Pubblicato su «Rivista Italiana degli Odontotecnici», n. 6/1995 (settembre). Il testo è riproposto nella versione originale: norme, dati e riferimenti sono quelli dell’epoca.
“Ma perché devo dedicare del tempo anche per pensare a come organizzare il lavoro? Se occorre sono disponibile a lavorare la domenica e di notte, a correre dal cliente in caso di problemi, farò degli sconti se il cliente dovesse reclamare per la qualità o il servizio, eppoi, la costruzione della protesi non si può standardizzare, il laboratorio rimane un’azienda artigianale e ho già il mio da fare tutto il santo giorno.”
Ma sì, sarà anche tutto vero, però, a ben pensarci, anche i laboratori più “naïf” una organizzazione ce l’hanno, magari tutta nella testa e sulle spalle del loro titolare. Infatti, si può ricordare a memoria tutto, si può “saltare” da una lavorazione all’altra, si può inventare ogni scusa per giustificare al cliente un ritardo nelle consegne dei lavori, si possono rifare lavori all’infinito tanto, a fine mese, lo stipendio salta fuori lo stesso. Magari il tempo per se stessi è alla fine sempre meno, la fatica comincia a pesare, non c’è la possibilità di seguire come si deve un nuovo materiale, un nuovo dipendente, un cliente che sta iniziando a mandarci lavoro, ma, cosa volete, organizzare il laboratorio è così difficile!
Il discorso si può iniziare con una considerazione abbastanza scontata, basta leggere i giornali, sulla difficoltà nel gestire una qualsiasi attività al giorno d’oggi rispetto a poco tempo fa. Avrete sentito parlare di “complessità”, di “qualità totale”, di produzione a “zero difetti”, di “controllo dei costi”, avrete pensato che sì, queste cose sono interessanti, ma come applicarle nel laboratorio?
Con questo articolo inizieremo a parlare proprio di questi argomenti, cercando per quanto possibile di rendere, se non proprio facile, almeno più chiaro qualche principio di organizzazione produttiva. Il punto di partenza è la considerazione che una certa forma di organizzazione è indispensabile, non è più possibile andare avanti “a naso”, basandosi su pure percezioni o contando sulla comprensione dei clienti: la ristrettezza dei margini di profitto rende pericoloso questo atteggiamento, sanzionandolo alla fine con la scarsità di risorse monetarie a disposizione per se stessi e per il laboratorio.
Inizieremo con la presentazione del ciclo tipico della “commessa”, cioè del lavoro, del laboratorio. La Tavola 1 si può considerare completa e adatta a qualsiasi laboratorio. Nello schema si vogliono evidenziare tutte le attività di tipo organizzativo che andrebbero eseguite per gestire il lavoro con puntualità, poter fare i necessari controlli, per evitare discussioni con il cliente, riuscire a capire se il laboratorio può fare il lavoro in oggetto o deve ricorrere allo straordinario o rinviarlo, stabilire chi, fra i tecnici del laboratorio, dovrà eseguire la lavorazione, creando infine le basi per razionalizzare consumi e acquisti di materiale e ottenere i dati statistici utili per prendere le decisioni in merito alle politiche di clientela e di prodotto che conviene seguire. La tavola presenta anche l’elenco degli elementi, solitamente dei moduli cartacei, che servono: sono questi i “pezzi” che vanno usati, creandoli se mancanti, per rendere concreta l’idea di organizzazione presentata nello schema di flusso della tavola, nel quale si indica il momento in cui utilizzarli.

Direte: “ma a che scopo lavorare per organizzare la produzione del laboratorio?”. La risposta a questa domanda la si troverà nella Tavola 2, nella quale sono indicati tutti i punti da considerare nell’analisi di queste problematiche che, come si può vedere, sono fondamentali.
| Organizzare la produzione per: | Le scelte collegate con l’organizzazione della produzione: | Fattori da considerare nella valutazione delle scelte: |
|---|---|---|
| • Ridurre al minimo i costi • Massimizzare la quantità prodotta in rapporto alla dimensione del laboratorio • Minimizzare il numero di rifacimenti e di difetti del prodotto • Consegnare in tempo i lavori • Aumentare la soddisfazione del cliente • Razionalizzare acquisti e scorte di materiali • Rispettare il più possibile gli orari di lavoro del laboratorio • Migliorare la qualità della vita in laboratorio per il titolare e i collaboratori • Imparare dagli errori, documentando il processo e così potendo ripercorrerlo | • Quantità e capacità dei macchinari • Organizzazione dello spazio nel laboratorio • Quantità e qualità degli operatori • Modalità di attribuzione delle mansioni agli operatori • Tecnologie di processo, abitudini di lavoro • Qualità e varietà dei materiali impiegati nel processo • Ampiezza della gamma dei prodotti costruiti | • Il flusso di commesse per il laboratorio dipende da quello negli studi della clientela e la sua scorrevolezza è influenzata dalla qualità con la quale questa lavora • Un buon rapporto con i collaboratori è essenziale, stabilità del posto di lavoro e pianificazione della carriera dei dipendenti sono elementi importantissimi per la produttività del laboratorio • Il tempo di apprendimento per eseguire nuove lavorazioni o introdurre nuove tecnologie o materiali può essere lungo e richiede investimenti |
Negli articoli che seguiranno verranno sviluppati i punti più significativi di quanto qui indicato.
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