2021: che la “riscossa” inizi dalla fatturazione!

Il 2020 ha portato molte novità per la fatturazione ai pazienti dei dentisti, delle quali è necessario tenere conto non solo per essere in regola, ma anche per migliorare la propria immagine nei confronti della clientela, cosa preziosa oggi più che mai. Infatti, c’è una grande differenza fra il mostrarsi informati, e perciò sicuri di ciò che si fa e dice, piuttosto che non saper dare risposte adatte alle tante domande che, sempre di più, i pazienti potrebbero fare alle persone che lavorano negli studi al momento del suggello del rapporto contrattuale, quello del pagamento delle cure.

L’occasione per sistemare la questione è già pronta, basterà partecipare al corso online sulla fatturazione al paziente odontoiatrico, oppure acquisirne la registrazione. Le quote prevedono la consegna di dispense.

Per fare esempi, si tratterà di sapere e di saper spiegare importanti novità, fra le quali:

  • coordinare l’onere del pagamento tracciato per avere il diritto alla detrazione della spesa sanitaria con l’intestatario della fattura;
  • quale tecnica di redazione della fattura potrà favorire il paziente nei confronti del Fisco;
  • come organizzare per bene la creazione della fattura al fine di adempiere correttamente e senza rischio di sanzioni al nuovo obbligo di invio mensile dei dati delle fatture al Sistema tessera sanitaria (sts);
  • cosa comporta per lo studio, e cosa dire ai pazienti che chiedessero informazioni, le nuove agevolazioni statali “cashback” e “lotteria degli scontrini”, anche in relazione alla presenza di un registratore di cassa in studio che, secondo alcuni, rientrerebbe fra i nuovi oneri a carico dei dentisti.

Per avere risposte dirette, precise ed esaustive, date con un linguaggio sintetico, chiaro, la partecipazione al corso online sulla fatturazione al paziente odontoiatrico, è la soluzione giusta.

Oltre agli argomenti già indicati, la partecipazione al corso, o l’acquisto della sua registrazione, offre i necessari chiarimenti e indicazioni operative, inclusive di suggerimenti per la gestione organizzata della comunicazione ai pazienti, per gli aspetti basilari della fatturazione al paziente:

  • la fattura si intesta sempre a chi ha avuto le cure?
  • a chi compete l’onere della marca da bollo?
  • è sempre necessario descrivere dettagliatamente le prestazioni?
  • si possono aggiungere spese per recupero di costi amministrativi? E molto altro ancora.

La partecipazione al corso online sulla fatturazione al paziente odontoiatrico consente ai presenti di porre domande al Relatore, e avere da lui subito soddisfazione, data la sua grande esperienza e preparazione specifica. Vi aspettiamo numerosi!

Un cordiale saluto e un grandissimo augurio per un buon anno nuovo.

Facciamo i conti in tasca al “Cashback”

Per i (pochi?) curiosi, quelli che guardano anche i numeri, ecco i conteggi del “Cashback”, l’operazione di restituzione di denaro riservata ai soli cittadini volontariamente muniti di smartphone o tablet (in spregio del principio costituzionale di eguaglianza del cittadino davanti alla legge dal momento che i cittadini che non lo posseggono sono a tutt’oggi milioni) che pagano le loro spese private con carte. Il “delirio digitale” fa si che la Pubblica amministrazione consenta, arbitrariamente, la fruizione di diritti a chi ha smartphone o tablet anzichè consentire a tutti (anche chi non ha smartphone paga con carte) di usufruirne con “normali” accessi a siti da PC e COMUNQUE presso uffici fisici. Continuiamo così.

Il denaro che tornerà nelle tasche dei cittadini (meglio, di un gruppo ristretto di cittadini, quelli muniti di smartphone e tablet), è denaro del (nuovo) debito pubblico. In pratica, lo Stato da a un gruppo di cittadini dei soldi che saranno alla fine pagati dall’intera collettività. Bene!

Ecco la tabella per i curiosi. Se qualcuno, conoscendo i valori delle transazioni con carte di pagamento, il loro numero in circolazione, il valore medio delle transazioni, il numero medio di transazioni annuali per carta si vuole divertire, provi a incrociare quei dati con quelli della tabella. E farci sapere.

Ah, per inciso, se il “Cashback” complessivo ottenuto dal gruppo di cittadini di cui si è detto dovesse superare i “tetti di spesa” della tabella, ciò che arriverà nelle loro tasche sarà “proporzionalmente ridotto”.

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CORSO PRATICO INFORMATICO  INDIVIDUALE ONLINE

CONTABILITA’ E AMMINISTRAZIONE ODONTOIATRICA

Il cashback va dal dentista: “Dottore, ecco il mio codice lotteria, lo registri!”

Da “Radio studio” il tam-tam delle notizie fa sapere che la “Lotteria degli scontrini” e il “Cashback” sono in questi giorni oggetto di domande da parte di pazienti che si presentano presso gli studi. Qualcuno riferisce che un paziente gli ha chiesto di frazionare artificialmente il pagamento della fattura, per avere il “Cashback”, qualcun altro racconta di pazienti che pretendono di utilizzare il loro “Codice lotteria” al momento del pagamento. E via discussioni e imbarazzi.

Per evitare di rendere ancor più sgradevoli queste situazioni, servono le giuste parole, specie per comunicare il diniego di accettazione del “Codice lotteria”, specie nei confronti di pazienti convinti, magari erroneamente, di poter invece godere delle agevolazioni. Una comunicazione ben studiata fa risparmiare tempo, elimina malintesi e migliora l’immagine di chi la fa. Niente di meglio che poter ascoltare i consigli e le indicazioni di un professionista esperto nella gestione delle relazioni economiche con i pazienti odontoiatrici.

Nel CORSO SULLA FATTURAZIONE AL PAZIENTE, di martedì 15/12/2020 da ore 9 a ore 12, sarà trattata questa novità e fornito un fac-simile di un testo utilizzabile per spiegare la situazione ai pazienti in modo efficace e diretto, nonché preciso.

Il corso è tenuto online, è acquistabile anche la sola sua registrazione, ed è utilissimo, anche in relazione alle importanti novità, e ai nuovi rischi, portati dall’entrata a regime dell’onere di pagamento tracciabile per poter usufruire, da parte del cliente, della detrazione Irpef del 19%. Partecipando in diretta, si ricorda, è possibile fare domande e ottenere risposte ai propri dubbi.

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Il prezzo delle cure ortodontiche. Il “marketing cartesiano” del passato

Tanti anni fa, seguivo i dentisti anche per quello che con molta circospezione si chiamava “marketing”. Lo facevo a modo mio, “da ragioniere”, cioè evitando di proporre teorie astruse e campate per aria, basate sulla sola pubblicità, come si vede fare oggi dal 99% di chi si offre ai dentisti, dunque cercando di offrire elementi razionali per far capire cosa, come, quando agire per ottenere risultati.

Questo articolo, del 1995, lo pubblicai in un momento in cui seguivo alcuni studi di sola ortodonzia, i quali, sentendosi “forti” della loro specializzazione desideravano evidenziare la qualità delle loro prestazioni utilizzando il prezzo elevato. La loro richiesta era di dargli aiuto nel creare metodi affinché se, poniamo, il prezzo di un trattamento nello studio del dentista “generico”, quello dove si recava “l’ortodontista con la valigia” fosse stato 1, il loro prezzo, doveva essere almeno 7,5. Ci riuscimmo.

L’articolo testimonia la ricerca tecnica che fu fatta per poi “passare all’azione” in modo razionale.

Oggi, ripesco questo reperto archeologico non per affermare che chi lo studierà riuscirà di sicuro a imparare come si fa a chiedere e ottenere prezzi molto più alti dei colleghi, servirebbero per questo molte più informazioni, ma diciamo per “vedere l’effetto che fa”. Francamente, lo trovo leggermente noioso, e forse non per tutti, però nel suo insieme è preciso nei concetti che propone con i suoi diagrammi cartesiani.

Dentisti e fattura elettronica: confermato, niente obbligo per il 2021! (e per il 2022)

Come si poteva ben desumere dalle importanti modifiche portate dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 19 ottobre 2020, ampiamente estensivo delle modalità di invio dei dati al Sistema tessera sanitaria (STS) da parte degli iscritti all’Ordine dei medici e degli odontoiatri, la bozza della legge di bilancio per il 2021 conferma ora che l’invio dei dati a STS sarà ancora sostitutiva del generalizzato obbligo della fatturazione elettronica fra privati previsto dal comma 3 dell’art. 1 del decreto legislativo 5 agosto 2015 nr. 127 (istitutivo dell’obbligo di fatturazione elettronica fra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato).

Infatti, nella bozza della legge di bilancio 2021 che circola da ieri si può leggere, al Titolo IV rubricato “Ulteriori disposizioni in materia di entrate”, quella dell’ art. 182, dedicato alle “Semplificazioni fiscali”, e in particolare il comma 4 che così dispone: “All’articolo 10-bis del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, e successive modificazioni, le parole “Per i periodi d’imposta 2019 e 2020″ sono sostituite dalle seguenti “Per i periodi d’imposta 2019, 2020 e 2021”. Si tratta dunque di una proroga, non di un’entrata a regime, del divieto previsto dall’articolo ora modificato di emettere fatture elettroniche con riferimento a quelle i cui dati sono da inviare al STS, cioè quelle emesse verso i pazienti persone fisiche, rivolto ai soggetti tenuti all’invio dei dati a STS.

Nella relazione illustrativa alla legge di bilancio 2021, questa proroga è motivata dalla persistente mancanza dell’individuazione di specifiche modalità di fatturazione elettronica per i soggetti che effettuano prestazioni sanitarie nei confronti di persone fisiche, cosa come noto resa ardua da questioni attinenti al trattamento dei dati personali dei pazienti.

Non poteva essere diversamente, viste le notevolissime modifiche apportate all’invio dei dati a STS: sennò, perché si sarebbe fatto tutto quel lavoro?

Ora, anche se in bozza, la sopravvivenza della fattura analogica e cartacea, con la sua fedele compagna marca da bollo, è assicurata anche per il 2021.

Questa novità, e molto altro, al prossimo corso online sulla fatturazione in odontoiatria. Vi aspettiamo!

Da dentista a società. Ma quanto conviene? Case study

Man mano che le difficoltà economiche aumentano, che la concorrenza di soggetti commerciali organizzati “morde” la pelle dei liberi professionisti, e non solo nell’odontoiatria, in certi casi, per “difendersi” meglio, si può valutare se vale la pena di organizzare la propria attività in forma societaria. Vi sono al momento anche delle spinte in tal senso da parte di associazioni di categoria.

Di solito il primus movens che induce a simili pensieri è l’auspicio di un possibile “risparmio fiscale”, seguito a ruota dalla speranza di riuscire a “salvare” il proprio patrimonio, o almeno una sua parte, se le cose dovessero andare male, se, in altre parole, ci si ritrovasse a un certo punto travolti dai debiti.

Se è l’aspettativa di un vantaggio fiscale quella che spinge il professionista a questo “cambio di pelle”, considerato che si tratta sempre di cambiamenti costosi nell’attuazione e reversibili di solito a caro prezzo, il buon senso suggerisce di valutare prima di muoversi se, rispetto alla propria situazione, ne varrà veramente la pena. Una accurata simulazione, è decisamente cosa più sicura rispetto al prendere per buoni i messaggi semplificatori e puramente propagandistici che circolano anche nel mondo odontoiatrico.

Rivolgersi ad un commercialista è di solito la cosa giusta da fare, in quanto servono valutazioni complesse, tenendo conto non soltanto dell’aspetto fiscale, ma anche di quello contributivo. Inoltre, tali valutazioni si devono condurre considerando che la presenza dei soci (sennò che società sarebbe?) introduce aspetti nuovi e diverse fiscalità da conteggiare se non si trattasse di colleghi odontoiatri.

In questo articolo si vuole presentare un nuovo software che utilizziamo nelle consulenze, eseguibili anche online, finalizzate alle valutazioni di convenienza di cui si sta parlando. Questo software mostra come sarebbe stata la tassazione al netto dei contributi previdenziali, o come sarà, se invece di operare come professionista si fosse operato o si operasse come società, di persone o di capitali, in relazione alla possibile varietà della compagine sociale: tutti dentisti o “mista”, con diverse percentuali di quote di partecipazione. Il software, nella versione “base”, gestisce le simulazioni per società fino a tre soci.

Le simulazioni valgono tanto per le società tra professionisti che per quelle commerciali, in quanto dal punto di vista fiscale e contributivo sono identiche, con l’eccezione del contributo Enpam sullo 0,5% del fatturato odontoiatrico che obbliga solamente le seconde (non considerato nella programmazione del nostro software ma che si può in ogni caso inserire manualmente).

I dati numerici utilizzati per questo articolo sono reali, si tratta dunque di un vero e proprio “case study” tratto da una consulenza prestata dall’autore.

Stimare il flusso di cassa

Iniziamo ad analizzare le funzioni del software. In primo luogo, è possibile, ma non indispensabile, utilizzare un apposito modulo per caricare i propri dati contabili relativi all’anno in corso, ad annualità passate e se si vuole anche alle previsioni future. Il modulo è personalizzabile sulla base delle convenzioni contabili che lo studio utilizza o su quelle del commercialista: in sintesi si tratta dei vari raggruppamenti in cui confluiscono entrate e uscite, o “conti”. Si veda l’esempio:

Per ogni utilizzatore può essere predisposto uno schema personalizzato sulla base della situazione contabile del commercialista. Si noti lo spazio giallo per eseguire previsioni voce per voce, il c.d. business plan, cosa che rende tutto assai più semplice. A destra, selezionando “Cash si o no”, si può avere una stima del flusso di cassa effettivo

Lo scopo di questo particolare modulo è, grazie all’impiego della colonna “Cash” dello schema mostrato nella precedente immagine, di generare uno schema sintetico del flusso di cassa (stima rapida) e consente poi, se lo si desidera, di inserire anche i suoi utilizzi, ottenendo così la variazione finale di liquidità netta dell’annualità considerata. Si veda l’immagine:

La simulazione fiscale e contributiva

L’imponibile fiscale, per il professionista come per la società, ha ben poco però a che fare con il flusso di cassa. L’incidenza delle imposte calcolata sull’imponibile perciò non può essere mai un indicatore del “quanto mi resta in tasca”. Analisi che proponessero quest’ultima conclusione sono perciò errate. L’imponibile fiscale di anni passati si desume dalla dichiarazione dei redditi e dell’Irap, e per l’anno corrente e i futuri da previsioni. Il nostro software, in uno speciale modulo che da qui si presenta, consente di inserire questi valori, e da questi esegue, automaticamente, la “trasformazione” della tassazione da quella del professionista a quella delle società. Attraverso un menù di navigazione ci si sposta nel modulo. Si veda la seguente immagine:

Il menù di navigazione del software

In testa a questo modulo viene riportato in sintesi il risultato della stima dei flussi di cassa se il modulo apposito, già precedentemente illustrato, è stato utilizzato. Si veda immagine:

Il dato sui flussi di cassa è riportato per poter paragonare la tassazione a valori effettivi, monetari, e non a valori fittizi quali sono gli imponibili fiscali. Il “quanto rimane in tasca” dopo le tasse è dato dunque dalla differenza fra il flusso di cassa e gli esborsi fiscali e contributivi, mai dalla differenza di questi ultimi con gli imponibili

Il primo passaggio per eseguire la simulazione “fiscalità del professionista VS società” è quello dell’inserimento in un apposita scheda del software dei dati desunti dalle dichiarazioni fiscali, o da loro previsione, per ottenere subito il calcolo della tassazione Irpef nazionale e locale, dell’Irap e della contribuzione previdenziale, la quale viene scontata dall’imponibile in quanto come è noto è da questo deducibile. Si veda l’immagine (l’utente inserisce i dati necessari solo nelle celle a fondo giallo, gli altri dati sono calcolati dal programma):

Il software calcola automaticamente la fiscalità locale, in quanto programmato per ogni regione e comune. La contribuzione tiene conto delle variazioni della aliquota contributiva Enpam intervenute nel tempo. Il software è già predisposto per l’inserimento degli importi di eventuali “crediti d’imposta”, in ordine alla stima dell’effettivo esborso per motivi fiscali

Ottenuti, istantaneamente, i dati visibili nella precedente immagine, il software esegue un calcolo di analisi percentuale dell’incidenza della fiscalità e contribuzione, prima sugli imponibili e poi sul flusso di cassa (se quest’ultimo è disponibile, per quanto si è detto). Si veda immagine:

Si noti come, nel caso esemplificato, ben si vede la diversa incidenza percentuale della tassazione complessiva sul reddito imponibile e sul flusso di cassa

Giunti a questo punto, si sono ottenute tutte le informazioni che riguardano fiscalità e contribuzione del professionista, dati che ora il programma è in grado di riprogettare in funzione di un ipotetico esercizio in forma societaria anziché professionale. In primo luogo, la simulazione richiede di indicare l’ipotetica compagine sociale. Nel caso qui presentato, il professionista odontoiatra intendeva associare il coniuge “laico” nonché “lavoratore”. Il software presenta allo scopo il seguente modulo:

Il software di simulazione riguarda il caso di soci solo persone fisiche. La versione “base” consente di simulare compagini societarie fino a max tre soci. L’inserimento dei nomi (qui per esemplificare si usano i generici “dottore” e “coniuge” è facoltativo

La prima simulazione eseguita automaticamente dal software riguarda le società di persone, commerciali e tra professionisti. Nell’esempio, non si sono assegnati compensi ai soci, in quanto nella società di persone, tassate per trasparenza, avrebbe poco senso in quanto non muterebbe “di un et” la tassazione. E’ possibile, come si vede, inserire “Eventuali deduzioni dal reddito consentite alle sole società”, se ce ne sono. Si veda l’immagine:

Si noti il calcolo del software: dal reddito di partenza, e dall’imponibile Irap, che sono quelli del professionista, è calcolata prima la tassazione della società e poi, in base alle percentuali di ripartizione degli utili decise dai soci, la rispettiva quota di utile. Quindi il programma, in base agli enti previdenziali scelti, calcola i contributi e li toglie dal reddito assegnato, si giunge così al reddito imponibile fiscale dei soci dovuto alla partecipazione nella società

Il software, e questo vale anche per la simulazione della società di capitali SRL, consente, per quanto riguarda i soci “laici” (non dentisti), di simulare la loro posizione lavorativa rispetto alla società calcolando la contribuzione di ben 10 diverse casse previdenziali (!), in pratica tutti i casi possibili, e precisamente:

Questa ampiezza permette ogni tipo di simulazione rispetto alle varie ipotesi di compagine sociale e di posizione del socio rispetto alla società

La prima simulazione, per le società di persone, termina con uno schema di analisi identico a quello già visto per il professionista:

La somma delle tassazioni dei soci, aggiunta a quella della società di persone, determina la tassazione globale della eventuale “conversione” del professionista in società di persone coinvolgendo un socio (nel nostro esempio il coniuge). Tale somma andrà confrontata con la tassazione del professionista del relativo schema

Si può notare che il coniuge, in qualità di “socio lavoratore”, diventa intestatario di contribuzione INPS, dunque si crea per lui una posizione pensionistica. Inoltre, la ripartizione su due “teste” di un reddito prima in capo al solo professionista, crea il fenomeno dello “splitting” (abbassamento dell’aliquota media dell’Irpef sul reddito totale), che è il principale responsabile del risparmio fiscale che, come si vedrà, il “passaggio” a società di persone consente. Peraltro, rispetto al professionista solo, vi è un aumento di esborso per la contribuzione previdenziale. Si tenga infine presente che nella società di persone il flusso di cassa, a differenza che nella società di capitali, può essere liberamente utilizzato per scopi personali, come avviene per la situazione professionale.

Il software conclude la sua simulazione presentando una tabella riepilogativa identica a quella già vista per il singolo professionista:

Si confrontino queste informazioni con l’analoga tabella del professionista

Veniamo dunque alla simulazione per le società di capitali, e segnatamente per la SRL odontoiatrica, commerciale o tra professionisti che sia. In questa particolare società, la tassazione della società e dei soci è nettamente separata, è dunque possibile “spostare” reddito dalla società ai soci e viceversa, cosa che se ben dosata può consentire una programmazione della tassazione e della contribuzione più efficiente rispetto alla società di persone e alla libera professione. Un software come quello qui in presentazione, è l’unico strumento davvero funzionale per testare le migliori soluzioni possibili. Simuleremo quindi: per il dottore l’assegnazione di un compenso annuale da lui fatturato per €. 45.000, per il coniuge un emolumento annuale come amministratore di €. 12.000. Si veda il risultato per quanto riguarda la tassazione Ires e Irap della società:

Si noti che il programma calcola la deduzione dei contributi del coniuge portandoli in riduzione del reddito sociale usato per la simulazione

Il software passa ora, sempre automaticamente e istantaneamente, alla simulazione degli imponibili personali dei soci della SRL derivanti dall’attività prestata per la società, in base alle rispettive percentuali di partecipazione agli utili e alle perdite. Si veda immagine:

Si sono mantenute le stesse percentuali di ripartizione dell’utile che nel caso già visto della società di persone. Si è ipotizzato che i soci prelevino la metà degli utili della SRL. Il programma calcola i contributi dovuti dai soci sia per quanto riguarda gli emolumenti da loro percepiti per servizi resi alla società, che per la loro quota di partecipazione agli utili. Le due contribuzioni così calcolate sono complessivamente deducibili dai rispettivi redditi fiscali

Il passaggio finale, anche per la simulazione fiscale del “passaggio” da professionista a SRL, riguarda la tassazione dei soci della società. Si veda l’immagine:

La somma delle tassazioni dei soci, aggiunta a quella della SRL, determina la tassazione globale della eventuale “conversione” del professionista in società di capitali coinvolgendo un socio (nel nostro esempio il coniuge). Tale somma andrà confrontata con la tassazione del professionista e quella della società di persone dei relativi schemi

Per la SRL valgono le stesse considerazioni che si sono proposte precedentemente per la società di persone.

Anche per la società di capitali SRL odontoiatrica il nostro software presenta la tabella finale per la sommatoria di tassazione e contribuzione, inclusiva delle analisi percentuali della loro incidenza rispetto al reddito professionale imponibile di partenza e rispetto al flusso di cassa. Si veda l’immagine:

Si confrontino queste informazioni con le due analoghe tabelle precedentemente proposte per il singolo professionista e per il caso della società di persone

La fase finale del lavoro di questo nuovo software di simulazione rispetto al passato, al presente e al futuro del confronto fra la tassazione del dentista libero professionista e quella delle varie forme societarie, tra professionisti o commerciali che siano, è una tabella di confronto dei vari esborsi per tasse e contributi che le tre diverse modalità di organizzazione offrono:

La tassazione e la contribuzione riferite alle società comprendono anche quella dei loro soci

La tabella finale mostra che il risultato di risparmio quando da professionista si passa a società, nel caso qui esemplificato di due soci, si ottiene sulla tassazione complessiva, calcolata al netto dei contributi previdenziali, Irpef, Irap e Ires. Tali risparmi non sembrano dipendere da legislazione più favorevole, ma dal fatto che ripartendo un imponibile fiscale su più “teste” si attenua la progressività dell’Irpef. Occorre inoltre tenere presente, per quanto riguarda la società di capitali, che a differenza della professione e della società di persone, la liquidità sociale non è liberamente disponibile, nella SRL, per impieghi personali dei soci, se non attraverso il prelievo dell’utile che però va tassato, e si può pertanto ritenere che quanto “rimane in tasca” ai due soci di SRL qui simulati, come si può agevolmente ricostruire dalle tabelle, è meno rispetto alle altre due configurazioni. E’ vero invece che, nel caso esemplificato, con le società si ottiene la creazione di una posizione pensionistica per il coniuge, cosa che nella professione singola non sarebbe possibile.

Il software esemplificato è utilizzato nelle consulenze “studio di fattibilità” prestate dal Dottor Bortolini. Anche online, in tempi rapidissimi sarà possibile, per chi è interessato al “passaggio a società”, ottenere delle stampe delle simulazioni costruite sui suoi progetti, desideri e possibilità. Con l’aiuto di un professionista esperto, si potrà, grazie a questo software, immaginare e testare con precisione le possibili diverse configurazioni societarie, fiscali e contributive. Per informazioni 0498962688

Operatori sanitari: dal 2021 invio mensile a Tessera sanitaria: occhio alla fatturazione!

Con l’emanazione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze del decreto 19 ottobre 2020, pubblicato in G.U. il 29 ottobre 2020 è stato disposto:

·         di estendere i dati che devono essere trasmessi a STS includendo la modalità di pagamento, il tipo di documento fiscale (fattura o documento commerciale-scontrino), l’aliquota ovvero la natura Iva della singola operazione;

·         di modificare il termine temporale dell’invio dei predetti dati al STS, che per le spese sanitarie sostenute dal 1 gennaio 2021 da annuale diventa mensile;

·         di prevedere comunque la trasmissione a STS dei dati delle spese sostenute dal 1° gennaio 2021 anche se oggetto di opposizione espressa al loro invio da parte del cliente del medico.

Rimangono al momento invariate le previste notevoli sanzioni per omissioni, errori, ritardi negli invii.

Per gestire senza rischiare sanzioni questi 12 (!) nuovi invii telematici mensili, sarà importantissimo sapere come evitare errori nella fatturazione, con riferimento alla modalità di pagamento. Si tratterà di decidere se e come inserire particolari diciture in fattura, e soprattutto di essere sicuri che la trasmissione dei dati al commercialista che si occuperà degli invii a STS avvenga in modo corretto. Nella prossima edizione del corso online sulla fatturazione in odontoiatria si affronterà il tema con indicazioni pratiche. Non mancate! (è possibile acquistare la sola registrazione del corso).

Fatturare è tutto. Anche in odontoiatria

Il corso online sulla “Fatturazione odontoiatrica”, è l’unica occasione per apprendere in un tempo ridottissimo regole e segreti di questa fondamentale procedura amministrativa.

Nella prossima edizione del corso, saranno date delucidazioni sulle ultimissime prese di posizione dell’Agenzia delle entrate su: aggiunta di spese amministrative in fattura oltre al corrispettivo per le cure prestate; marca da bollo; diversità fra intestatario fattura e chi materialmente paga.

In fondo a questo testo, il link per l’iscrizione.

Ecco il programma:

LA FATTURAZIONE AL PAZIENTE ODONTOIATRICO.

DOMANDE E RISPOSTE

Il contenuto della fattura odontoiatrica

  • Le parti ideali della fattura, conoscerle per non sbagliare
  • Se gli importi fatturati sono diversi da quelli preventivati, è un problema?
  • E’ sempre necessario dettagliare le prestazioni in fattura?
  • Si può fatturare altro oltre alle prestazioni mediche?
  • Con quale dicitura inserire in fattura dei “costi Covid”?
  • Ciò che si può mettere in fattura, è sempre esente dall’Iva?
  • Le contestazioni del Fisco in punto di descrizione delle operazioni in fattura (cenni)

La fatturazione e il recupero della spesa per il bollo

  • Chi, e quando, è obbligato ad apporre la marca in fattura?
  • E’ legale chiedere il rimborso della marca al cliente?
  • Come redigere la fattura per chiedere il rimborso del bollo
  • Evitare gravi rischi causati da errori nella fatturazione della marca da bollo
  • Come comportarsi se le fatture sono spedite per email?

A chi intestare la fattura: al paziente o a chi paga?

  • La “rivoluzione” causata dall’obbligo di pagare tracciato per la detrazione
  • I rischi fiscali e penali degli errori di intestazione (cenni)
  • Le precauzioni da prendere per evitare i rischi
  • Quali rischi se il paziente paga con una carta di credito non sua e non lo dice?
  • Se paga il fidanzato, o il nonno, a chi intestare?
  • E se il paziente è minorenne?

La fattura si deve emettere sempre al momento dell’incasso?

  • Incassare oggi, fatturare entro 12 giorni o…il mese dopo
  • Cosa fare quando si superano i termini di legge per l’emissione

Domande e risposte

Il Relatore risponderà a quesiti specifici posti dai partecipanti durante il corso.

MATERIALI

1^ dispensa con le diapositive del corso con esempi di script per la comunicazione con i pazienti. 2^ dispensa con testi illustrativi dei seguenti argomenti: marca da bollo; descrizione delle operazioni; prestazioni gratuite.

DURATA

Due ore e mezza più trenta minuti per le domande e risposte

ABSTRACT

La fattura è ben di più che un mero adempimento tributario. Essa è il punto terminale della filiera produttiva odontoiatrica, che comprende anche, e in ogni sua fase, importanti aspetti di relazione: si inizia con la visita, si passa per il preventivo, da tempo obbligatorio per legge, si arriva alla conclusione del rapporto contrattuale con il paziente di cui, appunto, la fattura è il suggello. Gestire bene quei passaggi, aiuta certamente lo studio a differenziarsi, a migliorare l’immagine e, in definitiva, a lavorare meglio.

Dal punto di vista dello studio, occorre avere ben presente che la fattura, non appena emessa, diventa la base della contabilità interna, dunque del controllo della gestione, ed esterna, quella tenuta dal commercialista ai fini dichiarativi e adempimentali. Conviene allora saperla fare precisa, senza errori.

Questo corso, che offre quanto serve per la gestione della fatturazione verso il paziente persona fisica, va allora frequentato sia perché consente di avere le risposte alla più dibattute domande sulla questione “fatturazione odontoiatrica”, e così acquisire maggiore sicurezza nelle procedure amministrative dello studio, e ridurre il rischio di sanzioni, sia perché l’argomento è presentato in modo da consentire, a chi ne coglierà anche questo aspetto, di utilizzarlo per migliorare la competitività dello studio.

La completa conoscenza delle regole della fatturazione, va infatti vista come una “marcia in più”, l’occasione per differenziarsi e rinforzare la qualità della relazione con il cliente. Si pensi ad esempio a quanto gradito può risultare al paziente, sentirsi assistito, nei momenti del pagamento al fine di evitare errori che gli precluderebbero la detrazione fiscale.

Il corso in programma, il cui Relatore si può considerare a pieno titolo un vero esperto della materia, offre apprendimento e chiarimenti su ciò che deve essere ben presente nelle competenze del dottore e degli ASO, offrendone una visione profonda e in grado di aiutare a trasformare queste conoscenze in maggiore sicurezza, migliore immagine e minori rischi. In definitiva a dare, allo studio, più autorevolezza.

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI

Agevolazione per sanificazione e DPI, scadenza 7/9. Consigli pratici

Lunedì sette settembre 2020 è l’ultimo giorno utile per presentare per via telematica all’Agenzia delle entrate la domanda per il “bonus” sulle spese, già sostenute e da sostenere nel 2020, per “sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.”. L’agevolazione è data nel limite di spesa di €. 200 milioni.

Si sta parlando delle previsioni disposte dall’art. 125 del Decreto legge 19/5/2020 nr. 34, il c.d. “decreto rilancio”.

A domanda accolta, si avrà il diritto a un “credito d’imposta”, un contributo a fondo perduto realizzato con la diminuzione dell’importo delle imposte da versare allo Stato. L’agevolazione in esame inoltre, a differenza di altre, non va ad aumentare l’imponibile ai fini delle imposte sul reddito e dell’Irap, ed è cumulabile con altre eventuali agevolazioni spettanti. Ha diritto all’agevolazione una vasta gamma di soggetti, fra cui i liberi professionisti.

La domanda va inviata entro la scadenza per via telematica, direttamente dall’interessato o tramite un intermediario. Nella domanda si deve indicare:

·         l’importo delle spese agevolate che si sono già sostenute fino al mese precedente la data di sottoscrizione della domanda, che non è detto corrisponda a quella dell’invio;

·         l’importo delle spese da sostenere dal mese della sottoscrizione della domanda e fino al 31 dicembre 2020.

Ad esempio, se si sottoscrive la domanda in agosto, pur inviandola a settembre, le spese già sostenute da indicare sono quelle da gennaio a luglio, mentre quelle da sostenere fino a fine anno quelle da agosto.

In alternativa, ci si può limitare ad indicare o solo le spese già sostenute, e in tal caso si manifesta il disinteresse per l’agevolazione per quanto riguarda le spese ancora da sostenere. Oppure solo le spese ancora da sostenere.

Fatta la somma delle due voci di spesa, nella domanda si deve indicare anche l’importo del credito d’imposta previsto dalla norma, il 60% di quella somma, che come vedremo non corrisponde però con certezza a quello spettante. Esso è infatti definito dalla stessa Agenzia delle entrate un “credito teorico”, in ogni caso non dovrà essere superiore a 60.000 €.

Le incertezze sul “quantum”

Il credito effettivo che spetterà infatti, in forza del limite dei 200 milioni di euro, sarà pari al credito inserito nella domanda però moltiplicato per una percentuale che l’Agenzia calcolerà rapportando il limite dei 200 milioni di euro alla somma del credito richiesto in tutte le domande pervenutele. Solo nel caso in cui l’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti risulterà inferiore al limite di spesa, la percentuale sarà pari al 100 per cento. Altrimenti, se il volume dei crediti richiesti sarà maggiore di 200 milioni di euro, la percentuale sarà minore, e il credito spettante sarà alla fine una frazione di quel 60% “teorico”.

La cosa ovviamente non è di poco conto, in quanto se l’importo finale del “bonus” dovesse ridursi di molto, considerando che l’utilizzo del credito d’imposta esporrà a controlli fiscali, per qualcuno il gioco potrebbe “non valere più la candela”. Ma fino all’undici settembre, a domande ormai presentate, non si potrà conoscere l’importo effettivo cui si avrà diritto: un’agevolazione con la suspence. Si può comunque presentare la domanda magari sulla base di preventivi dei fornitori di beni e servizi agevolabili, una specie di “quaderno dei desideri”, e vedere poi se ne varrà la pena e magari eventualmente farne nulla, cioè non utilizzare il credito d’imposta.

E’ vero però che quanti più saranno gli aventi diritto che, per cercare di “approfittare” di questa agevolazione, inseriranno nella domanda alti volumi di spesa, e magari i loro “desideri”, tanto minore sarà il credito effettivo che sarà concesso. Una cosa forse un po’ strana

Consigli pratici

Indipendentemente dalle incerte prospettive sopradescritte, in attesa di sapere, il giorno 11 settembre, a quanto effettivamente ammonterà il contributo statale, nulla osta ad inoltrare la domanda, sia per DPI vari che per attrezzature, queste ultime purché necessarie ai processi di sanificazione, ma non si deve indicare una cifra a caso. Il consiglio è perciò quello di costruirsi una lista degli acquisti che si ritiene si debbano fare, considerando anche che si può fare scorta di DPI plausibilmente senza temere conseguenze del tipo “guantometro”, basandola però su appositi preventivi scritti ricevuti dai fornitori, su prezzi desunti da precedenti fatture o da cataloghi aggiornati. Documentazione da conservare in vista di eventuali futuri controlli. Qualora poi non si ritenesse, alla fine, di accedere al beneficio, vuoi per scarsa convenienza, vuoi perché si rinunciasse ad effettuare gli acquisti previsti come sopra, si è liberi di farlo.

Si ricorda infine che per quanto riguarda le spese per le attività di di sanificazione, l’agevolazione è subordinata alla presenza di una (auto)certificazione con la quale si dichiara che dette spese sono finalizzate ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus Covid-19. Tale documento dovrà attestare la conformità delle azioni intraprese ai “protocolli di regolamentazione vigenti” (es. protocollo condiviso fra le parti sociali del 24/4/2020, pubblicato in G.U. nr. 198 del 8/8/2020; “indicazioni operative” per l’odontoiatria Min. salute; altri). Per le attrezzature, l’agevolazione è subordinata alla presenza delle dichiarazione di conformità delle stesse ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea.

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“Effetto Covid” nello studio dentistico. Misuralo con Excel!

L’effetto della riduzione delle attività per i noti motivi, si è fatto ovviamente sentire anche presso gli studi dentistici. Si comincia ora a “fare la conta dei danni”.

Si va a guardare quanto si era “prodotto” nel 2019 e lo si confronta con il 2020. Molti dentisti, ed è logico, misurano le variazioni in percentuale. Fa sempre effetto ed è una valida spiegazione dei fatti. Però non guasta di sicuro trasformare la percentuale in giorni e mesi.

Mi spiego. Un conto è dirsi (e magari dire ai colleghi nei social) che: “quest’anno, per il Covid, ho prodotto il 25% in meno”. Altro è invece formulare la stessa misurazione ma in termini di tempo: “quest’anno, per il Covid è come se avessi lavorato un mese e mezzo di meno”. Il linguaggio, le stesse parole, come si sa, hanno effetto sui pensieri, sulle sensazioni. Perfino sulle emozioni! E magari per qualcuno ragionare in mesi, o giorni, invece che in percentuale, risulta più chiaro e chissà che non saltino fuori dei migliori pensieri per affrontare le cose.

Da adesso in poi, questo articolo si rivolge ai “precisi”, a quelli che non hanno timore dei numeri, e dunque utilizzano Excel, o altro “foglio elettronico”, per gestire la loro vita economica e non solo. Si può infatti, con poco sforzo, creare un foglio di calcolo che a partire dai dati dello studio faccia capire com’è la situazione. Vediamo come.

Dati necessari

“Fatturato”: gli incassi degli stessi periodi del 2019 e del 2020;

“Produzione”: il valore delle prestazioni eseguite negli stessi periodi del 2019 e del 2020.

Domanda: perché Bortolini ci dice di guardare anche alla produzione e non solo agli incassi? Risposta: ma perché, cari dentisti, se non la si smette di guardare solo agli incassi e non al valore prodotto, la vostra analisi sarebbe, parafrasando il Vate, “mutilata”. Infatti, parte degli incassi del 2020 potrebbero essere riferiti a periodi “pre-Covid”, quindi non rispecchiare del tutto la reale situazione. Invece la “produzione”, nel giudicare la situazione economica presente e dell’attuale futuro, non mente mai.

Il foglio Excel (o di altro foglio elettronico, ma Excel è meglio)

Passo 1: Procurarsi i dati necessari, dai sistemi in uso in studio. Con un minimo di pratica si tratta di dati che si possono prelevare direttamente, come foglio Excel, dai vostri gestionali, aggiornati in tempo reale;

Passo 2: Creare in un foglio Excel vuoto il seguente schema (o simile, dipende dai gusti):

La data del giorno dell’analisi “post-lockdown” ovviamente sarà quella del giorno, o altra a vostro piacere.

Passo 3: Riportare nello schema da voi creato i dati necessari (N.B.: per vedere bene le immagini, clicca sul titolo di questo articolo):

ANALIZZACOVID2

Passo 4: inserire nelle altre celle del foglio elettronico le necessarie formule:

ANALIZZACOVID3

(tutti sanno che le lettere e i numeri corrispondono a celle del foglio di lavoro, Ça va sans dire);

Passo 5: contemplare il risultato:

ANALIZZACOVID4

Allora. Uno può dire: “a fine lockdown avevo perso ben il 40% della produzione. Un po’ meglio è andata con gli incassi.”. Ma anche:”Dal punto di vista della produzione, è stato come se avessi lavorato quasi due mesi in meno, da quello degli incassi un mese e mezzo”.

Continuando a far parlare il dentista appassionato di Excel: “Per fortuna a oggi sono in pieno recupero, infatti dal punto di vista della produzione ho recuperato mezzo mese di lavoro, e spero entro fine anno di avere recuperato tutto!”.

Evviva Excel. Buona estate

Già che ci sei, vedi anche:

I rapidi conti del dentista forfetario

Odontoiatria Riparte: le Decisioni sui Prezzi Da Chiedere. Corso Online

Costo orario dello studio dentistico (5^ e ultima puntata): la trasformazione “magica” del denaro in tempo

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