Dalla Clinica al Reddito. Nuovissimo corso a Milano!

(the newer one-day course of mine: “From the clinic to improving of income”, Milan, Italy, 2/27/2015)

Con grandissima soddisfazione, insieme a Odontoline.it, organizzatore dell’iniziativa, presentiamo il programma di un corso “Nuovissimo” pur avendo oltre vent’anni alle spalle. L’edizione in programma a Milano il 27 febbraio 2015, mantiene l’impostazione didattica del precedente “Tecniche pratiche per migliorare liquidità, rendimento e fiscalità”, quindi lezioni attive con numerose esercitazioni pratiche, ricco materiale stampato, il file Excel per applicarsi subito, l’assistenza Interne dopo il corso. Con trenta minuti in più nella durata, si vuole anche dare ancora più spazio alle domande e ai casi dei partecipanti. Unica “pecca”, il limitato numero di posti a causa della capienza della sala.

Consulta la presentazione: Corso di un giorno Dott. Bortolini

Scarica la: brochure del corso

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730 precompilato e dentisti: in Finanziaria le attese modifiche. Tutto a posto?

(an Italy’s tax law topic)

La L. 208/2015 “di stabilità” (ex “Finanziaria”), all’art 1 comma 949, in modifica degli artt. 1, 3 e 5 del Dlgs. 175/2014, affronta e forse “risolve” le questioni controverse:

– estende l’obbligo di comunicazione (com’era prevedibile) alle strutture “autorizzate” (s. associati, società commerciali), peraltro “per le prestazioni sanitarie erogate a partire dal 1/1/16”;

– modifica il testo ove riguarda gli iscritti a OM, cambiando le parole riferite alle fatture da inviare da “prestazioni erogate NEL 2015”, a “prestazioni erogate DAL 2015”, come interpretare questa modifica non saprei; a botta mi verrebbe da dire che, in coerenza con quanto è stato deciso per le società, l’obbligo di invio per il 2015 non sussisterebbe più, ma il testo è sibillino, infatti, sembra più fatto per correggere una svista precedente: se scrivo “nel 2015” intendo che si devono inviare solo quelle di quell’anno, se scrivo “dal 2015” anche quelle degli anni successivi al 2015 (e se, come sarà, è così, non v’è dubbio che si è creata una discriminazione fra i professionisti e le società, come giustificarla?);

– estende l’obbligo di comunicazione anche per le fatture fatte a chi non manda il 730 precompilato, cioè a “tutti i cittadini”;

– ribadisce la sanzionabilità delle omissioni e degli errori negli invii;

– conferma l’attenuazione delle sanzioni per violazioni “lievi”, ma condizionandole di fatto al comportamento più o meno corretto/informato del vs. cliente in fase di dichiarazione (quindi il rischio di non poter usufruire dell’attenuazione in caso di errori o dimenticanze è alto).

Allego testo del provvedimento in pdf: Legge_STABILITA_2015_comma_949

Corso pratico di amministrazione e management per l’Odontoiatra 2016, VIDEO di presentazione

L’organizzatore di questo corso, Odontoline.it, ha pubblicato un VIDEO di presentazione dell’iniziativa e le date fissate per il 2016. Buona visione!

Svolto a Milano l’incontro “Contabilità e fisco” del Corso pratico-informatico di management per l’Odontoiatra

Nei giorni 1-3 Ottobre 2015 si è tenuto a Milano l’incontro in programma del “Corso pratico”, dedicato all’amministrazione contabile e fiscale dello studio dentistico. Ringrazio i partecipanti e Odontoline.it per la consueta impeccabile organizzazione.

Aula corso pratico CEF ottobre 2015 Milano

Aula corso pratico CEF ottobre 2015 Milano

Le novità del corso di management per dentisti del 17 ottobre a Milano

Desidero far sapere che a Milano, il giorno 17 ottobre prossimo, sabato, si terrà il corso di una giornata intitolato “Tecniche pratiche per migliorare liquidità, rendimento delle prestazioni e fiscalità”. Si tratta di un’iniziativa ampiamente collaudata e frequentata con soddisfazione da numerosi partecipanti, organizzata da Odontoline. Oltre a quanto si può leggere sul programma, consultabile qui vedi programma, come di consueto in ogni nuova edizione ci sono alcune addizioni, e in questa:

Le novità del corso 17 Ottobre

Per l’analisi dei costi delle operazioni, un nuovo schema di calcolo si aggiunge quello che consente di determinare il tempo massimo dedicabile ad una seduta per non rimetterci. Il nuovo schema consente di calcolare il prezzo di una prestazione o piano di cura in base a una percentuale di guadagno da raggiungere, il guadagno previsto ed infine calcola di quante volte sono stati moltiplicati i costi per ottenere quel prezzo. Il tutto inserendo tre informazioni.

Verrà consegnato e illustrato un interessantissimo nuovo foglio di calcolo, che con sole cinque informazioni, disponibili in tutti gli studi, consente di sapere quale dovrebbe essere l’incasso minimo mensile per il singolo paziente in cura, anche in funzione dell’organizzazione dell’agenda. Tale nuovo schema si abbina al concetto di gestione globale del credito verso clienti, e permette di controllare in modo preciso la copertura del fabbisogno mensile di liquidità anche in presenza di pazienti che non pagano o pagano meno degli altri.

Per il fisco, oltre al consueto importante argomento della fatturazione delle prestazioni, il Relatore esporrà per la prima volta delle considerazioni personali sulla questione delle operazioni “al nero”. Inoltre, mostrerà il conteggio con cui il Fisco può ricostruire incassi non dichiarati a partire dai materiali acquistati.

Per quanto riguarda il programma già pubblicato, sarà affrontata in modo più specifico la questione degli incassi per contanti e dei versamenti in banca e sul come si organizzano e si fanno le attività di controllo amministrativo in studi di ogni dimensione.

Per le iscrizioni, fare riferimento a quanto indicato nel programma.

La

La “scena” dell’ultima edizione a Milano, maggio 2015

Dal dentista: quando i pazienti “tirano indietro” sui pagamenti

Dal forum “Gestione dello studio”, di Odontoline.it, di cui sono il Moderatore, pubblico la mia risposta ad un topic intitolato “Pazienti che non pagano”, il cui autore così scrive: “Buongiorno, come vi comportate voi con pazienti che non pagano e spariscono? Avete utilizzato dei metodi come la cessione o recupero del credito? Se si a quali società vi siete rivolti?”. L’argomento è ovviamente di grande attualità. Pubblico la mia risposta, corredata da un esempio di un foglio di calcolo per Excel visibile in calce all’articolo.

“I tempi sono difficili e molti “tirano indietro” sui pagamenti per cause di forza maggiore. Del resto, la gestione di incassi dilazionati dai clienti è da sempre connaturata alla vostra professione e, come si dice, “di necessità si deve far virtù”. Questo problema non si affronta centrando l’attenzione sui singoli casi (le “fregature”), di solito sono poche e per sperare di evitarle ci si affida al “naso”. Un margine di prestazioni non pagate comunque è del tutto naturale, ma non dovrebbe superare il 10% dell’eseguito, ed è già davvero troppo.

L’approccio deve essere globale, centrato cioè sulla massa dei pazienti in cura, fra i quali ci sarà chi paga “lento” e chi paga “rock”: i secondi sovvenzionano i primi, l’importante è riuscire a incassare quanto serve per fare fronte ai propri impegni di pagamento a fine mese. Questo approccio globale è da tempo fra gli argomenti dei miei corsi. Servono però dei numeri, ma che siano chiari, altrimenti si perde tempo e magari si sbaglia pure.

Ad esempio, se si potesse sapere a quanto deve ammontare l’incasso minimo mensile da ottenere dai singoli pazienti che vengono in studio per far fronte al proprio fabbisogno, si potrebbe scoprire che se un paziente versa poniamo tre volte quell’ammontare, ad altri due che in quel mese non riescono a versare si possono offrire le prestazioni necessarie senza soffrire. Il mese dopo, magari, i due “beneficiati” verseranno, avviando una specie di “staffetta” che occorre monitorare per accorgersi se si sta autoalimentando.

Allego uno schema per fare il conteggio menzionato, è un’immagine di un foglio Excel che ognuno si potrà replicare. A chi lo farà, suggerisco di fare diverse prove cambiando i valori su fondo giallo, e in particolare quello contrassegnato con la lettera F. Non mancheranno interessanti scoperte.”

INCASSO_MINIMO_MENSILE_PER_PAZIENTE

Rendimento dello studio dentistico: un caso di successo grazie ad una vera informatica gestionale

Presento un’elaborazione dei dati di uno studio dentistico mio cliente (è l’immagine visibile al fondo dell’articolo). Per “mio cliente”, s’intenda questo: i titolari dello studio, dottore e moglie, quarantenni, hanno partecipato ai corsi organizzati da Odontoline.it, prima quello di una giornata, poi i due pratici nei quali hanno ricevuto i software Excel da me programmati per la gestione quotidiana della contabilità interna, della fiscalità e dei ricavi e costi delle operazioni cliniche. Finito il periodo di assistenza compreso nelle quote dei due corsi pratici, i titolari hanno continuato con me un rapporto a pagamento, che include un’attività di revisione dei loro dati. Tutto questo ha avuto inizio nel novembre 2013. Lo studio è un monoprofessionale con due poltrone sito nel Nord Ovest Italia. Il dottore esegue tutte le prestazioni, incluse quelle di igiene e profilassi, mentre per l’ortodonzia si avvale di un collega consulente.

Come è noto a chi ha un po’ di preparazione informatica e ha un po’ riflettuto sulla gestione del suo studio, la maggior parte dei gestionali odontoiatrici “del commercio” è da ritenersi parecchio carente sul piano amministrativo e del controllo di gestione. Ad avviso di chi scrive, non si può comunque pretendere più di tanto da questi programmi “universalistici”, i quali riescono in ogni caso a fornire validi e necessari supporti al dentista, quali la documentazione clinica, la scrittura automatizzata di testi, la contabilità del singolo paziente e, cosa assai importante e complessa da gestire con l’informatica, la fatturazione delle prestazioni. Per amministrare lo studio, cioè per sapere come davvero stanno andando le cose, e come stanno per andare, servono dei programmi specialistici, da inserirsi fra il “gestionale” e l’opera del commercialista, che ne rimangano però del tutto indipendenti e ulteriori. Uscire da questo schema facendo delle commistioni, da ritenersi innaturali, fra le funzioni e le procedure dei tre sistemi amministrativi appena menzionati, porterà inevitabilmente a non avere il necessario controllo della situazione, a non sapere bene cosa fare per i prezzi, gli acquisti, le spese, le tasse.

Tornando al nostro “caso”, questo studio ha recepito il messaggio che da tempo sto inviando ai dentisti: occuparsi in prima persona del controllo economico e dell’amministrazione. E con il necessario impegno. Ogni tentativo di negazione o ridimensionamento di questo principio, si è dimostrato fallimentare. Certo che se un dentista, come nel caso che sto presentando, ha la fortuna di avere il coniuge disponibile, o comunque può affidare queste attività a un alter ego, allora può continuare a pensare solo all’odontoiatria. Altrimenti no. Ho visto dentisti che, venuti ai miei corsi e ricevuti i programmi, hanno pensato di delegare a un normale dipendente la gestione del sistema. Non hanno ottenuto risultati. Al più, si può delegare qualche parte dell’inserimento dati negli studi grandi, ma ricontrollandone l’esecuzione, perché, si ricordi, nessun dipendente può (e nemmeno deve!) essere tanto interessato ai conti dello studio quanto lo è il titolare. Torniamo adesso davvero al “caso”. La prima “mossa” è stata quella di assumere in capo ai titolari ogni responsabilità di gestione e rendicontazione dei dati amministrativi, e di rapporto con i fornitori, revocandola all’assistente da tempo delegata, che la svolgeva usando la “prima nota” del gestionale, passando ai software specialistici. L’anno dopo, il 2014, gli incassi sono aumentati di circa 70 mila Euro a parità di produzione eseguita. Perché è successo? Al di la delle spiegazioni puntuali, che comunque i software ben mostrano, è proprio “l’occhio del padrone” che, in questo caso, ingrassa non il cavallo ma la borsa. L’imponibile fiscale del 2014 è ovviamente aumentato, di circa 30 mila Euro, e quello del 2015 in formazione sarà dell’ordine dei 110 mila Euro. Nel 2012 era meno di 50 mila. Al 1/1/14 lo studio aveva nei suoi conti circa 40 mila Euro, oggi, mentre scrivo, ne ha 127 mila.

E cosa ne avranno fatto, questi titolari, dei miei software per la misura del “Rendimento”? Li hanno usati con scrupolo e continuità, ottenendo le informazioni utili per prendere decisioni in sicurezza: riorganizzare il lavoro, chiedere di più per le prestazioni, eliminare le attività in perdita, rivedere i rapporti con il consulente, iniziare un nuovo leasing e tante altre meno appariscenti ma certamente, come si vedrà, portatrici di guadagni. Oggi, con il software da me programmato e in uso in questo studio, è stata generata, in qualche minuto, questa tabella Pivot, che meglio di ogni parola spiega perché questo studio ha ora più soldi in banca. Ricordo che: il rendimento è il guadagno, e non dipende da entrate e uscite; l’imponibile fiscale non mostra quanto guadagni, ma al più approssima il flusso di cassa; il guadagno dell’attività dipende dalla somma algebrica dei guadagni e delle inevitabili perdite di tutte le prestazioni che si eseguono. Faccio infine presente che, se uno studio non ha un margine di guadagno sulle pure operazioni (cioè al lordo di prelievi personali e imposte) di almeno il 40%, si indebita. La tabella mostra il risultato economico dei primi cinque mesi dell’anno, distinto per categoria di prestazioni (la Pivot può far vedere, solo “toccando” i quadratini con il +, i risultati delle singole prestazioni delle varie categorie), che include le imposte (per il 2015 sono “caricati” 40 mila Euro di tasse annuali). Gli importi del rendimento alla riga “Totale”, sono quindi quelli utilizzabili per se stessi. Cliccare sulla seguente immagine per osservare la tabella Pivot:

 Pivot_5_2015

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