Il rapporto “Abitanti per dentista attivo” in Europa

Il rapporto fra la popolazione di un Paese, o di una regione, di una città, con il relativo numero di dentisti è un indicatore usato per valutare due fenomeni: la possibilità di accesso alle cure della popolazione, più l’indicatore è basso meglio è perchè vuol dire che ci sono tanti dentisti a disposizione del pubblico; la quantità di clientela potenziale a disposizione del singolo dentista, più l’indicatore è alto meglio è perchè vuol dire che ci sono tanti pazienti per ogni dentista. La tabella mostra la situazione europea:

DENTISTIEUROPEI

Inflazione, dentisti e marketing nei dati ISTAT

E il marketing? Come possono i dati dell’ISTAT sui prezzi al consumo dare degli spunti a questo tipo di riflessioni, penseranno alcuni. Lo spunto c’è, e riguarda la possibilità che il lavoro dell’Istituto offre, di fare dei confronti nel tempo fra il grado di importanza, o di preferenza per capirsi meglio, che le varie voci di spesa hanno nel “paniere” dei beni e servizi consumati annualmente nella grande “famiglia Italia”.

Prendiamola alla larga. Sarà capitato a molti di trovarsi a fare o ad ascoltare discorsi del tipo: “La gente si lamenta ma poi i ristoranti sono sempre pieni (o ci sono sempre più “macchine grosse” piùttosto che telefonini costosi in giro, oppure la gente preferisce farsi vedere con il vestito nuovo “firmato” ma se ne frega del problema parodontale), ma se chiedi dieci euro in più per l’ablazione del tartaro magari vedi facce seccate”. Cosa c’è di fondato, di veramente generalizzabile, in queste parole? Quanto è importante per gli italiani la spesa per il dentista rispetto ad altri consumi e come questa graduatoria è cambiata nel tempo?

La risposta a queste domande viene proprio dal “paniere”, che cambia ogni anno proprio per rispecchiare al meglio gli effettivi comportamenti di acquisto della popolazione. Nel “paniere” infatti i vari beni e servizi sono ordinati in base a una graduatoria, detta “ponderazione”, che li classifica in ordine di importanza e preferenza. Osserviamo quindi come è cambiata questa graduatoria nel tempo:

CLASSIFICAINFLAZIONE

La tabella mostra quali sono i veri “concorrenti”, nella spesa del pubblico, dei dentisti, quelli sopra la voce “Dentisti”. Mostra anche quali di questi, nel tempo, sono stati “battuti” dai dentisti e da quali invece si sono fatti superare. Una attenta osservazione di questa tabella offrirà anche una valida idea dei rapporti fra bisogni, redditi, mode.

Inflazione e otturazioni

Il tasso di “inflazione” è una percentuale con cui si indica l’aumento medio dei prezzi da un periodo ad un altro, ad esempio l’anno, per i vari beni e servizi acquistati da una popolazione. L’ISTAT lo calcola facendo continue rilevazioni dei prezzi al consumo per un insieme di beni che, come se l’intera popolazione fosse una unica grande famiglia, rappresentano gli acquisti degli italiani: il “paniere”.

L’effetto dell’inflazione è del tutto reale, si tratta di una diminuzione, misurata quasi sempre in percentuale, della quantità di beni o servizi che una stessa quantità nominale di moneta riesce ad acquistare oggi rispetto al passato. L’importanza del tasso di inflazione la si capisce dallo spazio che stampa e televisione dedicano alle sue variazioni, perchè si tratta di un’informazione che contribuisce ampiamente alla formazione delle aspettative di cittadini e istituzioni, influenzando dunque i comportamenti di consumo e la politica economica.

Nel “paniere” ci sono anche alcune prestazioni odontoiatriche – otturazioni, estrazioni e ablazioni del tartaro – rappresentative della voce “Dentisti” perchè si ritiene che l’osservazione dei prezzi di queste prestazioni possa rispecchiare l’intera gamma di cure offerte dai dentisti.

Esiste quindi un contributo dei dentisti all’inflazione, dato dall’aumento medio dei prezzi di queste prestazioni. Si può dunque sapere, ad esempio, se i prezzi di queste prestazioni variano più o meno dell’indice generale, di quello di altri beni e servizi, dei prezzi praticati nel singolo studio:

INFLAZIONEDENTISTI

Lavorando con i dati della tabella, si arriverà a concludere che nel 2009 la moneta compra circa il 20% in meno di beni e servizi in generale, e circa il 28% in meno di otturazioni, estrazioni e ablazioni che nel 2000. Ciò significa che in questo periodo l’economia dei dentisti come categoria, ma è uguale per il singolo professionista, sarà realmente cresciuta solo se l’aumento percentuale degli incassi 2009 su quelli 2000 superasse di parecchio il 28%, altrimenti ha ristagnato: come è andata veramente? In una prossima pubblicazione sarà esposto anche questo dato.

Per aumentare il grado di significatività dei dati della tabella li propongo graficamente, aggiungendo anche l’andamento percentuale del PIL degli stessi anni (2009 primi due trimestri):

 GRAFICOINFLAZIONE