ENPAM: QUANTO “PESA” REALMENTE IL CONTRIBUTO ANNUALE?

I miei clienti utilizzano un software di mia creazione con il quale prevedere l’importo dell’Irpef dovuta alla professione già in corso d’anno, oltre che gli esiti finali dello studio di settore. Nel tempo, lavorando insieme, si è riusciti a sfruttare questo software per ottenere una serie di vantaggi fiscali: da una informazione anticipata sulla fatturazione, in modo da ottenere studi di settore a posto, ai giusti investimenti e spese da fare a fine anno per ridurre il peso dell’imposta e altri ancora. Finora, il contributo ENPAM non rientrava nei calcoli previsionali perché, come è noto, esso non viene conteggiato nell’ambito della determinazione del reddito professionale (quadro RE), ma in quella del reddito complessivo a fini Irpef (quadro RP). Però, sia il suo ammontare che la deducibilità dal reddito richiedevano una soluzione capace di far sapere, “tolto l’ENPAM” quanto restava dell’IRPEF. In sostanza, si voleva conoscere l’esborso per la previdenza al netto del “risparmio fiscale”.

La soluzione è stata trovata con un foglio di calcolo Excel che mostra una stima, anche previsionale, dell’importo da versare, lo suddivide in “Quota A” e “Quota B”, e infine calcola il suo valore detassato, che corrisponde a quanto effettivamente si “tira fuori” nell’anno per la pensione. Per completezza, è giusto dire che per conoscere il peso reale dell’esborso ENPAM, esso andrebbe decurtato non solo delle tasse che fa risparmiare, ma soprattutto del valore attuale dei flussi pensionistici futuri che da esso deriveranno, cosa che prevedo di poter mostrare in una prossima versione del foglio di calcolo.

Pubblico qui sotto uno screen-shot di questo foglio di calcolo (cliccare per ingrandire). Chi fosse interessato ad avere il foglio di calcolo funzionante, mi contatti telefonicamente allo 0498962688.

Si osservi, nell’immagine allegata, la particolare sequenza di conteggio di seguito descritta (l’ho costruita seguendo rigidamente il Regolamento Enpam, la particolarità è quella di misurare come prima cosa il contributo totale anziché le “Quote”, la B in particolare, come si vede in altre applicazioni del genere reperibili su Internet):

1) determinazione del reddito imponibile a fini previdenziali (nel calcolo si deve tenere conto della franchigia riservata agli iscritti di età inferiore ai 35 anni);

2) calcolo del contributo percentuale complessivo (il calcolo deve tenere conto della percentuale applicata in caso di superamento del massimale);

3) decurtazione della “Quota A” di competenza dal contributo complessivo ed ottenimento, per differenza, dell’importo di “Quota B”;

4) sottrazione dal contributo complessivo del “risparmio fiscale”, cioè della differenza fra l’Irpef da versare calcolata sul reddito professionale e quella calcolata sul reddito professionale al netto del contributo ENPAM.

CALCOLI_ENPAM

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