Belle auto: che ne dirà il Fisco?

Come “aperitivo” di futuri contributi che intendo fornire sull’utilizzo del “Redditometro” da parte del Fisco (art. 38 del DPR 600/1973, DM 24/12/2012 e Circolare 24 2013 dell’Agenzia), e sulle tattiche e strategie di “difesa” dai suoi eventuali eccessi, pubblico un succinto “botta e risposta” fra un Utente del Forum odontoiatrico “Odontoline.it”, di cui modero la sezione “Odontoiatria fiscale” e il sottoscritto, in merito ad un tema sempre di grande interesse: le automobili. Di interesse, nella mia risposta, l’idea che noto il proprio reddito imponibile, si possa stabilire una percentuale massima ideale entro cui tenere le spese di acquisto e gestione dei mezzi di trasporto posseduti o desiderati (automobili, ma anche motocicli ecc.). Con l’occasione, ricordo che strumenti pratici per la gestione della fiscalità dello studio dentistico sono ottenibili frequentando il CORSO PRATICO-INFORMATICO.

DOMANDA DELL’UTENTE DEL FORUM:

“Se io mi prendo una 2500-3000 facciamo anche 4000 ma non me la compro, la prendo in “noleggio operativo” ossia pago una quota di noleggio mensile comprendente assicurazione, gommista, tagliandi etc…in pratica devo solo mettere il carburante…risultò comunque proprietario, ergo soggetto a controlli di cui sopra, o non risultando proprietario dell’auto ma solo utilizzatore o locatario ( perdonate i se sbaglio qualche termine tecnico) divento “invisibile” come proprietario di auto over 2000?”

RISPOSTA DEL MODERATORE

“Colgo l’occasione della “chiamata in campo” per esprimere alcune anticipazioni, in prima battuta, sullo studio approfondito che sto conducendo sul “Redditometro”, che ora ha nuovo impulso a seguito della uscita delle istruzioni operative, pubblicate da ADE con la circolare 24 uscita pochi giorni fa. Darò più avanti indicazioni più precise (nel frattempo chi vuole può leggere il mio articolo “La formula della tranquillità fiscale” presente nel forum e nei miei siti). Certamente sarò pronto in occasione dei prossimi corsi.

Per quanto riguarda le modalità di utilizzo del mezzo (leasing, proprietà, noleggio), queste sono pari perché, ai fini della ricostruzione presuntiva del reddito del soggetto, si parla di “utilizzo” a qualsiasi titolo, fra quelli indicati, del mezzo. Dalla circolare citata è rimasto fuori l’utilizzo in comodato d’uso, credo sia una svista perché questo tipo di contratti (in sostanza auto intestata a un Terzo il quale la concede gratuitamente in comodato) devono comunque essere comunicati all’Anagrafe tributaria; per chiudere sul comodato, va detto che la ricostruzione presuntiva del reddito si potrebbe in questo caso basare solo sulle spese di gestione ma non sulla spesa per l’acquisto, cosa invero da non disprezzare.

La “soglia” dei 2000 cc. non esiste più da un pezzo, ora le auto sono “osservate” dai Kw fiscali. Infatti, esiste una tabella, che ho già pubblicato in questo topic (allegata in calce a questo articolo, nda), che per ogni tipologia familiare (quindi servirebbe a poco intestare a moglie/marito) e per ogni zona di residenza, fissa un valore medio “normale” di Kw fiscali: superarlo significa attivare alcune “antenne” dei sistemi informatici del Fisco (ricordo che i dati li ricava automaticamente dal PRA o dall’Anagrafe tributaria, visto che tutti i leasing e noleggi sono comunicati dalle società che li fanno).

Detto ciò, il punto rimane sempre la compatibilità del reddito dichiarato rispetto alla spesa. Per dare una prima idea di cosa sto facendo, incrociando le specifiche dell’ADE (la circolare citata) con i dati dell’Istat (consumi e redditi delle famiglie), si dovrebbe poter determinare una percentuale media di “coerenza” riferita all’acquisto e alla gestione delle auto e degli altri mezzi a motore in relazione al reddito imponibile familiare. Poniamo, per esempio, che per il tuo nucleo familiare questa percentuale possa essere del 15% (non siamo poi molto lontani dai conti del Fisco): se il reddito familiare fosse, putacaso, 100000, la spesa per trasporti privati (acquisto, noleggio, gestione) “coerente” annuale, di tutta la famiglia, sarebbe compresa, grosso modo, fra 15000 e 18000 (la spesa “base” più la “franchigia” del 20% prevista dal “Redditometro”). Se si spende di più, fra leasing-noleggio e spese di gestione, si è fuori.

Concludo aggiungendo che qualora il mezzo fosse usato anche per fini professionali, il suo “peso redditometrico” sarebbe l’80%. Per capirsi, se nell’esempio precedente la spesa annuale effettiva (somma dei canoni di leasing+spese di gestione) fosse 20000, se il Fisco chiama, gli si potrebbe dire (perché non lo sa) di togliere il 20% perché il mezzo ( o uno dei mezzi) è anche ad uso professionale, dimostrando così, con i dati usati per esemplificare, di rientrare nella soglia di “coerenza”.”

TABELLA MEDIE KW REDDITOMETRO

La “tranquillità fiscale” in una formula

Pubblico il link al pdf dell’articolo appena uscito sul numero 1/2012 de “Italian Dental Journal”: TRANQUILLITA_FISCALE

Siamo pronti a un sistema moderno di tassazione?

Vale la pena di sopportare quasi 20 secondi di pubblicità per (ri)vedere questo ben fatto e dettagliato servizio che ci fa capire come funziona un sistema fiscale moderno: redditometro, indagini finanziarie senza veli, richiesta esplicita delle imposte con prelievo diretto sul conto corrente, totale trasparenza, niente contanti. Questo è il “dove” il sistema italiano sta andando, ma gli italiani sono pronti?

Video Rai.TV – Ballarò 2011 -2012 – Il caso Francia (22/11/2011).

Online il software del nostro futuro fiscale: il Redditometro (per il momento sperimentale)

E’ da oggi prelevabile dal sito Internet di ADE la versione sperimentale del nuovo software “Redditometro”, che sarà obbligatorio usare per comunicare dati all’Agenzia, parimenti allo Studio di settore, in occasione di UNICO 2012.

La versione odierna del software non fa calcoli, ne stampe. Non si può quindi sapere la fatidica somma: il “Reddito di coerenza” ovvero quanto il Fisco si aspetta da noi come esito dei calcoli di UNICO. Comunque niente paura, “quella” cifra la si dovrebbe scoprire con la versione definitiva di febbraio.

In ogni caso è opportuno prendere visione del software già da ora, e prima del 31/12 per magari decidere di cambiare qualche programma di spesa, perchè la lista dei dati che dovranno essere obbligatoriamente comunicati è vasta e non è da sottovalutare l’impegno necessario per metterli insieme, specie se lo si vuole fare in modo ragionato (tenere presente che i professionisti hanno spese di tipo promiscuo, es. autovetture e telefoni, e non è chiaro se una voce come “Alberghi” vada inserita solo se afferente alla vita privata o anche per la parte professionale). I commercialisti potrebbero trovarsi in difficoltà a gestire questa nuova raccolta dati, son cose del tutto nuove anche per loro e oltretutto la gran parte dei dati richiesti non c’entra con la contabilità che normalmente loro tengono per i clienti; è bene quindi, a mio modesto avviso, darsi da fare.

Scarica: il nuovo Redditometro (versione sperimentale)

Rivoluzione fiscale prossima ventura: il primo vero annuncio.

Pubblico il link all’articolo di oggi, Sole 24 Ore, sul “nuovo redditometro” che, come si leggerà, sarà varato entro l’anno. A mio avviso è l’inizio di un radicale mutamento del Fisco: fra qualche anno (forse anche solo uno o due), nel “modello Unico” non ci sarà più da dichiarare quanto incassi e quanto spendi, ma cosa hai e come vivi.

Vai all’articolo

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