Dottore, cosa c’è nel suo prezzo?

Dottore, cosa c’è nel suo prezzo?

Prendo spunto da una fattura che ho ricevuto dall’ospedale di Padova per una visita, per proporre una mia antica riflessione: cosa c’è compreso nel prezzo di una prestazione? Se un paziente chiedesse al dottore: “come si arriva a questo prezzo?”, si sarebbe in grado di rispondere in modo convincente? E infine, un prezzo che mostrasse delle componenti, potrebbe consentire dei maggiori margini di trattativa con il paziente?

Vediamo il documento allegato. Una fattura sanitaria, come quelle che emettono tutti i medici, però il prezzo totale è spezzato: la prestazione del medico, quella del personale, una quota per l’amministrazione e una per le spese generali.

Intanto, dal punto di vista fiscale si conferma che aggiungere spese amministrative e generali, non fa perdere l’esenzione Iva sul totale.

Dal punto di vista del rapporto con il cliente mi viene in mente un contratto nel quale se il paziente chiede di spostare un appuntamento fissato si applica una quota spese, ma gli spunti sono anche altri. In particolare penso ad addebiti per costi specifici di materiali. Ma c’è anche un’ottica di relazione: cosa c’è nel suo prezzo, dottore? Se si volesse produrre una fattura spezzata? Il lavoro del medico, il materiale impiegato, l’amministrazione, il “servizio di disinfezione e sterilizzazione”, una componente assicurativa, e altro ancora le idee di tutti qui sono ben accette.

Dice, ma perchè complicarsi la vita? Vero, ma perchè non pensare a fare una cosa che non fa nessuno? Non è forse la differenziazione, l’unicità e soprattutto la NOVITA’ che produce successo di mercato? Oggi, con l’informatica e soprattutto organizzandosi bene prima, tutto è fattibile

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