione di ben tre “correttivi anticrisi” contro l’unico in funzione l’anno scorso; purtroppo uno solo riguarda la totalità degli odontoiatri mentre gli altri due ricorreranno solo in presenza di particolari condizioni. Bisognerà vedere nei singoli casi se l’aumento di fondo sarà compensato, e quanto, dai “correttivi”.

Nei prossimi giorni, dopo l’uscita della versione definitiva di GE.RI.CO. 2010, pubblicherò la “prova su strada” del programma e confronti puntuali con il “vecchio” UK21U.
Chi “freme” dalla voglia di avere maggiori informazioni, nell’attesa, mi può liberamente contattare al telefono o su Skype.

Capire di più per fare meglio. Come si vive nelle città europee

Ho trovato di grande interesse il rapporto statistico di cui allego il link. Mi ha interessato in particolare la possibilità di confrontare città e nazioni diverse fra loro. E’ in inglese (ma c’è anche in francese) e si intitola “La percezione della qualità della vita nelle città europee”. E’ il risultato di un sondaggio telefonico eseguito a novembre 2009 per conto della Commissione Europea. Da vedere!

Leggi il rapporto

La “prevenzione fiscale” comincia dal cluster: tabella di conversione da UK21U a VK21U

Da quando ci sono gli “studi di settore”, i contribuenti hanno acquisito familiarità, o almeno ne hanno sentito parlare, con il “cluster”, che in italiano si può tradurre “gruppo”. Il noto programma GE.RI.CO. (dicono “scaricabile” gratuitamente dal sito Agenzia Entrate dal 10 Maggio), per fare il suo lavoro, ahimè non sempre gradito, ha bisogno come prima cosa che gli si diano circa una decina di dati che assegneranno il contribuente ad uno dei quattordici gruppi, appunto i cluster, con cui il Fisco ha “fotografato” i dentisti italiani. Solo dopo aver assegnato il cluster è possibile procedere con gli altri calcoli dello “studio”. Ma è importante, ai fini pratici, essere stati assegnati dal GE.RI.CO. ad un cluster piùttosto che a un altro?

Ebbene si, è molto importante. Basti pensare che il calcolo finale del GE.RI.CO., cioè il compenso minimo che il Fisco si aspetta venga dichiarato per assegnare la patente di “congruità”, può essere molto diverso. Si pensi che la gran parte del calcolo finale (il compenso da dichiarare per essere congrui) è ottenuto dal GE.RI.CO. moltiplicando l’importo annuale di  alcune spese sostenute e delle ore lavorate per un coefficiente diverso per ogni cluster (per dare un’idea, nel nuovo VK21U “si pagano”, in termini di compensi da dichiarare:  per 100.000 €. di valore dei beni strumentali, da un minimo di 7.420 €. a un massimo di 27.500 €.; per 30.000 €. di spese per l’assistente da un minimo di 32.765 €. a un massimo di 48.830 €.; per 10.000 €. di laboratorio da un minimo di 10.370 €. a un massimo di 15.670 €.; per 1000 €. di bolletta elettrica o telefonica da un minimo di 1.220 €. a un massimo di 3.361 €.; per per un’ora di lavoro del Dentista da un minimo di 7,8 €. a un massimo di 31 €). Insomma, fra i 14 cluster ce ne sono di più o meno “cari” per il conto finale.

Far parte di un cluster o di un altro cambia le cose anche per quanto riguarda il rispetto degli indici di “coerenza” e “normalità”. Per quest’ultima, che da quest’anno è entrata a pieno titolo nel calcolo penalizzando chi dovesse superare delle “soglie massime”, relative a ben TRE indici (erano due in UK21U) il più “pestifero” dei quali calcola addirittura un numero minimo di ore lavorate da dichiarare, e un altro, chiamato “Incidenza delle altre componenti negative sui compensi” potrebbe far entrare nel calcolo dello “studio” delle spese finora mai considerate: spese per gli immobili, i leasing e gli interessi passivi. Ebbene, per il primo dei due, che si chiama “Rendimento orario del professionista”,  la “soglia massima” a seconda del cluster varia da un minimo di 40,43 €. a un massimo di 102,75 €., per il secondo, si va da 22 a 42.

Per concludere, rimane da porre la questione delle “cento pistole” (domanda difficile la cui risposta esatta meriterebbe una ricompensa di cento monete d’oro, tali erano le “pistole” di un tempo): è possibile “strappare” al GE.RI.CO. l’assegnazione al cluster migliore? Possibile è possibile, ma ovviamente non si possono raccontare bugie al Fisco che potrebbe sempre presentarsi alla porta per fare qualche domanda sui dati inseriti. Ci sono però delle strade virtuose da seguire per evitare di essere penalizzati ingiustamente (cioè “caricati” di un compenso da dichiarare eccessivo rispetto alla reale capacità economica dell’attività), e tutte partono da uno sforzo iniziale di conoscenza che il Professionista ha convenienza a fare personalmente, perchè solo lui conosce tutti i dettagli della sua attività.

Si tratterà di partire leggendo con attenzione le “specifiche” dei quattordici cluster, pubblicate nella “nota metodologica”, le quali indicano con dovizia di dettagli i dati medi dimensionali, organizzativi e di spesa degli appartenenti ad ogni cluster. Sarà così più facile riconoscersi nel “ritratto” che farà il GE.RI.CO., e se questo fosse poco fedele si tenga presente che in caso di mancata congruità ciò può essere valida causa di giustificazione al rifiuto di “adeguarsi”. Fatto questo, si dovrà imparare a usare il GE.RI.CO. e lavorarci fino a che il suo responso sia soddisfacente, cioè un cluster che ci rappresenti bene, guidati in questo sempre dalle indicazioni reperibili nella “nota metodologica”.

Nella mia esperienza sullo “studio di settore” dei dentisti, ho incontrato molti professionisti che hanno seguito questo percorso. Ad alcuni ho dato la mia consulenza e fornito dei programmi Excel capaci di guidare giorno per giorno questa ricerca di maggiore convenienza  per la fine d’anno. Con loro sono riuscito a condividere le mie conoscenze e ad avere incoraggiamento per continuare questa attività di supporto alla “prevenzione fiscale” che, nella legalità, cerca di evitare ingiuste distorsioni statistiche nell’applicazione dello “studio di settore”.

Per facilitare questa ricerca, desidero qui offrire un utile strumento che sarà sicuramente apprezzato: una “Tabella di conversione” della numerazione e della descrizione dei cluster di UK21U in quelli di VK21U. Per rendere più “frizzante” questo strumento, ho anche indicato la variazione percentuale del numero dei dentisti che fanno parte del singolo cluster dal vecchio al nuovo “studio di settore”. Vedi la tabella:

Confronto_cluster_studio_di_settore_dentisti

Le “pressioni” del Fisco, un bell’articolo

Suggerisco la lettura di questo articolo, Sole 24 Ore del 20/4/2010, che spiega bene e semplicemente alcuni punti molto importanti: che non essere congrui non significa subire automaticamente una richiesta di maggiori imposte; l’importanza di conoscere bene e personalmente lo “studio” per sostenere meglio un eventuale “colloquio” con l’Agenzia delle Entrate.

Leggi l’articolo

Habemus “Studio di settore”: tutto cambia con VK21U

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della “Nota metodologica” avvenuta il 31 Marzo 2010, i dentisti italiani hanno il loro nuovo “studio di settore”, con il quale dovranno confrontarsi quest’anno al momento della dichiarazione dei redditi del 2009. Da adesso in poi, chi vuole condurre attivamente la sua fiscalità già per l’anno in corso, potrà sapere subito quanto dovrà dichiarare l’anno prossimo per essere “congruo”, e magari scoprire come risparmiare  un po’ di tasse.

Come dovrebbe essere ben noto, con il calcolo dello “studio di settore” il Fisco associa ad ogni singolo contribuente un certo volume di incasso annuale potenziale, aspettandosi poi che quanto viene realmente dichiarato, cioè il totale delle parcelle emesse, sia almeno pari. Quando questa situazione si verifica, il contribuente è definito “congruo”.

Per i contribuenti che hanno un volume di incassi annuale inferiore a quello potenziale, è sempre aperta la strada dell”‘adeguamento”, cioè aggiungere nella dichiarazione annuale dei redditi la differenza fra l’incasso effettivo e quanto calcolato dallo “studio”. E’ chiaro che in tal modo si pagano più tasse, ma è proprio questo lo scopo ultimo degli “studi”, in base all’assunzione che se un contribuente incassa meno di quanto dice lo “studio” è in odore di evasione.

La qualità e correttezza del rapporto fra contribuente e Fisco allora, riposa sulla capacità dello “studio” di fare bene il suo lavoro, cioè riuscire a cogliere precisamente le singole situazioni, tenendo conto di tanti particolari, al fine di stabilire con attendibilità il volume di incasso che si dovrebbe dichiarare. Con VK21U questo risultato sembra più vicino, perchè la metodologia, molto diversa da quella di UK21U, rappresenta meglio che in passato le modalità di esercizio della professione e tiene in debito conto gli elementi individuali e territoriali dell’attività che prende in esame.

A mio parere, questo VK21U rappresenta uno strumento ben costruito, al quale la parola “evoluzione” ben si attaglia. La lettura delle 40 pagine della “Nota” (erano 26 quelle dell’analogo documento di UK21U), evidenzia infatti: a) la fine di un’impostazione dei calcoli per la congruità applicata dal 2000 e, b) una ben diversa “fotografia” dei dentisti italiani mostrata dagli attuali cluster.

 

In prima sintesi, le novità più rilevanti sono:

a) per il Fisco, dal 2009 il dentista può (o deve?) lavorare più ore. Infatti, dal massimo di 1800 ore usato da UK21U (peraltro in due soli calcoli), si passa alle 2400 dello studio di settore attuale (che lo impiega in ben sette calcoli e pure “pesanti”). Ciò potrebbe portare ad una maggiore difficoltà nel rispetto di alcuni valori minimi e a maggiori compensi da dichiarare;

b) di tre indici di “normalità” messi a punto quest’anno dal Fisco per “stringere” le varie categorie professionali, che se non rispettati porteranno ad un aumento del compenso da dichiarare, e che sembrano, a una prima analisi, abbastanza “cattivi”, i dentisti sono chiamati a rispettarli tutti, come capita agli altri medici ma diversamente da notai e ingegneri, che ne devono rispettare solo uno, e da avvocati, architetti e commercialisti che ne sono esonerati;

c) viene concesso uno “sconto” sul compenso da dichiarare dovuto alle spese per corsi ECM, ma solamente per il 45% circa dei dentisti e non si capisce il motivo di questa discriminazione;

d) dopo anni di onorato servizio, sparisce del tutto lo “sconto” dovuto all’acquisto di materiali per disinfezione e monouso, il “vecchio” D41, che era molto conveniente;

e) sono aboliti gli “sconti” per i dentisti con più lunga età professionale, ma ora sono previsti per i professionisti con meno di otto anni di attività. Qui per fortuna si va a sistemare una stranezza di UK21U, per cui tutti i dentisti fino a 22 anni di età professionale subivano un aumento della richiesta del Fisco.

f) compare un nuovo correttivo, che può essere a favore o contro in base al comune in cui si esercita, dovuto al peso di una variabile che si chiama “reddito disponibile per abitante”, ahimè calcolata su dati del 2003, quindi in periodo ampiamente pre-crisi.

Fra le novità, o forse fra le attese deluse, va anche menzionata l’assenza di riferimenti alle tariffe mediamente praticate, cosa che invece da anni è presente negli studi di settore di altri professionisti (vedere avvocati, architetti e ingegneri), e alla pratica di tariffe agevolate in base ad accordi per l’odontoiatria “sociale” (i nuovi “righi” D56 e D57 – vedi post precedente su questo blog –  sono perciò mere informazioni statistiche).

In prossimi articoli darò ulteriori indicazioni e proporrò delle simulazioni numeriche per vedere se questo nuovo VK21U è più o meno conveniente rispetto al vecchio “studio”.