Pubblicato su «Mondo Ortodontico», n. 6/1999 (novembre-dicembre). Il testo è riproposto nella versione originale: norme, dati e riferimenti sono quelli dell’epoca.
Se in libreria vi soffermate sui titoli che riguardano la gestione aziendale, potete accorgervi di quante centinaia di titoli siano disponibili. Oltre ai testi universitari viene pubblicata una mole sterminata di manuali; si può dire che ogni dettaglio della gestione dell’azienda ha più di un manuale che può essere consultato. Se però uno si domandasse: “Ma quali sono i concetti che davvero contano per capire la gestione aziendale?”, si potrebbe accorgere che sono ben pochi, difficilmente supererebbero la decina. Uno dei più importanti, se non il più importante, è quello espresso dal concetto di “Direzione degli obiettivi”, meglio conosciuto con il termine anglosassone “MBO” (Management By Objectives). L’idea è abbastanza intuitiva, si tratta di stabilire o assegnare precisi obiettivi all’azienda o alle persone che la compongono, valutando poi periodicamente l’andamento gestionale sulla base dello “scostamento” periodico fra gli obiettivi e i risultati effettivamente rilevati dal sistema di “Reporting” aziendale. In base all’ammontare e al giudizio su questi scostamenti l’alta direzione aziendale, nel nostro caso rappresentata dal titolare dello studio, decide se continuare ad operare in un certo modo o se è ora di cambiare. Abbracciando questa tecnica di direzione aziendale si rende necessario imparare a fissare gli obiettivi in modo congruo, cioè realistico e misurabile. Infatti se l’obiettivo in questione viene fissato male, sarà inficiato l’intero giudizio costruito sul feedback dato dall’analisi degli scostamenti. In linea teorica andrebbero fissati obiettivi su tutti i veri aspetti dell’attività.
L’economia aziendale ha elaborato negli anni varie tecniche, anche matematiche per aiutare i responsabili delle aziende in questo non sempre agevole, quanto necessario compito.
Non si tratta solamente di fissare gli obiettivi collegati al denaro, ad esempio, anche il rispetto degli orari di lavoro, piuttosto che il numero di trattamenti attivi, sono oggetto di una attività di elaborazione di obiettivi.
In questo articolo diremo le indicazioni di base per poter fissare un obiettivo che sta a cuore ai titolari o responsabili delle attività: il volume di ricavo annuale.
Nelle aziende “normali”, il ricavo è sinonimo di “fatturato” o volume delle vendite”. Nel nostro caso, la nozione più corretta da impiegare è quella di “volume di produzione annuale”. Si noti che con questa parola noi indichiamo tale valore a prescindere dal suo effettivo incasso, come abbiamo ribadito in vari articoli. In ortodonzia, tale valore può essere inteso con la formula (1).
Formula 1
Σ (Tariffe annuali × Trattamenti in corso) = Produzione annuale
Fissare questo obiettivo significa assumere una posizione “attiva” verso il proprio lavoro, contrapposta ad una “passiva” che si limita magari a guardare ogni tanto l’estratto conto bancario per giudicare l’andamento dell’attività.
Noi consigliamo di procedere partendo innanzitutto dall’ammontare del guadagno annuale desiderato dal titolare dello studio.
Occorre però segnalare che nel guadagno annuale desiderato, deve essere incluso oltre all’importo che serve per vivere secondo il proprio tenore di vita, coprendo ovvero tutte le proprie esigenze di consumo annuale anche, ed è fondamentale tenere conto di questo, una somma da destinare al risparmio. Per risparmio intendiamo una “riserva” che servirà ad un certo punto della vita per continuare a garantire il proprio tenore di vita senza dover lavorare.
Inoltre, visto che le somme necessarie per coprire il consumo e il risparmio devono essere “nette”, occorre includere nel guadagno annuale anche le tasse personali che si prevede di pagare. Riepilogando quanto detto, proponiamo una formula (2) per il guadagno annuale.
Formula 2
Consumo annuale + Risparmio annuale + Tasse annuali = Guadagno annuale
Determinato l’obiettivo di guadagno, occorre valutare un altro valore importantissimo: il “Risparmio dello studio”. Il concetto è semplice: siccome la struttura e le attrezzature dello studio si consumano e deperiscono, esse vanno sostituite periodicamente. Se negli anni non si costituisce un apposito fondo, al momento del loro rinnovo il titolare avrà davanti due possibilità: o intacca i suoi risparmi o contrae il suo tenore di vita.
Alternative poco appetibili. Per determinare l’ammontare della somma da destinarsi a questo fondo, proponiamo una semplice formula (3) di base.
Formula 3
(Valore dei cespiti dello studio ÷ Loro durata in anni prima della sostituzione) × Una percentuale di saturazione = Quota annuale risparmio dello studio
La percentuale di rivalutazione è necessaria in quanto i prezzi di acquisto dei cespiti di norma aumenta e anche perché si presume che negli anni sostituiscano le attrezzature con altre migliori e quindi più costose.
Infine l’ultima valutazione da farsi per poi passare alla fissazione dell’obiettivo di ricavo annuale riguarda i costi dello studio.
La previsione dei costi si esegue prendendo come base la propria contabilità, di solito quella affidata al commercialista, opportunamente rettificata in base ad indicazioni provenienti da fonti extracontabili interne dello studio.
Possiamo ora concludere l’articolo proponendo una formula (4) per la stima del ricavo annuale:
Formula 4
Guadagno annuale + Quota annuale di risparmio dello studio + Costi annuali dello studio = Ricavo annuale (obiettivo)
In fase applicativa, si deve porre attenzione alle seguenti questioni:
- È opportuno non fissare obiettivi di guadagno troppo elevati, applicando cioè una logica “prudenziale” e basata sul buon senso;
- si dovrebbe avere una idea chiara della evoluzione tecnologica per sapere il costo reale dei rinnovi delle attrezzature, in modo da fissare in modo congruo la quota di risparmio dello studio;
- qualora nell’anno entrante, quello cioè oggetto della previsione di cui stiamo parlando, fossero in vista delle modifiche all’organico o delle spese straordinarie, occorre modificare la contabilità “storica”.
Per esperienza, anche personale, consigliamo vivamente di impegnarsi per eseguire queste importantissime stime.
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