Dentisti (e professionisti) che non vogliono più andare in pensione

Pensionati attivi, ecco i dati ADEPP

Si è scritto sul tema dei dentisti che non vanno in pensione: “Il 56% degli over 65 pensa di continuare a lavorare fino ai 71-76 anni, il 13% oltre i 77. Voglia di continuare ad essere occupati e paura di non riuscire a mantenere l’attuale stile di vita le motivazioni.” (Odontoiatria 33 del 18/6/2024). Io penso che la “ritardata pensione”, ma il nome corretto del fenomeno è “pensionamento attivo” riguarda tutte le professioni, e credo moltissimi mestieri.

Quando frequento i corsi di formazione come discente (commercialista), resto ogni volta basito dal vedere la prevalenza di “teste bianche” fra i presenti. Osservo però che nei corsi degli odontoiatri, per fortuna, ci sono molti più giovani rispetto ad altre categorie (la mia, avvocati ecc.).

La mia conclusione è: si sta andando avanti perchè non ci si può permettere di fermarsi. Finchè c’è la forza.

Del resto, esiste una ADEPP che è l’associazione delle casse professionali private (Enpam, commercialisti, cassa forense ecc.) che pubblica un rapporto annuale: la crescita del numero di “pensionati attivi” è stata nettamente superiore a quella degli iscritti, in quattro casse professionali il numero di “pensionati attivi” supera il 50% di tutti i pensionati.

Magari i più giovani avranno una prospettiva diversa, magari, come si intuisce ascoltandoli, è morta l’idea che si fa lo stesso lavoro tutta la vita: fai il dentista per una quindicina d’anni, con le nuove mirabolanti tecniche della moderna gestione accumuli i soldi, con i soldi fai “il trading giusto”, speculi negli immobili, e oltre a viaggiare in Ferrari smetti di lavorare entro i 45 e apri un chiringuito a Zanzibar e “ti godi la vita” a furia di spritz e gin tonic.

Molti ci credono, magari qualcuno ce la farà, ammesso che una vita del genere possa interessare, a me per nulla, me la godo di più a diventare sempre più bravo professionalmente e capace di dare di più al cliente, con l ‘esperienza e la maturità.

La cosa che conta su tutto, nella mia esperienza, è il mantenimento di salute e lucidità, merci che sembrano scarseggiare, ecco è questa la cosa che conta quando si è più giovani, perchè bisogna iniziare presto.

La questione dei “pensionati attivi” delle casse private: prendono la pensione ma continuano a lavorare, cioè a versare contributi alla loro cassa, l’immagine mostra il dato della crescita di questi “attivi” rispetto al totale degli iscritti alle casse

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